Sette indagati per omicidio colposo in violazione della legge sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. È il primo atto ufficiale della Procura di Roma nell’inchiesta sulla morte di Andrea Moretti, l’operaio rocciatore di appena 22 anni precipitato e ucciso mercoledì notte all’interno del Colosseo. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Antonino Di Maio e dalla pm Eleonora Fini, punta i riflettori sull’intera catena di comando e sulle responsabilità nella gestione del cantiere.
Fune non agganciata, assenza dell’operatore di supporto e scarsa illuminazione: tutti i dubbi sul cantiere in quota dopo la morte del giovane rocciatore. Sequestrata l’area dei lavori
Nel registro degli indagati figurano i responsabili dei lavori del Parco archeologico del Colosseo, i due coordinatori della sicurezza (in fase di progettazione e di esecuzione), il delegato per la sicurezza del Ministero della Cultura e il responsabile della sicurezza del Parco stesso. Insieme a loro, sono sotto inchiesta i dirigenti delle società coinvolte: la cordata appaltante e quelle in subappalto per la quale lavorava il giovane.
Cime mancanti e buio nel cantiere: i punti da chiarire
Gli accertamenti affidati ai carabinieri della compagnia Roma Centro, agli ispettori del lavoro della Procura e allo Spresal dovranno chiarire una lunga catena di anomalie. La fune del ragazzo è risultata non assicurata all’imbracatura: resta da capire se si sia trattato di un errore umano o di un problema tecnico all’attrezzatura. Ma sono i protocolli di sicurezza generali a finire sotto l’accusa degli inquirenti.
In primo luogo, la presenza della seconda cima di sicurezza — la linea di soccorso obbligatoria per legge nei lavori in quota — che avrebbe dovuto sostenere il 22enne in caso di emergenza.
In secondo luogo, la mancanza del secondo operatore “al piano“, una figura chiave pronta a intervenire per supportare l’operaio in sospensione: a quell’ora di notte, infatti, ad affiancare Andrea c’erano soltanto il cognato Gabriele e un altro collega.
Sotto la lente dell’inchiesta finiscono anche i ritmi di lavoro e la visibilità: i tre avevano iniziato il turno attorno alle 19 di martedì e stazionavano tra il terzo e il secondo anello operando unicamente con le luci di servizio del monumento e i faretti da casco. Erano sufficienti a garantire la sicurezza visiva? L’analisi delle telecamere di videosorveglianza — una delle quali avrebbe ripreso la caduta — unitamente al Documento di valutazione dei rischi (Dvr) e al Piano operativo di sicurezza (Pos) acquisiti dagli investigatori, servirà a comporre il quadro. L’affidamento dell’autopsia è fissato per lunedì.
Il dolore della famiglia: «Vogliamo sapere cosa è successo»

«Vogliamo sapere perché Andrea è morto», si disperano i genitori di Andrea e le sue tre sorelle.
Un dolore che travolge anche la ditta di famiglia coinvolta nei lavori per il nuovo impianto elettrico del monumento, un intervento la cui inaugurazione (prevista per il 9 ottobre) è stata rinviata a data da destinarsi.
Il Colosseo chiuso: la reazione dei turisti
Nel frattempo, il cantiere aperto ad aprile 2025 è stato totalmente bloccato. Con una disposizione straordinaria, il Parco archeologico ha prorogato fino a venerdì 25 settembre la chiusura al pubblico di tutti i suoi siti (inclusa la Domus Aurea) in segno di lutto e vicinanza alla famiglia della vittima. I rimborsi per i biglietti già acquistati avverranno automaticamente. Il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il direttore Simone Quilici, intanto oggi, 25 settembre, incontreranno i circa 200 dipendenti del Parco.
Ma davanti ai cancelli sbarrati del monumento più famoso al mondo è andata in scena anche la reazione cinica di una parte dei visitatori. «Sarò qui solo alcuni giorni, vacanza rovinata», uno dei tanti commenti. Le guide turistiche si sono riorganizzate illustrando l’architettura esterna del Colosseo ai gruppi di visitatori rimasti fuori.
Ieri sera a Roma, è stato registrato un altro grave incidente sul lavoro: un 64enne è caduto da una scala precipitando per tre metri. E’ ricoverato in prognosi riservata per il grave trauma cranico subito.

















