Fentanyl a Roma, il giallo delle 80 fiale sparite all’Israelitico: si indagano i turni del personale

Il furto del Fentanyl all'ospedale Israelitico fa scattare l'allarme a Palazzo Chigi: i Carabinieri indagano sui turni del personale e sulla falla nei sistemi di sicurezza

Flaconi di fentanyl

Un furto chirurgico, compiuto senza lasciare un solo segno di effrazione, che rischia di alimentare il mercato nero delle droghe sintetiche con almeno 15mila dosi potenziali. Le indagini sul caso del Fentanyl sparito dalla farmacia dell’ospedale Israelitico di Roma (zona Trullo) si concentrano su un sospetto preciso: la presenza di un “basista” o di qualcuno che abbia avuto facile accesso alle chiavi della cassaforte, poi duplicate in una comune ferramenta.

Il furto del Fentanyl all’ospedale Israelitico fa scattare l’allarme a Palazzo Chigi: i Carabinieri indagano sui turni del personale e sulla falla nei sistemi di sicurezza

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo per furto e spaccio di droga. Il caso ha assunto una rilevanza nazionale, provocando l’immediata reazione del governo e un vertice d’urgenza a Palazzo Chigi coordinato dal sottosegretario Alfredo Mantovano.

Il giallo delle chiavi e i sospetti sui turni: l’ipotesi della complicità interna

I Carabinieri della Compagnia Roma Eur e i militari del Nas hanno già ascoltato una decina di persone, tra dipendenti del reparto Farmacia, guardie giurate e vertici del nosocomio.

Fentanyl a Roma, il giallo delle 80 fiale sparite all'Israelitico: si indagano i turni del personale 1

L’attenzione degli investigatori è focalizzata sulla gestione delle chiavi. Il sistema di custodia della struttura ha mostrato una chiara vulnerabilità: la chiave del deposito dei medicinali veniva riposta a fine turno (alle ore 20) in portineria, insieme a tutte le altre. Un protocollo che potrebbe aver permesso a chiunque di appropriarsene, anche solo per il tempo necessario a clonarla.

Al vaglio dei militari ci sono ora i registri dei turni del personale per incrociare le presenze con le due finestre temporali in cui è avvenuto il furto.

Il colpo si è consumato in due fasi distinte, tra il 22 e il 24 giugno: una prima sparizione massiccia e un secondo prelievo a distanza di quarantotto ore, prima che l’inventario portasse a galla la mancanza del farmaco.

Il dettaglio del ritardo: La denuncia è scattata in differita rispetto al primo ammanco. Un ritardo che i vertici della struttura giustificano con il sospetto iniziale di un banale errore materiale nel conteggio delle scorte da parte dei farmacisti.

Falla nei sistemi di sicurezza: zero telecamere nel deposito

L’attività investigativa deve fare i conti con un pesante ostacolo: l’assenza totale di telecamere di videosorveglianza all’interno e nei pressi della farmacia ospedaliera. Una grave violazione rispetto alle rigide linee guida del Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e altri oppioidi sintetici, che impone l’adozione di misure di massima sicurezza come locali blindati, casseforti di ultima generazione e vigilanza video continua.

A seguito del furto, l’ospedale Israelitico ha provveduto a sostituire immediatamente tutte le serrature, dichiarandosi parte lesa e offrendo massima collaborazione agli inquirenti.

Nel frattempo, gli ispettori del Ministero della Salute e della Regione Lazio sono stati inviati sul posto per accertare le responsabilità amministrative e manageriali di quella che Palazzo Chigi ha definito senza giri di parole una “condotta irresponsabile”.

Il mercato nero del Fentanyl in Italia: i precedenti nella Capitale

Le indagini puntano a capire dove fossero dirette quelle 80 fiale di Fentanest (pari a 0,100 ml di fentanyl puro per fiala). Sul mercato illecito dello spaccio, il carico avrebbe fruttato decine di migliaia di euro. Il Fentanyl, potente anestetico oncologico fino a cento volte più forte della morfina, è ormai da tempo sotto la lente delle forze dell’ordine per la sua diffusione fuori dai circuiti sanitari.

Il caso dell’Israelitico, come confermano gli inquirenti, non è un episodio isolato nel Lazio. I Carabinieri del Nas hanno intensificato i controlli sull’intera filiera della distribuzione dei farmaci stupefacenti, ricordando i recenti e preoccupanti precedenti nella provincia di Roma.

Nel luglio dello scorso anno l’arresto ad Ariccia di un pregiudicato trovato in possesso di 28 compresse di Fentanyl-Effentora e di un timbro ospedaliero falso. Poche settimane prima il fermo, sempre nella zona dei Castelli Romani, di un medico intercettato all’uscita dall’ospedale con uno zaino colmo di fiale di oppioidi prelevate illecitamente dal reparto.

Il Ministero della Salute ha annunciato il varo di una nuova circolare restrittiva per blindare la conservazione e lo stoccaggio dei medicinali ad alto rischio in tutte le strutture sanitarie italiane.