Un vasto incendio, divampato alle porte del litorale romano intorno alle ore 11.30 di oggi, sabato 16 giugno, ha alzato una colonna di fumo nera e densa che ricorda, fatte le debite proporzioni, il rogo che distrusse la pineta di Ostia nel 2000. Con il passare delle ore il rogo si è esteso e sul posto sono dovuti intervenire anche due elicotteri.
Vasto incendio partito da un cantiere alza una colonna di fumo denso e nero tra Fiumicino e Ostia
Le fiamme, sostenute da una violenta combustione, sono partite dai campi limitrofi a via Monte Cengio investendo poi il cantiere di rimessaggio nautico Maris situato proprio nella stessa via, a Isola Sacra.

Sul posto sono accorsi i mezzi dei vigili del fuoco, allertati da chiamate al numero di emergenza che provenivano da più parti del litorale.

Anche i residenti delle aree situate a nord di Fiumicino si sono spaventati per la velocità con cui il rogo si è trasformato in un fungo visibile a chilometri di distanza.
In un primo tempo, a parte chi si trovava nelle immediate vicinanze del cantiere in cui ha avuto inizio la combustione, tra il fiume Tevere e la necropoli di Isola Sacra, non è stato facile localizzare con precisione il punto dove si trovava l’incendio. Qualcuno ha pensato addirittura che potesse trattarsi della zona abitata di Parco Leonardo.

Mentre i mezzi dei pompieri iniziavano le operazioni di spegnimento, rese impegnative proprio per la presenza di una impenetrabile nube avvolgente caratterizzata dall’odore di materiali plastici bruciati, i natanti presenti all’interno dell’area si trasformavano in torce e si squagliavano come neve al sole.
L’intervento dei vigili del fuoco
La sala operativa del Comando di Roma ha inviato, intorno alle ore 12.15, nella zona in cui si è sviluppato l’evento diverse squadre.
La 13/A dal distaccamento di Ostia, la 11/A da quello dell’Eur, la 20/A da Fiumicino, la 32/A da Nemi e la 26/A da Cerveteri.

Del dispositivo facevano parte anche tre autobotti, il Carro Schiuma, il Carro autoprotettori con le maschere e le bombole a ossigeno per potersi avvicinare al fronte di fuoco, oltre al capo turno provinciale incaricato di coordinare gli interventi.

Quando gli operatori sono arrivati sul posto le fiamme si erano ormai estese coinvolgendo diverse barche e alcuni depositi di attrezzature.
Al momento lo scopo delle manovre è di arginare l’incendio per evitare che continui a propagarsi impedendo così ai natanti già bruciati di riversarsi nel fiume mettendone in pericolo l’eco sistema.

Sul luogo sono presenti anche diverse pattuglie delle forze dell’ordine e gli uomini della Capitaneria di Porto, anche se non si sono avute per fortuna ripercussioni sulla pubblica incolumità con persone ferite o intossicate dal fumo.
Il vento, oltretutto, soffiando da mare ha trascinato verso la cittadina portuale tirrenica i vapori maleodoranti prodotti dalle fiamme.

Cenere trascinata dalla corrente d’aria che tira verso terra ha addirittura spinto verso l’entroterra di Ostia una polvere mefitica che ha iniziato a ricadere al suolo destando sorpresa, e allo stesso tempo ovvi timori, nei residenti di Acilia ancora ignari di quanto stava accadendo, tra l’altro, a diversi chilometri di distanza.

Le prime testimonianze
“L’incendio è deflagrato a via Monte Cengio all’altezza dei cantieri navali ma si è trattato forse di un episodio annunciato“, ha commentato un testimone, “ieri notte, infatti, un rogo più contenuto si era sviluppato nello stesso punto, ma sembrava essere stato domato dopo l’intervento dei vigili del fuoco“.
“Oggi la situazione è molto più complessa -ha proseguito l’uomo- dato che si sentono forti esplosioni forse dovuti ai barili di combustibili presenti vicino alle imbarcazioni“.
E c’è anche chi punta il dito dell’accusa verso cause, attualmente oggetto di indagine da parte delle forze dell’ordine, correlate al degrado in cui il settore colpito e e quelli adiacenti al canale navigabile del Tevere versano ormai da tempo.
“Zona Redipuglia a Isola Sacra -afferma una residente- si è trasformata in un enorme parcheggio a cielo aperto dove si trovano molte imbarcazioni, ma nella più assoluta mancanza di rispetto per le regole e le norme di sicurezza vigenti in materia“.
“Attendiamo il prossimo evento, il Comune si gira dall’altra parte e i cittadini fanno finta di niente finché non gli toccano l’orticello di casa. E questa è una località che ho amato moltissimo“.
I precedenti
Non si tratta di un evento isolato. Il 12 agosto scorso è andato a fuoco un cantiere situato in via delle Orcadi sempre in zona Fiumara Grande e i tecnici non hanno escluso che potesse trattarsi di un fatto di origini dolose.
Un’altra densa colonna di fumo si era alzata sulla cittadina tirrenica martedì 17 giugno scorso a causa di un vasto rogo divampato all’ingresso dell’abitato in un terreno situato a ridosso di via Foce Micina che venne temporaneamente chiusa al traffico.
Il 9 giugno scorso proprio da un articolo di canaledieci.it era partito un invito a provvedere alla gestione della vegetazione abbandonata a se stessa, e alla rimozione delle sterpaglie nel mezzo di cespugli e canneti impenetrabili. Tutti fonte di pericolo per l’alto potenziale di autocombustione che li caratterizza soprattutto quando le temperature estive giungono al culmine.
E tra le zone più a rischio erano indicati proprio via Monte Cengio e via Falzarego lasciate in condizioni che richiamavano alla mente il disastro del rogo che lo scorso anno tenne impegnate quattro autobotti dei vigili del fuoco per due giorni prima di riuscire a domarlo.
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