Basta uno sguardo. Non serve un tecnico. Cittadini e turisti si trovano davanti a un’area che doveva tornare bosco e che invece racconta solo fallimento. La denuncia arriva ancora una volta dal basso: residenti che filmano lo stato dei luoghi e diffondono le immagini.
A Ostia il progetto di forestazione delle Acque Rosse, finanziato con fondi del PNRR, si è arenato prima ancora di attecchire: irrigazione ferma da luglio e area ormai brulla
L’intervento di forestazione delle Acque Rosse rientra in un piano più esteso, finanziato con fondi del PNRR. Fin dal primo momento, però, le modalità con cui gli alberi erano stati messi a dimora avevano acceso i dubbi delle associazioni ambientaliste e del territorio. Non un dettaglio da poco, considerato che il sito ricade dentro la Riserva Naturale Statale del Litorale Romano, un’area già segnalata come particolarmente critica. Col senno di poi, l’allarme lanciato allora somiglia a una cronaca di una morte annunciata.
La stagione sbagliata
Secondo le associazioni, la piantumazione sarebbe avvenuta in un periodo dell’anno sfavorevole all’attecchimento, nel maggio del 2026. Stagione sbagliata, punto. Una scelta arrivata dopo un primo fallimento e riconducibile, con ogni probabilità, alle tempistiche vincolanti imposte dal PNRR stesso. Prima i tempi del progetto, poi la biologia delle piante. L’ordine delle priorità qui si vede tutto.
Irrigazione interrotta, alberi abbandonati
Oggi la situazione dell’area è quella di un terreno completamente brullo. Degli alberi messi a dimora resta ben poco: quasi tutti secchi, in mezzo a uno spazio che avrebbe dovuto trasformarsi in bosco. I cittadini che frequentano la zona denunciano da tempo l’assenza di irrigazione. Secondo quanto riportato sui social dal gruppo “Salviamo la pineta delle Acque rosse”, l’erogazione dell’acqua si sarebbe interrotta già a luglio, lasciando le piante senza il sostegno necessario nei mesi più caldi. Anche gli alberi piantati in via Tancredi Chiaraluce si trovano oggi in condizioni del tutto analoghe, segno che le criticità non sono circoscritte a un singolo sito ma sembrano ripetersi lungo tutto l’intervento.



















