Il Campidoglio ci ripensa e non “salva” più il Village? L’Ama, l’azienda partecipata comunale per l’ambiente, al termine delle operazioni di demolizione dello stabilimento balneare “Aneme e Core”, avviate il 5 agosto scorso, passerà con le ruspe all’impianto confiscato al clan Fasciani, il Village.
Le operazioni scatterebbero dopo la demolizione del vicino stabilimento Aneme e Core. Nei progetti del Campidoglio quello di trasformare il Village in una spiaggia libera?
La notizia, al momento non è accompagnata da atti ufficiali o da impegno di fondi. L’anticipazione trapela dagli operai impegnati nella demolizione dello stabilimento Aneme e Core avviato alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri in persona. Per quei lavori l’Ama ha ricevuto 578.462 euro, fondi assegnati con affidamento diretto dal Dipartimento Valorizzazione del Patrimonio e Politiche Abitative di Roma Capitale. Contro la demolizione dell’Aneme e Core si era schierata la cittadinanza di Ostia Ponente, forte del convincimento che quell’impianto balneare fosse in regola, erede della trasformazione del vecchio Cantiere Marini.

La demolizione del Village inizierà dopo il completamento dei lavori in corso all’Aneme e Core, ovvero non prima di due mesi. E’ verosimile che, andando incontro al periodo natalizio, le ruspe si accenderanno subito dopo Natale.
Guartieri rivede il suo progetto?
Viene rivisto, dunque, il disegno originario dell’amministrazione Gualtieri che, dopo aver messo a gara la concessione, l’aveva assegnata al Consorzio Il Melograno, capeggiato da una cooperativa specializzata nella gestione di servizi e di manutenzione di parchi e impianti sportivi e ricreativi? Che il Village fosse interessato da opere abusive che lo rendevano difforme dall’originario volume de “Le Lampare“, lo stabilimento balneare sul quale è stato ricostruito, era noto. Ed è evidente che quella struttura rappresenta un capitolo fallimentare nella lotta alla criminalità organizzata da parte dello Stato: delegati dell’Agenzia per i beni confiscati sono stati arrestati per truffa e riciclaggio di fondi derivati dalla gestione del Village. E, dalle itercettazioni, sono emersi anche favoritismi verso clienti.
L’assegnazione al consorzio risultato vincitore del bando di gara di fatto non è mai avvenuta e non è chiaro se questo sia dovuto al ritiro dell’aggiudicatario oppure alla costatazione di “anomalie” nell’analisi dei requisiti, com’è successo per altri lotti. E’, comunque, evidente, che nessuno avrebbe mai avuto interesse a prendere in gestione un impianto devastato e parzialmente incendiato dai vandali e occupato da senza fissa dimora aggressivi, come dimostra l’accoltellamento di un passante o la successiva aggressione a una troupe di RaiRegione Lazio.
Nelle intenzioni del Campidoglio, dunque, ci sarebbe l’idea di fare tutta una spiaggia libera dallo stabilimento balneare Vittoria fino al Porto turistico.
La replica dall’Assessorato capitolino
Dall’Assessorato capitolino al Demanio e Patrimonio si smentiscono le indiscrezioni che giungono da ambienti Ama sulla demolizione. “Il Village non verrà demolito – precisano dall’assessorato – Peraltro non si è ancora deciso neanche se abbattere il piccolo abuso edilizio che riguarda il bar. In ogni caso, la concessione è stata aggiudicata e verrà assegnata a chi ha vinto il bando di gara. La procedura di assegnazione è in corso“.
Non viene specificato, però, come mai dal 25 giugno, data della pubblicazione della graduatoria, a oggi l’assegnazione non sia avvenuta e perchè, nonostante l’annuncio trionfale dell’assessore Tobia Zevi della vigilanza dell’impianto attraverso l’operazione “Mare sicuro”, il Village sia terra di nessuno occupata da sbandati, spacciatori e senza fissa dimora.

















