Trans o “identità alias” nell’Esercito, Pro Vita & Famiglia Onlus chiedono lo stop

Ecco perché l'associazione chiama in causa Crosetto nella questione dell'identità alias

Identità alias, interviene Pro Vita & Famiglia Onlus: chiesto intervento del ministro

L’associazione Pro Vita & Famiglia Onlus interviene sull’identità alias e chiede un intervento al ministro Crosetto.

Ecco perché l’associazione chiama in causa Crosetto nella questione dell’identità alias

“È molto grave che il Ministero della Difesa stia legittimando l’adozione della cosiddetta ‘identità alias’ prevedendo, tramite una circolare, che i propri dipendenti anche se non hanno compiuto una transizione di genere possano farne richiesta. Questo è un atto ideologico perché l’identità alias non è altro che l’identità di genere auto-percepita e non ha né fondamento scientifico né fondamento giuridico”.

Lo afferma, in un comunicato, Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia Onlus.

“La sua adozione – prosegue – comprime il diritto alla privacy delle donne e potrebbe persino favorire comportamenti che minacciano la sicurezza delle stesse, non garantendo loro ad esempio un’adeguata sicurezza nei bagni, negli spogliatoi, e in altri luoghi a loro riservati. Chiediamo al ministro Guido Crosetto di intervenire immediatamente e a tutto il Governo di assicurare che nella Pubblica amministrazione questi provvedimenti ideologici non vengano adottati. Per coloro che hanno fatto una riassegnazione di sesso per via giudiziaria non c’è bisogno dell’identità alias perché i dati anagrafici vengono cambiati dal tribunale quindi è un problema che non si pone”.