La morte di una donna di 73 anni, avvenuta la scorsa notte a Monteverde, squarciato dall’ennesimo investimento stradale in viale dei Colli Portuensi, ha innescato in queste ore una violenta ondata di sdegno tra i residenti, che denunciano da anni l’assoluta pericolosità di un tratto stradale trasformato in una pista da rally. Tra le testimomianze, anche quella più amara delle figlia di un’altra vittima, che dopo anni ha visto verificarsi di nuovo l’orrore, nell’inedia della mancanza di interventi di sicurezza su quel tratto di strada.
L’eredità del dolore: la denuncia di Maria, che nello stesso tratto di strada a Monteverde ha visto morire la propria madre anni fa. Rabbia dei testimoni, che convivono con la morte sotto le finestre di casa
L’ultimo dramma come noto, si è consumato nella tarda serata di ieri 5 maggio. La vittima, una cittadina italiana di 73 anni, è stata investita da un’Alfa Romeo 159 condotta da un uomo di 60 anni.
Nonostante i soccorsi, l’impatto è stato fatale e la donna è deceduta sul colpo. Gli agenti del XII Gruppo Monteverde della Polizia Locale hanno eseguito i rilievi, mentre il conducente è stato trasportato al San Camillo per i test alcolemici e tossicologici.
Le indagini proseguono, ma per il quartiere la causa è chiara: la conformazione stessa della strada invita alla velocità sfrenata.
Testimonianze dall’abisso: il dramma di Maria
Il dettaglio più inquietante emerge dai commenti di chi quel dolore lo ha già vissuto. Maria (nome di fantasia) ha raccontato il suo legame spaventoso con questo incidente:
“È lo stesso punto dove è morta anni fa mia mamma”. Secondo la donna, il problema risiede nella provenienza dei flussi veicolari: “Tutte le macchine che vengono dal semaforo dell’incrocio sulla Gianicolense arrivano a tutta velocità”. Maria punta il dito contro l’insensibilità dei guidatori: “Gli automobilisti corrono e non gli importa della vita delle persone”.
Il quartiere sotto shock: “Un corpo steso a terra”
Chi abita nel viale descrive scene da incubo. Una residente ha raccontato i momenti immediatamente successivi allo schianto: “Ieri rientrando a casa ho visto il corpo steso a terra. È stato terribile”.
La donna denuncia una situazione di rischio quotidiano: “Abito in quel punto, le macchine arrivano ad una velocità sconcertante ed ignorano le strisce pedonali non rallentando. Ogni giorno si rischia”.
Altre voci sottolineano come la mattina seguente la tragedia sembrava già dimenticata: “Ieri sera è morta una persona, stamattina era come non fosse successo nulla”.
La rabbia contro le istituzioni: “Burocrazia che uccide”
La protesta si rivolge direttamente al Presidente del Municipio XII, Elio Tomassetti. Una giornalista residente in zona, ha espresso duramente la propria frustrazione:
“Quando la burocrazia e l’indifferenza uccidono. Non ricordo più nemmeno io quante PEC e segnalazioni ho inviato negli anni”. Il j’accuse coinvolge anche la gestione dei fondi pubblici:
“Se si fossero impiegati un po’ dei soldi serviti per piazza Scotti (ora ammasso di liquame e giaciglio per i senza fissa dimora) per illuminare e mettere in sicurezza il viale, non staremo qui a piangere un’altra vita stroncata”.
Le proposte dei cittadini per fermare la scia di sangue
Le proposte avanzate dai cittadini per mettere in sicurezza Viale dei Colli Portuensi partono dalla necessità impellente di installare dissuasori fisici della velocità, come dossi artificiali, e di attivare un monitoraggio costante tramite autovelox posizionati strategicamente ogni 150 metri.
A queste misure si affianca la richiesta di una manutenzione straordinaria che preveda la riverniciatura delle strisce pedonali con materiali luminescenti e un potenziamento radicale dell’illuminazione pubblica per garantire visibilità nelle ore notturne.
Sul fronte della viabilità, i residenti suggeriscono una revisione strutturale del viale che ne preveda la riduzione a una sola corsia per senso di marcia, l’integrazione di piste ciclabili e la creazione di nuovi attraversamenti pedonali sicuri, specialmente nei tratti critici privi di segnaletica tra via di Torrecremata e i principali supermercati della zona.
Infine, emerge con forza l’appello per il ripristino di presidi fissi della Polizia Locale, ritenuti più efficaci delle pattuglie mobili nel sanzionare comportamenti pericolosi come la sosta in doppia fila e il mancato rispetto delle precedenze ai pedoni.
Ma tra tutte, le proteste più amare sono riservate all’indifferenza delle istituzioni locali, che secondo i cittadini, è il “veleno che continua ad alimentare questa tragedia infinita”. “Quanti mesi, anni, decenni e vittime debbono servire per creare dei dossi o altro?” – conclude amaramente un residente.


















