Odori marcati, feci ovunque, urine diffuse. È quello che trovano le Guardie Zoofile Ambientali Norsaa Roma appena varcata la soglia di un allevamento casalingo a Sacrofano. Da qui parte il sequestro di alcuni dei cani detenuti nella struttura, in condizioni giudicate incompatibili con il loro benessere.
I cani sequestrati a Sacrofano arrivano da un allevamento casalingo dove gli operatori hanno trovato condizioni giudicate incompatibili con il benessere animale. L’attivista Enrico Rizzi ha inoltre denunciato l’allevatrice per maltrattamento
L’attività nasce da una segnalazione, lo scorso 21 agosto. Un allevamento casalingo di cani di piccola taglia, detenuti — secondo quanto riscontrato — in maniera impropria. Il caldo torrido e le condizioni atmosferiche non hanno permesso un rinvio del servizio. Gli operatori intervengono comunque, nonostante le difficoltà .
Odori marcati, feci e urine diffuse
L’accesso al luogo in cui si trovavano glia animali conferma quanto già percepito. Una trascuratezza delle pulizie difficile da ignorare. Effettuate le verifiche, gli operatori Norsaa procedono al sequestro degli animali e all’immediato alleggerimento di una parte degli esemplari detenuti nella struttura. Vengono emesse sanzioni amministrative e fornite prescrizioni, non escludendo l’ipotesi di un deferimento all’autorità giudiziaria.

La versione dell’attivista Enrico Rizzi
Non tutti condividono la lettura ufficiale dell’intervento. L’attivista Enrico Rizzi, pur riconoscendo più volte il lavoro svolto dai volontari del Norsaa, solleva un punto critico.
Secondo Rizzi, solo una parte dei cani presenti nella struttura sarebbe stata sequestrata: sette esemplari. Gli altri — che stima in circa venti, alcuni dei non intestati all’allevatrice e sprovvisti di microchip — sarebbero rimasti nell’allevamento. Rizzi contesta inoltre la mancata denuncia della titolare, e per questo ha presentato personalmente un esposto ai Carabinieri.
La denuncia contro l’allevatrice
“Ho denunciato l’allevatrice abusiva di cani di razza di Sacrofano per maltrattamento di animali e detenzione in condizioni incompatibili con la loro natura”, dichiara Rizzi. Una denuncia che chiede di accertare anche eventuali altri reati legati a quella che definisce un’attività totalmente illecita.
La replica del Norsaa
Non si fa attendere la risposta dell’associazione. In una nota, il Norsaa esprime stupore per quanto affermato da Rizzi sui social, e affida a una precisazione la propria versione dei fatti.
L’ente rivendica il proprio metodo: interviene, verifica, accerta, constata. Ogni provvedimento emesso, spiega, nasce dalla preparazione degli operatori e segue la fase di verifica sul campo, in linea con “precisi canoni di legge che hanno rigore assoluto“.
Il Norsaa sottolinea infine la proporzionalità del proprio operato in relazione all’intervento e ai cani sequestrati a Sacrofano, in pieno rispetto delle normative vigenti.



















