Un quadro indiziario «granitico» e una serie di ricostruzioni ritenute «inverosimili e contraddittorie». Sono le parole usate dai giudici del Tribunale della Libertà di Roma nelle 31 pagine di motivazioni con cui hanno respinto la richiesta di arresti domiciliari presentata dalla difesa di Valter Lavitola.
I giudici del Riesame smontano la versione di Lavitola sull’attentato a Ranucci: «Ha mentito pure sul sopralluogo a Pomezia»
L’ex editore, reo confesso di essere il mandante dell’attentato dinamitardo compiuto il 16 ottobre 2025 davanti all’abitazione di Sigfrido Ranucci, resta in carcere: confermate anche le aggravanti del metodo mafioso e il concreto pericolo di fuga.
Le tre «bugie» di Valter Lavitola secondo i giudici
Dall’analisi delle deposizioni rese ad agosto e settembre emerge come l’indagato abbia offerto versioni dei fatti via via modificate e smentite dagli accertamenti investigativi condotti dal pm Edoardo De Santis, dal gip Iole Moricca e dai Carabinieri del Nucleo Investigativo. I magistrati hanno individuato almeno tre punti critici nel suo racconto:
Il falso alibi sul sopralluogo a Pomezia
Lavitola ha sempre negato di essersi recato a Torvaianica prima dell’agguato, affermando di avere avuto altri impegni. Tuttavia, il tracciamento delle celle telefoniche ha confermato che il pomeriggio del 15 settembre 2025 l’ex editore e il suo uomo di fiducia, Clesio Tavares Gomes, si trovavano proprio nei pressi della casa di Ranucci. Un sopralluogo mirato, secondo i giudici, a verificare il luogo del futuro attentato e non a incontrare il giornalista, il cui cellulare agganciava tutt’altre celle.
Dalla pistola alla bomba: le versioni contrastanti sui mandati
Inizialmente Lavitola ha sostenuto di aver ordinato a Tavares solo di «sparare tre o quattro colpi contro il muro», scoprendo solo a fatto compiuto che era stato posizionato un ordigno. Successivamente ha modificato la versione, parlando di un «mandato in bianco». Per il Riesame è del tutto illogico che il collaboratore abbia agito di propria iniziativa modificando le modalità esecutive senza consultarli, dato il rapporto di fiducia «quasi filiale» tra i due.
Le omissioni sul movente dell’agguato
Restano ombre sulle reali motivazioni che hanno spinto all’attacco. Gli inquirenti continuano a battere con decisione la pista politica, mentre la versione dell’indagato evidenzia ampie lacune ed omissioni.
Confermati il metodo mafioso e il pericolo di fuga
Nel provvedimento viene ribadita la gravità delle modalità dell’azione, «evocative della forza intimidatrice del metodo mafioso» e percepite come tali dallo stesso Ranucci, già sottoposto a scorta dall’agosto 2021 per via di ripetute minacce legate alle sue inchieste sulla criminalità organizzata.
L’azione avrebbe potuto produrre conseguenze ancora più tragiche, considerando che le auto del giornalista erano alimentate a gas e che gli esecutori materiali erano stati reclutati per poche centinaia di euro. A carico di Lavitola resta infine il pericolo di fuga: dalle intercettazioni è emerso che all’inizio di luglio 2026, all’indomani dei primi fermi, l’ex editore era pronto a fuggire in Africa.
I difensori dell’imprenditore, gli avvocati Sergio e Arturo Cola, hanno annunciato ricorso in Cassazione contestando la tenuta delle motivazioni, in particolare sull’aggravante mafiosa.
Rai-Ranucci, il Tribunale Civile respinge il ricorso del giornalista
Sul fronte civile si registra un ulteriore tassello nella vicenda. I giudici hanno respinto il ricorso presentato da Sigfrido Ranucci contro la Rai, riconoscendo alla tv di Stato la legittimità della scelta di sostituire la conduzione a seguito delle forti tensioni interne alla redazione di Report e al clamore mediatico suscitato dal caso Lavitola.
«Rispetto la sentenza e la accetto serenamente, mi sono sempre battuto per l’indipendenza della magistratura. Prendiamo atto», ha commentato Ranucci. L’avvocato del giornalista, Roberto de Vita, ha fatto sapere che il team legale sta valutando di impugnare la decisione per proseguire quella che definisce «una battaglia di principio».


















