Su via dei Fori Imperiali un pino su tre verrà abbattuto: scatta il protocollo di reimpianto

Su via dei Fori Imperiali un pino su tre verrà abbattuto dopo le verifiche tecniche effettuate sul Campidoglio 

Su via dei Fori Imperiali un pino su tre verrà abbattuto e, le piante ad alto fusto che non hanno superato il test di stabilità eliminate poiché a rischio crollo. Le stesse saranno sostituite sulla base di un protocollo di reimpianto con specie che non presentano rischi per la pubblica incolumità, come quelle venute giù nelle ultime settimane a due passi dal Colosseo.

Su via dei Fori Imperiali un pino su tre verrà abbattuto dopo le verifiche tecniche effettuate sul Campidoglio

L’ultimo evento è stato anche il più eclatante e si è sfiorata la strage perché l’albero che si è schiantato al suolo lo scorso primo febbraio ha ferito anche se in modo lieve tre persone.

Sono in tutto 12 sui 36 esaminati dalla task force di tecnici nominati a tambur battente dal Campidoglio i pini risultati a rischio caduta a seguito delle prove di trazione e delle analisi tecniche effettuate. L’incidenza è dunque di circa il 30% mentre sono in tutto 54 gli alberi complessivamente presenti nell’area dei Fori Imperiali, inclusa la zona antistante il Colosseo, Piazza dell’Ara Coeli e l’Arco di Costantino.

Dei 36 alberi già sottoposti a verifica approfondita, informa una nota, 24 sono stati ritenuti stabili o da sottoporre a ulteriori accertamenti.

La rimozione riguarderà 12 pini storici e, in ordine cronologico, dieci alberi situati sul lato sinistro della carreggiata (in direzione Colosseo) e due sul lato destro.

L’operazione non è solo una misura di tutela ambientale, ma il tassello fondamentale per sbloccare la viabilità in un’area nevralgica della Capitale.

L’obiettivo dichiarato è permettere nei prossimi giorni una riapertura parziale del transito pedonale nel settore di via dei Fori Imperiali ancora inaccessibile. In seguito sarà rimosso anche il divieto tuttora in vigore per i mezzi di trasporto

Sicurezza ai massimi livelli

La decisione di procedere gli abbattimenti è stata assunta all’unanimità dagli esperti.

Le relazioni tecniche hanno evidenziato una situazione di estrema fragilità. I pini dell’area dei Fori non sono semplici alberi, ma “grandi anziani” che portano su di sé i segni di decenni di interventi antropici e piantumazioni in spazi eccessivamente ristretti. A peggiorare il quadro sono i terreni di riporto, resi instabili da una serie di eventi climatici estremi che hanno colpito la città negli ultimi mesi.

Per questo motivo, il tavolo ha deciso di adottare una linea di massima prudenza, quasi senza precedenti: il coefficiente di rischio applicato alle prove di trazione è stato innalzato da 1,5 a 2. Una scelta tecnica che punta a garantire un livello di sicurezza elevatissimo, minimizzando ogni possibilità di crollo improvviso in un’area caratterizzata da una straordinaria affluenza di turisti e cittadini.

Riaperture progressive

Il cantiere del verde terrà banco in tutta l’area per diverse settimane, contestualmente alla riapertura dei primi varchi proseguiranno in piena sicurezza anche le analisi strumentali sugli altri esemplari rimasti sul lato destro della via. Se i test daranno esito positivo, il Comune procederà a ulteriori riaperture progressive nel corso della settimana entrante, restituendo gradualmente la strada alla piena fruizione.

Il futuro è nel reimpianto

Il paesaggio dei Fori, tuttavia, non perderà la sua identità. Il protocollo per il reimpianto del Pinus pinea, elaborato dal Dipartimento Tutela Ambientale insieme a Crea, l’Orto Botanico della Sapienza e gli Ordini professionali, stabilisce, infatti, che ogni albero rimosso sarà sostituito da un nuovo esemplare della stessa specie.

Non si tratterà di una semplice piantumazione, ma di un intervento scientifico d’avanguardia. I nuovi siti d’impianto saranno progettati dopo un’analisi approfondita del sottosuolo, garantendo alle radici lo spazio e le condizioni necessarie per crescere sane e, soprattutto, stabili.

Un piano che mira a conciliare la tutela del patrimonio storico-paesaggistico con l’imprescindibile esigenza di proteggere chi, ogni giorno, cammina all’ombra della storia.

I componenti del tavolo tecnico

Al tavolo tecnico, oltre all’Assessora capitolina all’Ambiente del Campidoglio Sabrina Alfonsi e al direttore generale di Roma Capitale Albino Ruberti, hanno partecipato esponenti delle seguenti strutture: Dipartimento Tutela Ambientale, Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali,

Parco Archeologico del Colosseo, Comando regionale Carabinieri Forestali, Crea, Università La Sapienza, Comandante della Polizia Locale di Roma Capitale e i rappresentanti degli Ordini professionali di agronomi e agrotecnici.

La protesta degli ambientalisti

Basta con la pinofobia“. Contro le decisioni della task force messa in campo dal Campidoglio si sono schierati gli ambientalisti che hanno convocato un incontro con i media per ‘salvare i pini di Roma’ domani, sabato 14 febbraio, alle ore 11.00 in via dei Fori Imperiali.

I pini di Roma un patrimonio dell’umanità -sottolinea l’attivista Jacopa Stinchelli- il mondo ci guarda mentre in tutta Roma spadroneggiano le motoseghe, sono 35mila alberi abbattuti a Roma in 4 anni senza e senza che i crolli per questo diminuiscano, anzi”.

Il cambiamento climatico è provocato proprio da questa devastazione di interi polmoni verdi, ci dicono gli esperti che sono pronti a parlare con i media.

Sulla sorte degli alberi simbolo di Roma i vertici del Comune continuano a dichiarare tutto e il contrario di tutto e le condanne a morte vengono prese a porte chiuse, senza trasparenza e con il pretesto dell’emergenza”.

Una gestione fallimentare, il deficit arboreo aumenta, un circolo vizioso che incide pesantemente sul clima”, conclude Stinchelli.

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