
Nuova pesante bocciatura per il progetto del Parco del Mare di Ostia nella parte del piano che prevede interventi sule dune della macchia mediterranea per far posto a una nuova viabilità che include, tra l’altro, la realizzazione di parcheggi per migliaia di posti auto.
Parco del Mare di Ostia, le associazioni ambientaliste sollecitano profonde modifiche al progetto preliminare
Questa volta il niet arriva dalle più importanti associazioni ambientaliste che hanno incontrato i tecnici della società che ha elaborato lo studio in Campidoglio.
A insorgere contro lo smantellamento di un’area verde naturale ancora selvaggia e intonsa sono state: Italia Nostra Litorale Romano, Legambiente Litorale, Mare Libero, e la sezione del WWF sul Litorale Laziale.
Sul banco, che potremmo definire “degli imputati”, trova posto una rappresentanza di Risorse per Roma, la municipalizzata di Roma Capitale che sta seguendo le varie fasi per la realizzazione del Parco e i rappresentanti dell’Assessorato all’Urbanistica capitolino.
Ciò che fa gridare allo scandalo è la previsione di alcune indicazioni messe nero su bianco da Abacus srl, società capogruppo dell’associazione temporanea d’impresa che ha acquisito l’incarico di progettazione e che viene da esperienze simili avendo realizzato analoghi interventi di riqualificazione sui litorali di Rimini e di Bari.
Forse a causa dei tempi ravvicinati per la consegna del progetto (75 giorni dalla sottoscrizione del contratto), Abacus ha previsto di realizzare nuove aree dunali che non hanno alcun contatto con la sabbia della spiaggia. Condizione invece indispensabile, sottolineano gli ambientalisti, per alimentare la generazione spontanea della macchia mediterranea vera e propria.
Il progetto consiste, sostanzialmente, nell’arretramento della viabilità del lungomare per fare spazio alla creazione di nuovi spazi di fruizione pedonale e ciclabile, e di una nuova superficie di verde fronte mare e con strutture dedicate alla didattica, luoghi di socialità e piazzole per l’esercizio dell’attività fisica all’aria aperta.
Una nuova passeggiata con vista sul Tirreno
Le associazioni, sostengono la necessità di rielaborare alcune parti del progetto per realizzare un’autentica passeggiata con vista sul Tirreno e accessi liberi all’arenile, secondo quanto già previsto dal Piano di Utilizzo degli Arenili (PUA) ancora in fase di approvazione.

Per proteggere tutta l’area, sottolineano gli ambientalisti, è fondamentale preservare le superfici di dune naturali e gli spazi verdi dei giardini storici presenti oltre ad adottare opportuni accorgimenti per ridurre l’impatto inquinante e sonoro aprendo percorsi dedicati al trasporto pubblico anche di tipo elettrico e interconnessioni con il trenino della Metromare.
Le associazioni hanno, infine, chiesto all’amministrazione capitolina di coinvolgere, nella fase di studio, il Dipartimento di Biologia Ambientale dell’Università La Sapienza che sta concludendo l’attività di monitoraggio sugli habitat di interesse comunitario presenti nell’area di progetto.
La mozione del M5S contro gli interventi previsti per modificare la viabilità a danno della macchia mediterranea
La bocciatura degli ambientalisti fa seguito a quella con cui la maggioranza del X Municipio aveva respinto una mozione del Movimento 5 Stelle che chiedeva di impedire lo scempio ambientale causato dallo spostamento delle dune naturali, per fare spazio ad aree di sosta che comporterebbero la stesura di vaste superfici di asfalto.
Riannodando la cronologia degli eventi va ricordato che la costruzione delle due aree di sosta si inserisce nel progetto che punta a fare del lungomare del Lido di Roma una sorta di salotto affacciato sulle spiagge.
Il progetto di restyling denominato “Parco del Mare” di Ostia è stato finanziato con 24,9 milioni di euro a valere sui fondi europei di coesione.
Risorse per Roma, a cui l’Assessorato all’Urbanistica di Roma Capitale, ha affidato i servizi di architettura e ingegneria e i lavori tecnici connessi al progetto, nel mese di settembre dello scorso anno aveva pubblicato un bando pubblico da 1.141.465,70 euro con l’obbiettivo di selezionare il pool di architetti e ingegneri incaricati di restituire al litorale il suo antico splendore e di rinnovarlo da capo a piedi. Progetto che è stato preso in carico dalla capogruppo Abacus Srl.
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