Critiche al parroco di San Pier Damiani a Casal Bernocchi per un funerale. Don José: “Ho sbagliato ma ci sono regole da rispettare”

Critiche al parroco della chiesa di San Pier Damiani a Casal Bernocchi per alcune omissioni nella celebrazione d’addio a un ex abitante del quartiere

Critiche al parroco di San Pier Damiani per un funerale che è stato celebrato a Casal Bernocchi. Post duri e messaggi con giudizi altrettanto tranchant che don José Vinas, originario di Cordoba in Spagna e da nove anni in questa chiesa, pur ammettendo qualche errore durante la funzione respinge anche in nome del lavoro quotidiano fatto a beneficio della comunità.

Critiche al parroco di San Pier Damiani a Casal Bernocchi per alcune omissioni nella celebrazione d’addio a un ex abitante del quartiere

Ad accusare il sacerdote è Niki Giusino, presenzialista e comparsa televisiva su molti canali tv nazionali e locali.

Denuncio un fatto sconvolgente avvenuto durante i funerali di mia mamma che ha vissuto per tanti anni a Casal Bernocchi. Innanzitutto per il ritardo nell’apertura dei cancelli circa un quarto d’ora dopo l’orario previsto lasciando che il feretro e le persone che partecipavano alla messa sono state lasciate in strada. Poi -aggiunge Giusino- ho chiesto a Don José il permesso di leggere un testo durante la funzione ma mi è stato rifiutato perché questo avrebbe allungato il tempo della celebrazione”.

Non volevo fare discussioni e ho sorvolato ma quando il prete si è rifiutato di dare la comunione ad alcune parenti mi sono alterato. Prendete e mangiatene tutti, prevede l’eucarestia, ma così non è stato. E neppure le campane a morto hanno risuonato al termine della celebrazione”.

Non sono mai stato un cattolico praticante, e forse è meglio così, se colui che dovrebbe portare la parola di Cristo nei cuori dei fedeli ha pronunciato un’omelia incomprensibile senza neppure dirci andate in pace e dopo aver asperso l’incenso si è chiuso in sagrestia. Una situazione vergognosa”, chiosa il presenzialista televisivo.

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Un’immagine di Niki Giusino risalente alle sue partecipazioni in tv

Le critiche a macchia d’olio di diffondono sui social

Poi  Giusino ha postato le sue critiche sui social di quartiere sollevando commenti anche da altri residenti alterati per altri presunti comportamenti negativi addossati al parroco, considerato poco empatico non solo nei confronti di bisognosi che non sarebbero stati autorizzati ad attendere il pacco alimentare con i propri cani in sagrestia, ma anche per la scarsa comprensione manifestata nei confronti di persone divorziate e risposate, intenzionate a frequentare più spesso la chiesa di via Guido Biagi.

La replica di don José

Don Josè risponde alle critiche sollevate nei suoi confronti ma ci tiene a spiegare il suo punto di vista, anche in relazione a quanto accaduto durante la funzione funebre rispetto alla quale ammette di doversi fare carico di qualche responsabilità.

Non commetterei sicuramente di nuovo l’errore di rifiutare la lettura del messaggio indirizzato alla donna deceduta anche se mi è stata sottoposta poco prima di iniziare la messa ed è mia abitudine, di solito, leggerne il contenuto prima del funerale per rendermi conto del suo tenore. Ed è importante farlo -precisa Don José- soprattutto quando si capisce che le persone che intervengono non sono abituate a partecipare alle funzioni religiose ma vengono in chiesa solo per un atto di solidarietà nei confronti del defunto”.

Cremazione delle ceneri

Nel caso di specie la salma sarebbe stata cremata e le sue ceneri custodite in casa. “Questo rituale -puntualizza Don José- contrasta con la normativa ecclesiastica ma per quanto riguarda il fatto di non aver suonato le campane a morto c’è una spiegazione molto semplice, si tratta di un dispositivo elettronico che ne diffonde i rintocchi attraverso altoparlanti ma in questo momento non è funzionante”.

Ho accettato di celebrare la funzione perché la signora aveva vissuto diverso tempo nel quartiere. Se c’è stato un errore di comprensione, ne prendo atto e devo assumermene le responsabilità, soprattutto se, come sta accadendo, la gente parla male di me o addirittura giunge a diffamarmi su Internet”.

In effetti gli attacchi sul web nei confronti del parroco sono andati oltre lo specifico episodio per esempio perché Don José vieterebbe ai bambini di giocare a pallone sul sagrato della parrocchia e che molti fedeli si sarebbero allontanati sentendosi poco accolti dal prete arrivato dalla Spagna ormai più di trent’anni fa.

La chiesa è dotata di un oratorio con annesso campo di calcio che viene utilizzato tutto l’anno -ribatte Don José- non posso certo permettere che alcuni adolescenti che scavalcano i cancelli vengano a giocare a pallone utilizzando come porta quella della chiesa a rischio di danneggiarla a parte il fatto che bisogna mettere un argine alla maleducazione”.

“Come diceva papa Francesco la chiesa è la casa di tutti. Le attività che organizziamo lo dimostrano, ospitiamo la Caritas e il pranzo per i poveri due volte al mese oltre ad aiutare le famiglie numerose e in difficoltà attraverso la distribuzione dei pacchi contenti gli i beni alimentari”.