“Servono 1200 medici nei Pronto Soccorso”: l’assessore ammette ma le assunzioni tardano

Pronto soccorso al collasso. D'Amato pensa di abolire il numero chiuso a medicina. Per il presidente dell'Ordine dei Medici non è la strada giusta. Ecco perché 

Caos pronto soccorso: arriva la ricetta dell’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato.Mancano 1.200 medici, una buona parte nella medicina di emergenza. E’ ora di abolire il numero chiuso alla facoltà di medicina”.

Pronto soccorso al collasso. D’Amato pensa di abolire il numero chiuso a medicina. Per il presidente dell’Ordine dei Medici non è la strada giusta. Ecco perché

La proposta di D’Amato arriva a poche ore dalla denuncia, fatta recapitare alle istituzioni e persino in procura, dalla Simeu, la Società Italiana della medicina di emergenza-urgenza aperta a medici e infermieri e a tutte le figure professionali impegnate nei pronto soccorso (leggi qui).

Per la Simeu i pronto soccorso della regione – con 4.000 ingressi medi al giorno di cui 900 pazienti lasciati in barella – sono sull’orlo del collasso e per invertire la drammatica china servono più posti letto e più assunzioni di medici specialistici.

Il personale sanitario nei pronto soccorso è in deficit di almeno 400 medici”, stima il presidente Simeu della Sezione Regionale Lazio, Giulio Maria Ricciuto. Da qui la proposta: “Come strategia di breve e medio periodo, andrà condivisa l’esigenza di predisporre un piano di assunzioni anche in collaborazione con le Università del territorio”. “Un piano – aggiunge – che sia in grado di coinvolgere tutti gli specializzandi (di Medicina di Emergenza e Urgenza ed equipollenti), assumendo in anticipo sui fabbisogni calcolati dei prossimi anni, e lasciando al Pronto Soccorso tali risorse per un periodo continuativo di almeno due anni”.

Quindi la Simeu chiede assunzioni da attingere nelle facoltà, più che l’abolizione del numero chiuso.

La risposta di D’Amato glissa, però, sul tema. L’assessore per ora pensa ad altro: “E’ ora di abolire il numero chiuso alla facoltà di medicina”, ha scritto su facebook aggiungendo: “È necessario rivedere le modalità di accesso alla facoltà di medicina alzando l’asticella al secondo anno per gli studenti meritevoli, così come accade in altri Paesi europei”.

Nemmeno il presidente dell’Ordine dei Medici di Roma Antonio Magi sembra strizzare l’occhio alla proposta di D’Amato.

Il problema è oggi – dichiara a Canaledieci Maggi – Occorrono subito degli specialisti in medicina di urgenza ed emergenza. Per formarli occorrono dieci anni. L’ingresso libero nelle facoltà di medicina, quindi, non può essere una soluzione e non solo per un fatto temporale.

Gli accessi nelle facoltà vanno necessariamente programmati. L’urgenza è un’altra: bisogna rendere attrattivo questo lavoro dove si salvano nell’emergenza vite umane. E fermare le fughe all’estero degli specialisti. I medici dei pronto soccorso hanno stipendi bassi (come gli altri d’altra parte, specifica), contratti a termine, rischiano denunce tutti i giorni e anche aggressioni. Ecco perché i nostri camici bianchi vanno all’estero”.

Eliminare il numero chiuso per l’accesso nella facoltà di medicina non serve“,  torna a sottolineare Magi: “Un numero elevato di studenti non garantirebbe nemmeno una formazione adeguata. E poi il vero problema è un altro. Nell’ultimo bando per specializzandi in medicina dell’emergenza sono stati previsti 630 posti a livello nazionale. Hanno risposto solo 330 neolaureati, trecento posti sono rimasti vacanti”.

“Quindi anche se ci dovessero essere più medici, come si augura l’assessore, non è detto che questi poi vogliano percorrere questa specializzazione. Scapperebbero comunque. Il problema è nazionale – conclude Magi – I pronto soccorsi vanno resi posti sicuri e attrezzati”. 

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Roma, caos pronto soccorso: per l’ordine dei medici si è a rischio collasso