Carburante annacquato a Roma: sequestrate già 74 tonnellate di benzina e gasolio. Allarme guasti auto

Controlli a tappeto della Guardia di Finanza sui distributori della Capitale dopo il boom di benzina e carburante alterati. Meccanici allibiti: «Così si distruggono i motori»

Foto non collegata ai sequestri. Canaledieci

Oltre 74 tonnellate di carburante fuorilegge sequestrate nei primi sei mesi dell’anno e controlli a tappeto che proseguiranno senza sosta anche ad agosto. È il bilancio dell’offensiva scattata a Roma da parte della Guardia di Finanza per fermare la piaga della benzina e del gasolio “annacquati” o alterati con sostanze scadenti, un fenomeno esploso negli ultimi mesi e che sta mettendo in ginocchio centinaia di automobilisti e scooteristi della Capitale.

Controlli a tappeto della Guardia di Finanza sui distributori della Capitale dopo il boom di benzina e carburante alterati. Meccanici allibiti: «Così si distruggono i motori»

L’ultimo blitz eseguito anche nei giorni scorsi. A confermare l’ampiezza dell’operazione è il colonnello Daniele Corradini, comandante del I Gruppo Roma delle Fiamme Gialle.

«Nei primi sei mesi di quest’anno, solo il comando provinciale di Roma della Guardia di Finanza ha sequestrato 74 tonnellate di carburante fuori norma – ha spiegato il colonnello – Le verifiche riguardano la qualità del prodotto, spesso allungato con acqua o altri composti, la corrispondenza tra quanto erogato e quanto effettivamente sceso nelle cisterne, fino alla trasparenza sui prezzi esposti».

Nel mirino dei finanzieri c’è in particolare il gasolio, la tipologia di carburante chimicamente più facile da adulterare.

Strage di motori nelle officine: guasti in aumento del 30%

L’intervento delle Fiamme Gialle arriva all’indomani dell’inchiesta dell’Adnkronos che ha portato alla luce un vero e proprio incubo per gli automobilisti romani.

Nelle officine della città è emergenza: pompe d’alimentazione bruciate, iniettori distrutti e serbatoi intasati dall’acqua.

I meccanici romani confermano un incremento dei guasti tra il 25% e il 30% legati alla qualità del carburante erogato. «Mai vista una concentrazione di casi simile in tanti anni di lavoro», spiegano i tecnici di lungo corso. In molti casi bastano pochi chilometri dal pieno prima che il veicolo si arresti all’improvviso.

Il picco di danni a motori e scooter si registra paradossalmente in un periodo di costanti rincari dei prezzi alla pompa, rendendo la beffa ancora più amara.

Codacons e Aduc: «Frode in commercio e truffa, i cittadini chiedano i danni»

Durissima la reazione delle associazioni dei consumatori. Per Gianluca Di Ascenzo, presidente del Codacons, si tratta di un illecito gravissimo. «La vendita di carburanti annacquati configura reati che vanno dalla frode in commercio alla truffa, fino alle violazioni fiscali. Per un automobilista è quasi impossibile accorgersi dell’inganno al momento del rifornimento. Chiediamo alla Finanza e al Mimit controlli massicci lungo tutta la rete stradale estiva».

Il Codacons ricorda inoltre che gli automobilisti vittime della truffa hanno il pieno diritto di rivalersi legalmente contro gli impianti fuorilegge, richiedendo il totale risarcimento per i danni materiali e patrimoniali subiti dai propri mezzi.

A far eco è anche Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc, che sottolinea come la precarietà finisca per alimentare le speculazioni: «C’è sempre chi prova ad approfittarsene per guadagnare oltre quanto consentito dalla legge».

Come tutelarsi in caso di danno al veicolo

  • Conservare lo scontrino o la ricevuta (o l’estratto conto della carta) con data, ora e impianto del rifornimento per garantire la tracciabilità.
  • Richiedere una diagnosi scritta al meccanico che certifichi la presenza d’acqua o sostanze estranee nel serbatoio.
  • Inviare una contestazione formale/diffida al gestore del distributore per richiedere il risarcimento dei danni.