Caretta Caretta scava una grande buca e depone decine di uova a Tor San Lorenzo (VIDEO)

Caretta Caretta depone decine di uova in un profondo nido scavato sulla spiaggia di uno stabilimento balneare

Ha compiuto il rituale del parto secondo le regole millenarie dettate da Madre Natura. Una tartaruga Caretta Caretta si è inoltrata tra i lettini e gli ombrelloni dei Bagni Stella a Tor San Lorenzo dove ha deposto decine di uova subito messe in sicurezza dall’intervento della Guardia Costiera e dai volontari di Tartalazio.

Caretta Caretta depone decine di uova in un profondo nido scavato sulla spiaggia di uno stabilimento balneare

E’ accaduto la mattina presto di ieri, giovedì 10 luglio, secondo un copione ormai collaudato, ma non per questo meno stupefacente, perché la posa è avvenuta all’interno di una buca scavata dalla tartaruga per una profondità di ben 58 centimetri.

All’interno sono stati ritrovati 76 gusci che sono stati recuperati con delicata attenzione e inseriti, uno per uno, in un contenitore dove è stata stipata anche la sabbia del nido affinché il tutto potesse essere trasferito presso un centro abilitato in cui le uova resteranno custodite sino alla schiusa, in genere destinata a compiersi non prima di 50 giorni dal momento della deposizione.

Il ritrovamento di ieri porta a 9 gli eventi di questo tipo che si sono verificati sin dall’inizio di questa estate sulle coste della nostra regione.

Il primo evento si era verificato l’11 giugno scorso sull’arenile dello stabilimento balneare Viva di San Felice Circeo.

Erano all’incirca le ore 22.30 quando un altro esemplare di tartaruga risalì l’arenile ma senza ricavarsi una depressione sulla sabbia come nel caso di Tor San Lorenzo. In quella circostanza il nido, situato poco sotto la superficie della spiaggia è stato censito e poi delimitato per evitare che qualcuno, anche inavvertitamente, possa calpestarlo.

Verrebbe spontaneo pensare che la fase più pericolosa nel magico rituale della riproduzione della specie più diffusa nel mar Mediterraneo, sia proprio il momento della posa sulle coste della Penisola.

Quando e perché le tartarughe marine sono a rischio

Niente di tutto questo. Ciò che minaccia l’esigua popolazione di Caretta Caretta che si trovano sul litorale laziale non sono i rischi che si corrono a terra perché si tratta di un fenomeno conosciuto che desta curiosità tra chi vi assiste ma che viene prontamente segnalato alle autorità competenti e in primo luogo alla Guardia Costiera.

Il tema del decesso di questi rari esemplari di tartaruga si è riacceso dopo che gli uomini della Guardia Costiera hanno rinvenuto, lo scorso 19 aprile, due carcasse di Caretta Caretta in punti della costa molto distanti tra loro.

I maggiori rischi le tartarughe marine li corrono, infatti, quando sono in acqua e cioè nel loro ambiente naturale, come ha avuto modo di spiegare in un’intervista a canaledieci.it il capitano di vascello, Silvestro Girgenti, responsabile del Compartimento Marittimo della Capitale e comandante del porto di Roma.

Una è stata trovata sull’arenile di Passoscuro situato a nord del comune di Fiumicino e l’altra sulla spiaggia di Capocotta nel tratto compreso tra Ostia Lido e Torvaianica.

Esclusa la diffusione di epidemie o parassiti nelle colonie che nuotano al largo della costa tirrenica verrebbe da pensare che quei due esemplari, magari rimasti incagliati tra le reti da pesca, siano decedute a seguito di una cattura accidentale.

Non è così tra gli operatori del mare – ha osservato Girgenti- c’è molta sensibilità per la tutela di questi esemplari e, grazie a un ottimo rapporto di collaborazione con il mondo della marineria, quando i pescherecci ne catturano qualcuna veniamo avvisati tempestivamente.

In questo tipo di situazioni la pericolosità è piuttosto costituita dall’ingestione di attrezzi da pesca come i palangari, formati da molteplici filari di lenze e i cui ami possono essere ingeriti mandando in sofferenza la tartaruga che in questo caso non rimane incagliata e non può quindi essere soccorsa, fino a ucciderla”.

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