La demolizione dello Shilling a Ostia e la “voragine documentale”: le rivelazioni di LabUr

Ordini di servizio discordanti e atti secretati: sullo Shilling, LabUr ripercorre la sequenza degli eventi di luglio e annuncia un esposto

Un’articolata inchiesta documentale condotta dal laboratorio d’urbanistica LabUr riaccende i riflettori sulle demolizioni eseguite ad Ostia nell’estate 2026. Attraverso l’esame degli ordini di servizio dei Vigili del Fuoco e dei verbali prefettizi, l’associazione ricostruisce una sequenza di presunte incongruenze amministrative destinate a finire sul tavolo della Procura della Repubblica.

Ordini di servizio discordanti e atti secretati: sullo Shilling, LabUr ripercorre la sequenza degli eventi di luglio e annuncia un esposto

Il 28 luglio 2026 le telecamere e le ruspe sul lungomare di Ostia, immortalavano i vertici del Campidoglio e della Prefettura celebrare l’avvio della demolizione dello stabilimento balneare Shilling, come l’emblema di una ritrovata legalità sul litorale romano.

L’intervento, battezzato con enfasi istituzionale “Metodo Roma”, è stato presentato come il modello vincente di sinergia tra Comune, Prefettura e Procura. Tuttavia, a distanza di qualche mese, un’approfondita ricostruzione documentale presentata dal laboratorio d’urbanistica LabUr spalanca interrogativi di natura amministrativa sul reale iter seguito dalle istituzioni.

Quando l’associazione ha avanzato formale richiesta di accesso agli atti, per esaminare il verbale della riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica del 18 giugno 2026 — richiamato pubblicamente come l’atto d’origine dell’intera operazione —, la Prefettura di Roma ha opposto un diniego con una nota del 15 ottobre scorso, dichiarando il documento non ostensibile.

Una decisione che, secondo la ricostruzione di LabUr, impedirebbe ai cittadini di verificare il presupposto formale su cui ha poggiato la mobilitazione di uomini e mezzi pubblici.

Il giallo degli ordini di servizio: target Sporting Beach anziché Shilling

A sollevare le perplessità più consistenti nell’analisi di LabUr, due specifici ordini del giorno emanati dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma. Il primo documento è l’Ordine del Giorno numero 201 del 20 luglio 2026, firmato dal Comandante Provinciale, il cui oggetto dispone testualmente la programmazione delle attività del Nucleo G.O.S. per demolizioni presso l’ex stabilimento balneare Sporting Beach, situato al civico 6 di Lungomare Amerigo Vespucci.

L’atto recepisce le decisioni del Comitato del 18 giugno, qualificando l’intervento come attività di polizia giudiziaria con il codice 366, ma senza fare alcuna menzione dello Shilling.

Il successivo Ordine del Giorno numero 205 del 24 luglio 2026, conferma punto per punto la turnazione dei funzionari e dei mezzi pesanti della Colonna Mobile Regionale, indicando ancora una volta ed esclusivamente lo Sporting Beach.

Ciononostante, nelle giornate del 27 e 28 luglio, le ruspe hanno abbattuto lo Shilling. Come evidenziato nell’inchiesta di LabUr, soltanto il verbale comunale di consegna delle aree del 27 luglio ha introdotto l’ibrida dicitura “Shilling e Sporting – area di demolizione”, in quello che l’associazione definisce un tentativo di unificare a posteriori due beni demaniali distinti.

Il rogo della notte e i costi dell’operazione a carico dei contribuenti

Il quadro delineato dall’inchiesta, si arricchisce di un ulteriore e drammatico evento nella notte tra il 30 e il 31 luglio 2026, quando lo stabilimento Sporting Beach è stato divorato da un violento incendio, di probabile matrice dolosa a inneschi multipli.

Un episodio su cui LabUr richiama l’attenzione, ricordando come proprio l’Ordine del Giorno 201 dei Vigili del Fuoco stabilisse espressamente che i mezzi movimento terra lasciati nell’area, dovessero essere sottoposti a un servizio di sorveglianza e presidio a cura esclusiva di Roma Capitale.

L’associazione sta ponendo dunque, in queste ore, interrogativi stringenti sulle modalità di vigilanza del cantiere e sulla gestione dell’area di polizia giudiziaria. Parallelamente, LabUr contesta la narrazione di un’operazione a costo zero per le casse pubbliche: sebbene il Campidoglio non abbia sostenuto costi diretti d’appalto, l’impiego dei Vigili del Fuoco per 12 ore al giorno attingeva al monte ore dello straordinario di soccorso e ai carburanti del Ministero dell’Interno, gravando sulle risorse statali destinate alle emergenze.

Mancanza di verbali demaniali e l’annuncio dell’esposto alle Procure

A completare la ricostruzione di LabUr interviene la constatazione dell’assenza di verbali congiunti o certificazioni ufficiali di fine lavori da parte di Capitaneria di Porto e Agenzia del Demanio, le due autorità statali competenti sulla gestione del demanio marittimo.

Inoltre, per quanto riguarda lo Shilling — sottoposto a sequestro penale in un procedimento giudiziario giunto a patteggiamento — LabUr evidenzia come negli atti finora prodotti non vi sia traccia di perizie metriche irripetibili o rilievi plano-volumetrici forensi effettuati prima dell’azione dei demolitori.

Per queste ragioni, l’associazione LabUr ha annunciato che l’intera catena documentale sarà depositata attraverso un “esposto-segnalazione con formale richiesta di verifica, rettifica e diritto di replica entro 15 giorni” inviato a tutte le amministrazioni (inclusa la Corte dei Conti e la Procura) per metterle formalmente davanti ai documenti e al contraddittorio.

Sarà compito della magistratura ordinaria e contabile, verificare se la divergenza tra gli ordini formali e le esecuzioni sul campo costituisca una sequenza di meri errori materiali, oppure un’irregolarità amministrativa e procedurale.

Il presente articolo riporta sinteticamente i contenuti, gli interrogativi e la ricostruzione documentale presentata dall’associazione LabUr all’interno della propria inchiesta, destinata a essere depositata presso le autorità competenti.

La redazione non formula accuse di natura penale o erariale nei confronti dei soggetti o delle istituzioni citate, rimanendo a completa disposizione delle autorità, delle amministrazioni interessate e di chiunque fosse menzionato per raccogliere e pubblicare eventuali repliche, chiarimenti o smentite.