Disavventura a lieto fine per una suora in visita a Roma, venuta a pregare per il Santo Padre: derubata dello zaino in un fast food vicino a Fontana di Trevi, è rientrata in possesso di tutti i suoi beni grazie al rapido intervento della Polizia Locale.
Suora derubata al fast food vicino a Fontana di Trevi: la Polizia Locale ritrova lo zaino
È bastato un attimo di distrazione durante una pausa per mangiare qualcosa nel cuore della Capitale, e la borsa era già sparita. Una disavventura che avrebbe potuto trasformarsi in un grave danno per una suora portoghese di 30 anni, giunta a Roma per motivi di studio.
Fortunatamente, il colpo si è risolto in una bolla di sapone grazie alla prontezza e allo spirito d’osservazione degli agenti del I Gruppo Centro della Polizia Locale di Roma Capitale, quotidianamente impegnati nei controlli e nel presidio del centro storico e dei monumenti più affollati.
Durante una delle consuete pattuglie nei vicoli che circondano la celebre fontana barocca, i vigili hanno notato uno zaino apparentemente abbandonato a terra. Dopo averlo recuperato e messo in sicurezza, le verifiche sono scattate all’istante per risalire all’identità della proprietaria.
Aprire la zip ha rivelato un piccolo tesoro non solo economico, ma soprattutto personale: un notebook di valore, un portafoglio con carte di credito, vari oggetti religiosi e diversi volumi accademici. Proprio quei libri hanno fornito l’intuizione vincente.
Riportavano infatti il timbro della Pontificia Università Gregoriana, l’ateneo che sorge ad appena poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento. È bastata una rapida telefonata e la collaborazione del personale dell’università per incrociare i dati e rintracciare la trentenne, iscritta ai corsi della struttura.
Ritrovata tutta la refurtiva
Contattata dagli agenti, la giovane ha confermato di essere stata derubata poco prima all’interno di un fast food della zona. La sorpresa più bella è arrivata al momento della riconsegna: i malviventi, probabilmente messi in fuga o di fretta, non avevano asportato assolutamente nulla.
Oltre al valore materiale di tutti i beni custoditi – stimato complessivamente in oltre 2.000 euro tra computer e testi universitari – la giovane ha potuto tirare un profondo sospiro di sollievo soprattutto per gli oggetti personali e i simboli religiosi custoditi al suo interno.
Un patrimonio di affetti e di fede restituito intatto, per il quale la religiosa ha voluto esprimere un commosso e sentito ringraziamento alla pattuglia per la professionalità e l’efficienza dimostrate.
















