La trentesima stagione balneare di Castelporziano rischia di aprirsi nel segno dell’incertezza giuridica. Il Consiglio di Stato, con ordinanza dell’11 marzo scorso, ha ufficialmente sospeso l’esecutività della sentenza del TAR che dava via libera al Comune di Roma per il cambio di gestione delle spiagge. Alla base del rinvio, il riscontro dei giudici di “basi fondate” nei dubbi sollevati dai vecchi gestori, decidendo di bloccare ogni azione di sgombero fino a quando la questione non sarà discussa nel merito all’inizio del prossimo mese di luglio.
Spiagge di Castelporziano nel caos: dietrofront del Comune sulla spiaggia libera. Chiosco resta agli storici gestori in attesa del verdetto di merito a luglio
La battaglia per le spiagge libere di Roma segna un punto a favore degli storici gestori. Il Consiglio di Stato ha deciso di congelare tutto, annullando per il momento gli effetti della precedente sentenza del TAR che dava ragione al Comune. Questo significa che il tentativo di Roma Capitale di liberare l’area con la forza è stato bloccato.
I dubbi sulla natura lucrativa dell’assegnataria
Il cuore della contesa riguarda la reale natura dell’assegnataria del chiosco 3, l’A.S.D. Happy Surf One. Secondo i giudici, non è chiaro come un’associazione sportiva dilettantistica possa gestire un servizio di ristoro che ha evidenti finalità di guadagno.
Analizzando i documenti di gara, sarebbe infatti emerso che il servizio bar è indicato al primo posto nell’elenco dei compiti da svolgere. Un dettaglio che ha reso difficile considerare il ristoro come un’attività secondaria o di supporto allo sport, sollevando il sospetto che l’associazione stia operando come una vera e propria impresa commerciale.
Niente sconti sulle tasse per chi vende cibo e bevande
Un punto tecnico fondamentale riguarda le tasse. Un’associazione sportiva gode di un regime fiscale agevolato rispetto a una ditta individuale o a una società , proprio per questo, il Consiglio di Stato ha messo in dubbio che l’associazione vincitrice possa essere in grado di mandare avanti il chiosco se dovesse pagare le tasse piene, come una normale attività lucrativa. Se il servizio non è “marginale” rispetto allo sport, l’associazione perderebbe i suoi privilegi fiscali, mettendo a rischio la sostenibilità stessa dell’offerta presentata al Comune.
Il blocco degli sgomberi e la tutela dei gestori
Nonostante Roma Capitale abbia ribadito la necessità di liberare le aree in tempi brevi, i giudici hanno ravvisato un “pericolo nel ritardo”, che nella sostanza vuol dire: sgomberare ora i vecchi titolari, che hanno ancora la disponibilità materiale della struttura e delle attrezzature, significherebbe causare un danno prima ancora di aver accertato la regolarità del bando.
A questo si aggiunge inoltre, che le accuse di occupazione abusiva o degrado del chiosco appaiono smentite dal fatto che non esiste un ordine di sgombero definitivo, ma solo un invito al rilascio, mentre è ancora in corso una verifica tecnica (CTU) presso il Tribunale Civile.
Caos autorizzazioni a Capocotta: chioschi a rischio sequestro
Tutto in alto mare dunque, nonostante come noto, tra febbraio e marzo, il X Municipio aveva avviato controlli serrati sui punti ristoro di Capocotta. Dopo il sequestro della pedana dell’Oasi Naturista, i gestori sono stati diffidati: senza i nulla osta di Soprintendenza e Dogane, le strutture verranno sigillate.
Era stato il Direttore Tecnico Sani, ad evidenziare gravi discrepanze tra i bandi capitolini e le opere realizzate, come le pedane per disabili, assenti nelle carte ufficiali, con la Direzione Agricoltura che confermava l’obbligo di autorizzazioni paesaggistiche anche per queste installazioni.
Una stagione balneare che parte in salita
Insomma, l’effetto pratico di questa decisione è il blocco della programmazione turistica, e le promesse del Comune di aprire i servizi per il 1° maggio, si scontrano ora con la realtà di un processo che vedrà la sua fase cruciale solo a luglio. Per i prossimi mesi, il chiosco 3 (Quarto cancello), rimarrà dunque in una situazione di stallo amministrativo: i nuovi vincitori non possono entrare e i vecchi non possono operare con serenità .
Intanto, la vicenda che riguarda nel merito il terzo chiosco potrà avere riflessi sull’intero bando di assegnazione di Castelporziano, gettando un’altra ombra su come sono stati gestiti i bandi del 2025.


















