Metromare e bus a rischio per il nuovo sciopero del trasporto pubblico locale a Roma nel quadro delle agitazioni di 24 ore proclamate a livello nazionale dalle organizzazioni sindacali Cub, Sgb, Adl Varese, Si Cobas e Usi Cit per venerdì prossimo 29 maggio.
Metromare e bus a rischio per il nuovo sciopero del trasporto pubblico locale a Roma, le fasce di garanzia
Cotral e Atac hanno, infatti, aderito alla protesta che si svolgerà nel rispetto delle fasce di garanzia durante le quali le corse dei treni e dei bus svolgeranno regolarmente servizio e, in particolare, sino alle 8.30 e poi di nuovo dalle ore 17.00 alle ore 20.00.
La sospensione interesserà, pertanto, Metromare e bus Cotral, nonché tutte le linee metropolitane e di superficie gestite da Atac nella capitale.
Possibili prosecuzioni del servizio durante le agitazioni
Non è escluso, come accaduto spesso in altre occasioni di sciopero, che le metro rimangano aperte anche durante l’orario di sospensione dal lavoro sia pure con notevoli rallentamenti del servizio e soppressione di corse.
Le agitazioni del settore dei trasporti riguarderanno anche i treni e gli altri servizi pubblici ripercuotendosi a cascata anche sulle altre attività e comparti di lavoro in cui operano dipendenti che incroceranno le braccia e che sono già al centro delle consuete polemiche di alcuni partiti politici che puntano l’indice contro i lavoratori ironizzando su un’adesione mirata ad allungare il weekend. E’ pur vero che, nel caso di Roma, venerdì prossimo sarà in ogni caso un giorno di festa che coincide con le celebrazioni in onore dei Santi Pietro e Paolo patroni della città.
Le ragioni della protesta
Un netto “no” all’economia di guerra e una piattaforma radicale per i diritti sociali. I sindacati di base e i movimenti antagonisti lanciano il loro manifesto programmatico, delineando i contorni di una mobilitazione nazionale che punta a scuotere i palazzi della politica. Al centro della protesta vi è il rifiuto della spesa militare e della presenza NATO in Italia, con la richiesta perentoria di un cambio di rotta geopolitico che parta dalla pace in Medio Oriente e in Europa.
Sul fronte internazionale, il documento esprime una dura condanna per le azioni israeliane in Palestina e Libano, chiedendo sanzioni e la rottura delle relazioni diplomatiche con Tel Aviv e Washington, oltre al sostegno per le missioni di aiuti umanitari.
Ma il vero cuore del manifesto è la crisi socio-economica interna. I movimenti denunciano il progressivo smantellamento del welfare a favore degli armamenti, esigendo investimenti massicci su sanità, scuola, trasporti e transizione industriale. Per contrastare la povertà dilagante, la proposta è chiara: introduzione di un salario minimo da 12 euro l’ora, forti aumenti per pensioni e stipendi, e il ritorno a un meccanismo automatico di adeguamento al costo della vita.
La tensione si sposta poi sui diritti democratici. Nel mirino dei manifestanti ci sono i recenti decreti sicurezza del biennio 2025-2026, accusati di reprimere il dissenso, e le storiche leggi che limitano il diritto di sciopero, di cui si chiede l’abrogazione. La mobilitazione, che unisce la lotta contro le morti sul lavoro all’emergenza abitativa, si preannuncia come un autunno caldo per il governo.
Per aggiornamenti in tempo reale sul traffico e ricevere ulteriori informazioni vi ricordiamo il nostro servizio in collaborazione con Astral in questa pagina.
Se sei interessato ad approfondire gli argomenti trattati in questo articolo clicca sulle parole chiave colorate in arancione e accedi alla banca dati di canaledieci.it.

















