E’ regolare la gara comunale per la gestione delle spiagge di Ostia: il Tar respinge le istanze dei concessionari

Niente proroghe lunghe per i balneari di Ostia: il Tar giudica corretta la strategia del Campidoglio sulle spiagge di Ostia

Il litorale di Ostia si prepara ad una stagione di transizione sotto il segno delle gare pubbliche. Il Tar del Lazio ha confermato la piena legittimità dei bandi emessi da Roma Capitale per la gestione di 31 stabilimenti balneari, respingendo i ricorsi dei precedenti concessionari che contestavano la durata ridotta dei titoli e i nuovi canoni basati sul fatturato.

Niente proroghe lunghe per i balneari di Ostia: il Tar giudica corretta la strategia del Campidoglio sulle spiagge di Ostia

La vicenda trae origine dall’avviso pubblico indetto da Roma Capitale lo scorso 14 febbraio 2025. Il Comune, guidato dalla necessità di riorganizzare il demanio marittimo in linea con le normative europee, aveva messo a gara 31 concession, con una durata fissata a un solo anno.

Una scelta, quella della “concessione-ponte”, pensata per non lasciare le spiagge senza servizi in attesa di una riforma definitiva e strutturale del settore.

I balneari storici di Ostia non avevano però accettato le condizioni del Campidoglio, decidendo di impugnare l’atto davanti alla giustizia amministrativa.

Le principali lamentele riguardavano due punti cardine: la brevità del contratto (ritenuta illegittima rispetto alle norme che prevedono scadenze tra i 5 e i 20 anni) e l’introduzione di una “royalty” economica, ovvero una quota del 2% sul fatturato complessivo dell’attività da versare alle casse comunali.

Il rinvio della sentenza che ha congelato i bandi per tre mesi

Lo scorso 12 febbraio, il Tar del Lazio scelse di non decidere sulla legittimità dei bandi comunali per le concessioni balneari di Ostia, chiedendo al Campidoglio un supplemento di documentazione. I giudici misero nel mirino soprattutto il meccanismo delle royalties, ovvero la percentuale di fatturato da versare al Comune, sollevando dubbi sulla parità di trattamento tra vecchi e nuovi gestori.

Il rinvio di tre mesi, concesso per esaminare i criteri di esclusione e la sostenibilità economica delle offerte, gettò nell’incertezza l’avvio della stagione 2026. Una pausa forzata, che ha pesato sui lavori di manutenzione e sulle assunzioni, protraendo lo stallo fino all’udienza decisiva fissata per maggio, ed espressa in data odierna.

Le sentenze dell’11 maggio e il verdetto del Tar

L’analisi rigorosa seguita dalla Quinta Sezione Ter del Tar del Lazio, ha portato alla pubblicazione di tre sentenze gemelle (nn. 8656, 8657, 8660) depositate proprio oggi, 11 maggio 2026. I magistrati hanno esaminato punto per punto le eccezioni sollevate dai concessionari, confrontandole con l’attuale quadro legislativo italiano ed europeo, che impone una progressiva apertura al mercato delle spiagge pubbliche.

Il Tar ha così stabilito che la scelta di Roma Capitale non è stata arbitraria, ma necessaria. I giudici hanno chiarito che la royalty calcolata sul fatturato non rappresenta un onere illegittimo, bensì una modalità di gestione del patrimonio pubblico che rientra nei poteri dell’amministrazione.

L’obiettivo delle sentenze come si legge nell’informativa, sarebbe stato dunque quello di armonizzare il diritto dei gestori a lavorare, con il dovere del Comune di mettere a gara beni che appartengono alla collettività.

La necessità di garantire i servizi all’utenza

L’aspetto più eclatante della decisione risiede nel riconoscimento di un “apprezzabile lasso temporale” necessario per completare le gare.

Il Tar ha infatti spiegato che il Legislatore, pur prevedendo proroghe tecniche fino al settembre 2027 (o marzo 2028 in casi specifici), ha inteso proteggere soprattutto la continuità dei servizi per i cittadini. In sostanza, la questione verterebbe sul fatto di lasciare i lidi chiusi o in uno stato di incertezza gestionale proprio alla vigilia della stagione estiva.

Nelle sentenze si legge un unico chiarimento interpretativo: “Il compimento delle attività necessarie per il rilascio delle concessioni secondo il nuovo modulo procedimentale necessitasse di un apprezzabile lasso temporale, tanto da giustificare nelle more l’estensione della durata dei titoli in essere per salvaguardare la continuità dei servizi sulle spiagge in favore dell’utenza”.

Questa frase, sancisce che il Comune ha agito correttamente nel creare un bando annuale per garantire bagnini, pulizia e accoglienza mentre si lavora alle gare a lungo termine.

Con questo verdetto, la stagione balneare procederà senza il rischio di sospensive. Le 31 concessioni seguiranno dunque l’iter previsto dal bando di febbraio.

Bando per la spiaggia dello sport: Campidoglio apre la gara sul Lungomare Vespucci

Intanto, Roma Capitale ha pubblicato il bando per la concessione annuale del lotto demaniale al civico 50 di Lungomare Amerigo Vespucci, area precedentemente gestita dal Nauticlub Castelfusano. La novità principale risiede nella destinazione d’uso vincolata: il Comune punta esplicitamente sulle attività sportive e ricreative, superando lo stallo causato dalla mancanza di un Piano di Utilizzazione degli Arenili (PUA) definitivo.

Secondo il principio sancito dal Consiglio di Stato, l’amministrazione può procedere con affidamenti temporanei e comparativi anche senza PUA comunale, purché si rispetti la continuità dei servizi. Il bando introduce inoltre una clausola di “garantismo”: l’esclusione per occupazione abusiva scatterà solo in presenza di accertamenti definitivi. Un’occasione cruciale per il rilancio del turismo sportivo a Ostia, con scadenza per le offerte fissata alla mezzanotte del 25 maggio. Chi si aggiudicherà il lotto dovrà garantire l’avvio della stagione balneare 2026.