Sequestro per 20 milioni all’Unicusano: ricavi usati per voli charter e centri benessere

La procura dispone il sequestro per equivalente alle tasse non pagate: 4 gli indagati 

falso finanziere

Sequestro record per l’università telematica Unicusano Campus, dove secondo una indagine della procura, il denaro più che ai servizi universitari e al pagamento delle tasse veniva dirottato a spese dorate dell’amministratore di fatto alle prese con Rolls Royce, Ferrari, un elicottero acquistato in leasing e voli charter per Miami.

La procura dispone il sequestro per equivalente alle tasse non pagate: 4 gli indagati

E’ una evasione fiscale da oltre 20 milioni di euro quella che viene contestata all’amministratore di fatto dell’Università degli Studi Niccolò Cusano, con base a Roma, finita sotto la lente di piazzale Clodio per violazione delle leggi tributarie.

A svolgere le indagini il nucleo di polizia economico della Guardia di Finanza di Roma, che, su disposizione del gip di Roma, ha notificato un decreto di sequestro preventivo al “patron” dell’università e a tre ex rappresentanti legali.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti l’Università pur essendo iscritta alla Camera di Commercio come “ente pubblico non economico e senza scopo di lucro”, che prevedeva un alleggerimento delle tasse, esercitava prevalentemente attività commerciale.

È stato accertato che l’Ateneo avrebbe, infatti, svolto attività commerciali in misura prevalente rispetto all’attività istituzionale, investendo circa l’80% del proprio patrimonio in società commerciali attive in diversi settori, dalla compravendita immobiliare al confezionamento di generi alimentari, dal trasporto aereo charter alla gestione di centri benessere.

Tra i vari investimenti svolti, l’Università ha acquistato, per finalità non considerate strumentali alla formazione universitaria, un elicottero e 4 autovetture di lusso (delle quali due oggetto del provvedimento di sequestro). Per gli stessi motivi, l’ente ha anche acquisito la gestione di una società calcistica, non oggetto però della misura.

Sarebbero state addebitate all’Ateneo anche spese personali dell’imprenditore per circa 1,9 milioni di euro, consistenti per lo più in biglietti aerei, soggiorni presso strutture alberghiere per motivi estranei all’attività istituzionale ovvero per seguire le trasferte della squadra di calcio controllata.

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