Sciopero 29 maggio 2026: orari e fasce di garanzia di treni, metro e autostrade

Sciopero trasporti e treni il 29 maggio: a rischio Trenitalia, Italo e Atac. Gli orari del blocco (e l'ombra del maxiponte)

Sciopero in vista prima del ponte del 2 giugno. Si preannuncia un venerdì nero, il prossimo, per chi viaggia. La data da segnare sul calendario è il 29 maggio 2026, giorno in cui l’Italia si troverà a fare i conti con uno sciopero generale nazionale di 24 ore.

Sciopero trasporti e treni il 29 maggio: a rischio Trenitalia, Italo e Atac. Gli orari del blocco (e l’ombra del maxiponte)

La mobilitazione, proclamata da diverse sigle del sindacalismo di base (CUB, SGB, SI Cobas, USI-CIT), rischia di paralizzare i collegamenti proprio alla vigilia del delicato “ponte” del 2 giugno.

Una concomitanza che ha già sollevato dure polemiche tra le associazioni dei consumatori e i pendolari, preoccupati per un weekend lungo che rischia di aprirsi all’insegna del caos.

I disagi colpiranno trasversalmente l’intero comparto dei trasporti: dai treni a lunga percorrenza alle metropolitane cittadine, fino ai caselli autostradali e al settore della logistica. Vediamo nel dettaglio gli orari dello stop e le modalità per spostarsi riducendo al minimo i disagi.

Treni: braccia incrociate già da giovedì sera

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario, l’agitazione scatterà in anticipo. Lo sciopero prenderà il via dalle ore 21:00 di giovedì 28 maggio e si concluderà alle ore 21:00 di venerdì 29 maggio.

Il blocco riguarderà il personale di Trenitalia, Italo, Trenord e Trenitalia Tper. I viaggiatori dovranno mettere in conto cancellazioni, ritardi diffusi e modifiche alla circolazione sia per i treni regionali che per gli Intercity e l’Alta Velocità.

Per limitare l’impatto sui lavoratori e sugli studenti, saranno comunque garantite le fasce di garanzia feriali:

  • Dalle ore 6:00 alle ore 9:00
  • Dalle ore 18:00 alle ore 21:00 (principalmente per i servizi locali)

Attenzione alla regola del viaggio

I treni che si trovano già in viaggio al momento dell’inizio dello sciopero (le 21:00 del giovedì) arriveranno alla destinazione finale solo se questa è raggiungibile entro un’ora dall’inizio dell’agitazione. In caso contrario, le corse potrebbero essere interrotte nella prima stazione utile.

Città a rischio paralisi e caos in autostrada

Sciopero dei trasporti a Roma, la situazione aggiornata

Se il trasporto su rotaia soffrirà, la situazione nelle grandi città non sarà da meno. Gli occhi sono puntati soprattutto su Roma, dove lo spettro del blocco totale agita la vigilia. Nella Capitale l’agitazione minaccia di fermare le linee della metropolitana (A, B, B1 e C), la rete dei bus e tram Atac, e i mezzi extraurbani Cotral.

Come di consueto, il servizio urbano sarà tutelato soltanto nelle due finestre protette: da inizio servizio fino alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00. Il rischio concreto è quello di una congestione stradale record, con ripercussioni pesanti già previste sul Grande Raccordo Anulare, sulla Roma-Fiumicino e sulle principali arterie di accesso al centro storico.

A complicare il quadro generale ci penserà lo sciopero del personale autostradale. In questo caso, le braccia si incroceranno dalle 22:00 di giovedì 28 maggio fino alle 22:00 di venerdì 29 maggio, creando potenziali code e rallentamenti ai caselli per la riduzione dei servizi di assistenza e di esazione manuale.

Le ragioni della protesta: una piattaforma contro carovita e spese militari

Dietro al venerdì di passione dei trasporti c’è una piattaforma di rivendicazioni molto ampia e radicale portata avanti dalla CUB e dalle altre sigle. Al centro della protesta c’è il forte contrasto al carovita, acuito dalle tensioni geopolitiche internazionali: i sindacati sottolineano come l’inflazione e la crisi in Medio Oriente stiano pesando sui bilanci familiari, a fronte di salari e pensioni che negli ultimi anni hanno perso quote significative di potere d’acquisto.

Sotto accusa anche la precarietà contrattuale — con il richiamo ai dati CNEL sulla brevissima durata di molti rapporti di lavoro — e le recenti riforme sulla casa, in particolare il “sfratto a sorpresa” introdotto dal Governo ad aprile. Infine, la protesta assume una forte connotazione politica e di bilancio: i promotori contestano l’aumento delle spese militari (salite oltre i 41 miliardi di euro) a scapito di investimenti strutturali nella scuola, nella sanità pubblica e nello stesso trasporto pubblico locale, che secondo le sigle soffre di un ammanco di oltre 800 milioni di euro non recuperati dall’inflazione.

Intanto monta la protesta degli utenti: “Uno sciopero attaccato al ponte del 2 giugno? Sarà un disastro?”