Manifestazione a Ostia contro il mare che non va all’insegna di uno slogan impresso a caratteri cubitali su un grande striscione in cui campeggia la scritta “Arcobaleno è famiglia”.
Manifestazione a Ostia contro il mare che non va, dopo le chiusure e il mancato avvio della nuova stagione balneare
In piazza, sotto la sede del X municipio nel cuore del Lido di Roma, si sono dati, infatti, appuntamento anche i dipendenti e i simpatizzanti dell’omonimo gruppo sorto nei giorni scorsi per difendere lavoratori e bagnanti dalla chiusura, considerata illegittima, dello stabilimento balneare Arcobaleno beach disposta dalla Procura sulla base di presunti abusi edilizi.

Realizzato nel 1936 su progetto del celebre architetto Luigi Moretti (stabilimento balneare Duilio oggi Capanno, ex Gil via Induno, Accademia di scherma Foro Italico ecc.), quel lido assunse il nome di Stabilimento Italia e per lungo tempo costituì un’eccellenza nella Ostia di Ponente.
Ma gli attuali concessionari contestano le motivazioni che hanno portato all’apposizione dei sigilli sulla struttura la scorsa settimana anche perché, come ribadito, dai gestori che rilevarono dalla mano pubblica l’impianto nel 1995 non è mai stata effettuata alcuna variazione sullo stato dei luoghi.
Poi il 27 marzo scorso il fulmine a ciel sereno quando il patrimonio ha notificato un Avviso del Procedimento per abuso edilizio in quanto agli atti non risulterebbe la documentazione edilizia risalente al 1974.
“Arcobaleno è famiglia”
E oggi, giovedì 29 aprile, i sostenitori della necessità di riaprire anche altri stabilimenti chiusi per analoghe ragioni sul litorale romano hanno organizzato un sit-in, che ha fatto seguito alla distribuzione di una colazione a base di cornetti organizzata domenica 26 aprile di fronte ai cancelli dell’Arcobaleno Beach, per richiamare l’attenzione di residenti e visitatori sulle ulteriori situazioni di incertezza che gravano sull’imminente riapertura della stagione balneare.
L’indice dei partecipanti è infatti rivolto anche contro i ritardi del Comune di Roma Capitale che non ha ancora provveduto a emanare gli atti propedeutici all’avvio dell’estate 2026.
Il contestato progetto sul Parco del Mare
Non a caso la contestazione è avvenuta mentre, all’interno degli uffici dell’ente locale, si discuteva l’ulteriore prosecuzione dell’iter che dovrebbe portare alla realizzazione di un Parco del Mare lungo la via litoranea.
Un progetto avversato da comitati, associazioni di categoria e semplici cittadini per evitare che parte delle dune mediterranee e l’attuale assetto della zona che guarda al Tirreno vengano sommersi da cemento e nuovi divieti alla circolazione stradale con un grave stravolgimento della viabilità sul Lido di Roma.
Come è noto, il progetto ambizioso, firmato dai progettisti di Abacus, prevede un investimento complessivo che supera i 50 milioni di euro, combinando 24 milioni di fondi europei PR FESR 2021/2027 e circa 30 milioni stanziati da Roma Capitale.
L’intervento interesserà 48 ettari di territorio per uno sviluppo di 6 chilometri di costa, dal Porto fino alla Rotonda Colombo, con il cuore della trasformazione, che risiede nella depavimentazione di 150mila metri quadrati di asfalto: dove oggi corrono le auto sorgeranno dune, giardini e aree fitness.
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