Ospedale in affanno: la direzione del Grassi chiede all’Ares 118 di limitare le ambulanze

Pronto soccorso in sovraffollamento. E la direzione dell’ospedale chiede all’Ares 118 di dirottare altrove le emergenze meno critiche

ambulanza pronto soccorso Grassi

Dopo che la sala emergenze ha contato ben 26 pazienti in attesa di ricovero la direzione dell’ospedale ha preso la decisione: l’unica soluzione è limitare l’arrivo delle ambulanze e dirottare le urgenze meno gravi verso Roma.

Pronto soccorso in sovraffollamento. E la direzione dell’ospedale chiede all’Ares 118 di dirottare altrove le emergenze meno critiche

Succede all’ospedale Grassi di Ostia dove il superlavoro del personale del pronto soccorso unito alla mancanza di posti letto per i ricoveri comune a tutto il Lazio rischiano di paralizzare la medicina d’urgenza. Nella giornata si ieri, mercoledì 17 agosto, si è raggiunto il limite massimo di 26 pazienti in attesa di ricovero; alcuni di quei malati aspettano di entrare in reparto anche da tre-quattro giorni.

La situazione è diventata non più tollerabile. Così la direttrice sanitaria del nosocomio, Maria Grazia Budroni, ha acceso il computer e ha inviato una nota urgente alla direzione dell’Ares 118 e alla direzione generale della Asl Roma 3 per chiedere il blocco degli accessi in ambulanza al pronto soccorso per tutti quei codici di minor gravità (codici 3 e 4). Si suggeriva di dirottare in altri ospedali romani (Campus Biomedico, Sant’Eugenio, Aurelia Hospital e San Camillo) i malati che il pronto soccorso del Grassi non era più in grado di poter accogliere.

La richiesta della direzione dell’ospedale di Ostia, però, è stata disattesa dagli operatori dell’Ares 118. Tanto è vero che nelle ultime ventiquattro ore sono stati ben 50 gli accessi in ambulanza al pronto soccorso del Grassi. Un numero ben al di sopra del limite di tolleranza fissato dalla stessa Ares 118 che per il pronto soccorso di Ostia è di 43.

Resta irrisolto il problema della grave carenza di medici al pronto soccorso (sono diversi i neo-laureati che stanno facendo pratica anche a Ostia) e della cronica indisponibilità di posti letto nella regione (leggi qui). Stante la riduzione dei ricoveri covid (leggi qui), sarebbe auspicabile restituire alla pratica clinica quotidiana i reparti destinati agli infetti. Altrimenti il collasso rischia di restare dietro l’angolo, nonostante le soluzioni-tampone.

E, infine, una domanda: che fine hanno fatto i provvedimenti speciali annunciati dal Governo per il rafforzamento della sanità pubblica e per la gratificazione degli “eroi” che hanno affrontato la pandemia?

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