Un’inchiesta della Procura di Roma sta facendo luce su violenze e torture sistematiche all’interno del carcere minorile di Casal del Marmo. Dieci agenti della polizia penitenziaria sono indagati per reati che vanno, secondo le singole posizioni, dalla tortura alle lesioni fino al falso ideologico. Le accuse provengono da una serie di testimonianze di detenuti minorenni, che descrivono un clima di brutalità e intimidazione perpetuato da alcuni agenti.
Un’inchiesta della Procura di Roma svela abusi e torture nel carcere minorile di Casal del Marmo, con dieci agenti indagati: due per tortura
La vicenda si sviluppa intorno a un sistema di violenze che si sarebbe consumato soprattutto di notte, lontano da telecamere e occhi indiscreti.
I racconti di abusi sono agghiaccianti: un detenuto ha riferito di essere stato minacciato di castrazione con una forbice e di aver subito percosse con oggetti improvvisati come sedie e bastoni. Un altro giovane ha raccontato di essere stato picchiato e umiliato in cella, con ecchimosi e ferite in varie parti del corpo, documentate dai referti medici.
Al centro dell’inchiesta coordinata dal pm Rosalia Affinito e dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco ci sono dieci agenti, due dei quali accusati di torture, mentre altri cinque sono indagati per lesioni. Tre sono accusati di falso ideologico per aver falsificato relazioni di servizio, cercando di giustificare violenze mai avvenute.
Le vittime identificate finora sono tutte di origine straniera, con età compresa tra i 16 e i 20 anni. Le indagini della Procura, che mirano a prevenire e fermare queste violenze, – come anticipato da Repubblica – potrebbero portare a nuove rivelazioni su quanto accade all’interno di questa struttura.
Le segnalazioni
Il clima di paura e omertà che ha regnato tra i detenuti per lungo tempo ha impedito alle vittime di denunciare subito gli abusi. Molti dei ragazzi coinvolti temevano ritorsioni da parte degli agenti. Le segnalazioni sono arrivate da educatori e altre figure professionali impegnate in lavori di sostegno all’interno.
In attesa dei provvedimenti cautelari nei confronti di alcuni degli indagati, sono scattate le prime sospensioni dal servizio per alcuni degli agenti coinvolti nei fatti più gravi.


















