Arrestato il cognato di Roberto Spada: aveva violato il divieto di avvicinamento alla ex

Arrestato Paolo Ascani, fratello della compagna di Roberto Spada, gambizzato due anni fa in circostanze misteriose. E’ accusato di aver violato il divieto di avvicinamento alla ex

roma polizia gambizzato

E’ finito in manette ed è in una cella di sicurezza in stato di fermo presso il Decimo Distretto di Polizia di Ostia, Paolo Ascani, 53 anni, cognato di Roberto Spada, dell’omonimo clan, in carcere con l’accusa di associazione mafiosa e noto alle cronache anche per la testata davanti alle telecamere di  “Nemo” al giornalista Daniele Piervincenzi.

Arrestato Paolo Ascani, fratello della compagna di Roberto Spada, gambizzato due anni fa in circostanze misteriose. E’ accusato di aver violato il divieto di avvicinamento alla ex

L’accusa che ha portato al fermo di Paolo Ascani è quella di aver violato una disposizione dell’autorità giudiziaria a tutela della sua ex. L’uomo, infatti, era gravato da un divieto di avvicinamento e questa mattina, giovedì 2 giugno, sarebbe stato sorpreso nei pressi dell’abitazione della donna dagli agenti del Commissariato Lido.

Sarà il magistrato domattina a stabilire il da farsi e quindi a rendere ancora più stringenti i provvedimenti a tutela dell’incolumità della donna.

Paolo Ascani due anni fa fu vittima di un agguato. Il 20 aprile 2020, infatti, si presentò al pronto soccorso dell’ospedale Grassi con una ferita d’arma da fuoco ad un polpaccio. Questi, però, raccontò agli inquirenti che non sapeva chi fosse stato l’attentatore.

Per quella vicenda a novembre dello stesso anno (leggi qui) con rito abbreviato sono stati condannati a 11 anni di pena Girolamo Finizio, legato al clan camorristico dei Senese, e Adriano D’Arma, ritenuti dal pm Mario Palazzi gli autori materiali del raid. Nel procedimento vennero comminati anche due anni per favoreggiamento allo stesso Ascani, la vittima dell’agguato.

Roberto Spada è in carcere con una condanna all’ergastolo (leggi qui) accusato di duplice omicidio e, in più, è stato condannato a 6 anni per la testata a Daniele Piervincenzi. Il 13 gennaio scorso la Corte di Cassazione ha confermato l’aggravante mafiosa al clan (leggi qui). I giudici hanno anche disposto hanno disposto un nuovo processo d’Appello per il duplice omicidio di due esponenti di un clan rivale, Giovanni Galleoni detto ‘Baficchio‘ e Francesco Antonini detto ‘Sorcanera‘, avvenuto il 22 novembre del 2011 in via Antonio Forni.