I prezzi dei carburanti tornano a spaventare gli automobilisti italiani toccando livelli che non si registravano dallo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022. Secondo le ultime rilevazioni del Mimit analizzate dall’Unione Nazionale Consumatori (Unc), la benzina ha sfondato la soglia dei 2 euro al litro, posizionandosi a 2,008 euro sulla rete ordinaria e toccando i 2,085 euro in autostrada.
Benzina oltre 2 euro e stangata controesodo: è record dal 2022. Scontro su accise e aiuti
Gli aumenti arrivano nel momento di massimo traffico per il rientro dalle vacanze. Le simulazioni del Codacons evidenziano come il “paniere del controesodo” rischi di trasformarsi in un salasso: per le lunghe percorrenze, tra carburante, pedaggi e una pausa per il pranzo, una famiglia di quattro persone può arrivare a spendere fino a 270 euro per tornare a casa. Sulla tratta Reggio Calabria-Milano, ad esempio, si spendono circa 169 euro solo di benzina e 60 di autostrada, cifre a cui si sommano inevitabilmente i costi delle soste nelle aree di servizio.

Scontro politico sul taglio delle accise
Dalla maggioranza arriva la risposta di Marco Osnato (FdI), presidente della Commissione Finanze della Camera, che delinea la strategia dell’esecutivo sulla gestione dei rincari: «Lo sconto di 17 centesimi attualmente in vigore sul gasolio resta attivo fino a lunedì 24 agosto. Per il periodo successivo il Governo attiverà l’accisa mobile: l’extra-gettito Iva accertato derivante dall’aumento del prezzo del greggio sarà utilizzato per finanziare la riduzione delle accise».
Osnato assicura la neutralità fiscale dell’operazione: «Lo Stato non tratterrà il maggior gettito generato dai rincari e non si avvantaggerà dell’aumento dei prezzi, ma restituirà quelle risorse ai contribuenti attraverso lo sconto sull’accisa. Se lo shock proseguirà, saranno valutati nuovi interventi mirati su trasporti e filiere».
L’analisi dell’economista
A frenare sull’opportunità di un aiuto pubblico è invece l’economista della Bocconi Daniel Gros, che ad Adnkronos boccia l’ipotesi di sovvenzioni statali al carburante: «Il governo non deve provare a sovvenzionare la benzina. Alla fine, pagano tutti i contribuenti per questa spesa».
Il docente evidenzia inoltre l’iniquità e le distorsioni di un simile provvedimento: «Chi ha la macchina più grande beneficia di più, sovvenzionare la benzina è una misura molto regressiva». Un ostacolo anche sul piano dell’efficienza energetica: «Economicamente è dannoso perché l’Italia deve comunque importare il petrolio al prezzo di mercato; è importante che tutti gli operatori debbano fare i conti con il prezzo più alto per indurli a risparmiare».




















