Parco del Mare a Ostia: nuovo incontro pubblico sul progetto da 48 ettari con mille dubbi sulla gestione

Mentre il Sindaco annuncia l'avvio imminente delle opere, i comitati attendono risposte sulle osservazioni inviate per il Parco del Mare, tra parcheggi dimezzati e mobilità

L'area del Curvone come sarà con il Parco del Mare

Roma Capitale accelera sul progetto di riqualificazione del litorale, ma il clima attorno al tavolo di confronto si fa teso. Lunedì 23 febbraio, alle ore 15:00, presso la sede del Municipio X in Largo Capelvenere, è prevista la seconda seduta pubblica sull’ambiente dedicata al Parco del Mare. Un momento di ascolto per consolidare il dialogo con i cittadini, che non tranquillizza in merio alle recenti dichiarazioni sull’apertura dei cantieri la prossima estate. Un avvio imminente, che ha fatto scaturire forti dubbi in merito ad un vero percorso partecipativo, che potrebbe rivelarsi solo come una presentazione di scelte irrevocabili.

Mentre il Sindaco annuncia l’avvio imminente delle opere, i comitati attendono risposte sulle osservazioni inviate per il Parco del Mare, tra parcheggi dimezzati e mobilità

Come noto, il progetto ambizioso, firmato dai progettisti di Abacus, prevede un investimento complessivo che supera i 50 milioni di euro, combinando 24 milioni di fondi europei PR FESR 2021/2027 e circa 30 milioni stanziati da Roma Capitale.

L’intervento interesserà 48 ettari di territorio per uno sviluppo di 6 chilometri di costa, dal Porto fino alla Rotonda Colombo, con il cuore della trasformazione, che risiede nella de pavimentazione di 150mila metri quadrati di asfalto: dove oggi corrono le auto sorgeranno dune, giardini e aree fitness.

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Nonostante i rendering mostrino una visuale libera, è confermato che il “lungomuro” che separa la città dalle spiagge rimarrà al suo posto, mentre la pista ciclabile sarà rialzata per permettere di scorgere l’orizzonte.

La rivoluzione della viabilità e il nodo parcheggi

La trasformazione profonda del lungomare imporrà un drastico cambio della circolazione. Il tratto tra il Curvone e la Rotonda diventerà a carreggiata unica con senso di marcia verso la Cristoforo Colombo, eliminando completamente la sosta lato mare.

La viabilità alternativa sarà poi dirottata sull’asse via dei Sandolini-via delle Quinqueremi, collegate da un nuovo ponte di 40 metri sul Canale dei Pescatori ed è già polemica. ma quell più accesa riguarda i posti auto: se i progettisti dichiarano di ricollocare 2812 stalli, i comitati locali denunciano la perdita di oltre la metà dei circa 4000 posti attualmente utilizzati, inclusi quelli irregolari che oggi assorbono la pressione antropica della stagione balneare.

La sfida del verde e le palme “sperimentali”

Il Parco del Mare prevede la piantumazione di oltre mille palme, 1500 alberi e decine di migliaia di arbusti dunali. E proprio su questo rinfoltimento, in tanti tra esperti e cittadini, sollevano dubbi sulla tenuta di queste essenze di fronte agli aerosol marini e alle mareggiate cariche di tensioattivi tipiche della foce del Tevere.

Sebbene infatti gli architetti del paesaggio abbiano annunciato l’uso di semi resistenti e specie selezionate per attecchire in condizioni meteoclimatiche estreme, resta l’incognita sulla manutenzione futura, un compito che graverà sulle già esigue risorse del X Municipio. Da qui le perplessità circa il rischio è che i rendering spettacolari con alberi alti 20 metri, si scontrino con una realtà fatta di piante che faticano a sopravvivere.

L’antefatto e la polemica sui fondi europei

Il timore principale espresso dalle associazioni è che la fretta di spendere i fondi europei entro l’anno, pena la decadenza del finanziamento, abbia portato a una progettazione “raffazzonata”. 

Secondo Labur in sostanza c’è una discrepanza temporale. La gara è stata aggiudica in febbraio la conferenza dei servizi è stata aperta i primi di settembre, con i rilievi fatti in inverno. In pratica il modello di traffico che loro usano non è calibrato sul picco estivo.

Una modalità ercepita come frettolosa che oltre mina la fiducia dei residenti, vede nel Parco del Mare un’opera calata dall’alto, più orientata alla propaganda che alla risoluzione dei problemi strutturali del litorale, come il trasporto pubblico e la difesa della costa dalle mareggiate.

L’analisi conclusiva del Laboratorio Urbanistico Labur poi sottolinea come non si possa parlare di miglioramento della mobilità senza progettare nuova viabilità, limitandosi ad arretrare quella esistente.

L’affondo di Labur: tra Olimpiadi e realtà

Tra le critiche anche il parallelismo tra il Parco del Mare e le ambizioni olimpiche per Roma per il 2036 o 2040, con Ostia protagonista per gli sport velici, dato che già per la candidatura del 2024 la vela era stata spostata a Cagliari per mancanza di vento adeguato.

Insomma nella percezione dei tecnici, il litorale odierno, tra stabilimenti distrutti e pinete devastate dalla cocciniglia, non appare pronto per grandi annunci, ma necessiterebbe invece di una pianificazione chiara e di una cura dei luoghi che, al momento, le osservazioni dei cittadini ancora attendono.