La cultura dell’olio scoperta nei musei e negli antichi frantoi del Lazio

I Musei dell'Olio del Lazio: patrimonio della cultura e della tradizione contadina

L’olio non è solo un prodotto agricolo e un delizioso condimento, ma anche un segno della cultura di un territorio, del quale approfondire le origini antiche e l’evoluzione delle competenze e tecniche di produzione. Dalla Sabina al frusinate ecco alcuni luoghi della cultura dell’olio da visitare tutto l’anno.

I Musei dell’Olio del Lazio: patrimonio della cultura e della tradizione contadina

Depositari di storie di antica molitura, e differenti usi dell’olivo e dell’olio di oliva, esistono nel Lazio piccoli musei e frantoi Ipogei, che sono veri monumenti della tradizione olearia dell’Italia e del Mediterraneo attiva fin dall’epoca romana, raccontata attraverso alcune eccellenti collezioni museali etnografiche. Ecco dove si trovano nel Lazio.

Il Museo dell’Olio della Sabina

Nella Sabina le tracce di questa produzione risalgono a prima dei Romani. Ed ecco perché per raccontarne la storia, nel 2001 è nato Il Museo dell’Olio di Castelnuovo di Farfa.

Un intero museo all’interno di Palazzo Perelli, edificio cinquecentesco recentemente restaurato, dedicato all’olio della Sabina, che il medico Galeno (II secolo d.C.) definì come il migliore del mondo antico.

La visita in questo luogo magico, propone un itinerario che racconta il mito dell’olio in un percorso artistico, ma anche attraverso i numerosi documenti sulla botanica dell’ulivo sabino e la tradizione dell’olivicoltura, e sulla memoria del mondo dell’olio attraverso le voci e le immagini dei contadini di Castelnuovo di Farfa.

Un percorso pedonale nella campagna, porta poi al sito altomedievale di San Donato dove, vicino alla chiesa restaurata, il “Giardino degli ulivi del mondo” ospita le diverse specie coltivate nel bacino del Mediterraneo e con esse, simbolicamente, i popoli che condividono nella storia e nel presente la cultura dell’olio di oliva. Per informazioni Museo dell’Olio della Sabina.

 

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Il Museo della Civiltà contadina e dell’Ulivo di Pastena

Si trova in Provincia di Frosinone e presenta le testimonianze della vita contadina del piccolo centro ciociaro, dalla vocazione agricola. Il museo, è ubicato nei seminterrati della casa comunale in un palazzo del 1879, è stato inaugurato ed aperto al pubblico nel 1994. Vero e proprio gioiello della tradizione popolare, è costituito da una lunga serie di sale, ben 13, ognuna delle quali rappresenta uno spaccato della vita contadina che nel corso dei secoli ha caratterizzato la zona: la “Sala Frantoio”, la “Sala dei Mestieri”, la “Sala da Letto”, la “Sala Lavorazione del Grano”.

La grande macina in pietra, il torchio, le lavone in terracotta, i piccoli arnesi descrivono il lavoro dei contadini pastenesi mentre il forno, le stoviglie, gli arredi della cucina e della stanza da letto con la dote della sposa raccontano il microcosmo familiare e il ruolo della donna.

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Antico frantoio “Il Paradosso”

A Viterbo, esiste un piccolo Museo dell’Olio, in una grotta nel tufo in cui sono esposti gli antichi macchinari del frantoio. Qui il signor Mario, l’attuale proprietario, è alla quarta generazione, e in pochi minuti realizza, con una manualità e velocità invidiabili, un “fiscolo”, ossia una specie di cesto fatto con una specie di corda ricavata dalle fibre di canapa o di cocco, che serviva a spremere l’olio dalle olive.

Un tempo il fiscolo era lavorato con le ginestre. Mario Matteucci è oggi uno dei pochi, che in Italia realizza ancora fiscoli a mano vecchia maniera. Oggi il frantoio Paradosso rappresenta certamente un riferimento di qualità per la spremitura delle olive con l’antico procedimento a pietra, ma è anche un riferimento storico per la città tanto da ricevere annualmente, con le sue sole forze, migliaia di visitatori da ogni luogo d’Italia ed anche dall’estero.

La visita al frantoio, assolutamente gratuita, oltre ai singoli ed ai gruppi, richiama anche le scolaresche, e per far conoscere il procedimento produttivo del pregiato olio extra vergine di oliva, il frantoio Paradosso ha realizzato un video didattico che mostra tutte la fasi dalla raccolta delle olive, la spremitura ed il confezionamento.

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Museo dell’olio e dell’olivo

Si trova all’ interno delle attività della Azienda Agricola Antonio Genovesi, in Via San Francesco a Boville Ernica in provincia di Frosinone. All’interno di questa originale ambientazione dei primi anni ’50, il pubblico avrà la possibilità di visitare un originale e storico frantoio. Ma anche di consultare liberamente la piccola biblioteca agricola.

Il frantoio si trova nel centro del borgo e ad oggi è l’unico visitabile dei sei frantoi un tempo attivi all’ interno del perimetro delle mura. L’attuale sito è stato costruito nei primi anni cinquanta del secolo scorso da Antonio, nonno del titolare dell’Azienda, con le sue sorelle ed il fratello. Dalle ricerche nell’archivio storico della famiglia ed anche in seguito al restauro dei locali, è emerso che esso è il frutto di un ampliamento di un precedente frantoio a trazione animale, già attivo nei primi decenni del millenovecento, con macina a terra e successivamente elettrificato negli anni trenta.

L’attività di molitura è stata portata avanti fino ai primi anni novanta del secolo scorso da Arcangelo, papà del titolare e quindi sospesa. Oggi la struttura è stata totalmente recuperata attraverso un impegnativo restauro conservativo.

Il percorso di visita passa dai poderi, immersi tra gli olivi, circondati da cavalli al pascolo, nella splendida cornice della Ciociaria, tra i monti Ernici, Lepini e Ausoni, e successivamente, nello storico frantoio, per vivere il viaggio che ogni singola oliva percorre dal momento della mignolatura, al momento della spremitura, fino all’assaggio e alla degustazione dell’olio extravergine di oliva. Per informazioni Museo dell’olio e dell’olivo.

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Il cammino nelle antiche terre dei papi

Si chiama “Il cammino dell’olio nelle antiche terre dei Papi” ed è un grande progetto per la promozione dell’olio d’oliva che vede coinvolti nove Comuni fra le Province di Frosinone e Latina. La realizzazione, grazie ad un primo finanziamento di 40mila euro della Regione Lazio, dovrebbe vedere nella primavera del 2022 i primi risultati, nella presentazione che si svolgerà a Boville Ernica.

Il progetto nasce per promuovere le eccellenze del territorio, culturali, enogastronomiche e storiche con particolare attenzione ai Comuni di Boville Ernica, Amaseno, Giuliano di Roma, Anagni, Prossedi, Priverno, Sonnino, Cori e Maenza, già attori della grande riforma olivicola portata avanti dallo Stato Pontificio, e nuovamente protagonisti di un nuovo “rinascimento economico e storico” nelle antiche Terre dei Papi.

Fra gli obiettivi principali del Cammino, c’è la conoscenza e l’informazione su un prodotto agroalimentare d’eccellenza della Regione Lazio come l’Olio; l’attrazione  del turismo di prossimità e l’ecoturismo, oltre alla volontà di far conoscere a giovani e giovanissimi i processi che portano alla produzione dell’Olio e le sue proprietà, rendendo il Cammino dell’Olio nelle Antiche Terre dei Papi motivo di aggregazione.

Il Cammino vedrà il coinvolgimento all’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, per la realizzazione di un convegno dedicato al prodotto principe delle colline Laziali, dalle corrette pratiche agricole di coltivazione per ottenere un prodotto di elevata qualità al percorso, anche normativo, da intraprendere per il riconoscimento del marchio Dop.

Percorsi di trekking verranno realizzati per escursionisti più esperti e appassionati camminatori nei sentieri che dominano le colline e le vallate del paese, alla scoperta degli immensi uliveti e dei luoghi della coltivazione e della raccolta delle olive.

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