Allarme rapine a Roma sud: la tecnica del “guano di piccione” che sta seminando il panico alla Montagnola

La truffa del “guano di piccione": la tecnica raccontata dalle prime vittime e l'identikit dei complici

Nella foto la zona della Posta del quadrante, dove è stato denunciata una delle rapine

Falsi soccorritori sporcano le vittime per derubarle della borsa. Residenti sul piede di guerra e caccia ad alla coppia insospettabile: Sembrano marito e moglie”. I primi sospetti dei residenti puntano il dito sugli abusivi delle case occupate di Tormarancia.

La truffa del “guano di piccione”: la tecnica raccontata dalle prime vittime e l’identikit dei complici

La tranquillità dei quartieri di Roma sud è minacciata da una nuova e subdola tecnica di rapina che sfrutta l’inganno e la distrazione e il senso di disgusto delle vittime.

Conosciuta come la truffa del “guano di piccione”, la dinamica è tanto semplice quanto efficace: un complice spruzza o sporca la vittima, solitamente anziana e sola, con una sostanza che simula escrementi di piccione o fango.

A quel punto, un’altra persona, spesso una donna, si avvicina con fare premuroso offrendo il proprio aiuto per pulire. Un momento di confusione e distrazione, in cui la vittima è portata a liberarsi della borsa poggiandola a terra per tentare di pulirsi, e prontamente colto al volo da chi è appostato e pronto ad afferrarla per dileguarsi.

I quartieri colpiti

La Montagnola, in particolare nelle aree del mercato e della Posta in via Salvatore di Giacomo, è diventata uno degli scenari preferiti di questa banda di ladri.

Numerosi episodi sono stati segnalati dai residenti sui social network, che hanno diffuso il passaparola per mettere in guardia i concittadini. Un caso recente ha visto coinvolta la madre di una utente, derubata della borsa, con all’interno documenti e carte di credito.

Le urla disperate della donna hanno richiamato l’attenzione dei vicini, che hanno assistito impotenti alla scena. Un’altra persona ha raccontato di essere stata vittima della stessa truffa, subendo un prelievo al bancomat di 2mila euro oltre al danno di documenti e chiavi rubati.

I sospetti e l’appello dei residenti

La comunità locale è esasperata e ha lanciato una vera e propria caccia alla coppia, descritta come marito e moglie, che sembra agire con questa tecnica. I primi sospetti, che non sono però fondati su alcuna prova si sarebbero concentrati in particolare su alcuni “Latinos” che, secondo le segnalazioni, frequenterebbero le case occupate di Tormarancia e i dintorni della Conbipel.

i residenti, preoccupati per la sicurezza dei loro cari, hanno diffuso un avviso sui social, invitando a “scappare e a tenere strette le borse” ogni volta che si vedono donne sudamericane (e i loro complici uomini) con fare sospetto.

Le forze dell’ordine sono state allertate, ma il fenomeno continua a destare allarme e preoccupazione, spingendo la comunità a unirsi in azioni di buon vicinato per difendersi da queste subdole aggressioni.