Travolti dai ladri in fuga: “Era una famiglia unita e perbene. Chi li ha uccisi paghi”

“Erano una famiglia unita e per bene”: il ricordo della cugina di Alessio Ardovini, travolto e ucciso insieme dai ladri in fuga sulla Collatina

La famiglia spazzata via nell'incidente

Il ritorno a casa che non c’è mai stato. Una serata come tante altre, che avrebbe dovuto concludersi con la tranquillità di una famiglia riunita.

“Erano una famiglia unita e per bene”: il ricordo della cugina di Alessio Ardovini, travolto e ucciso insieme dai ladri in fuga sulla Collatina

Giovanni Battista Ardovini, 70 anni, infermiere da poco in pensione, sua moglie Patrizia Capraro, 64, sarta di talento, e il loro figlio Alessio, 41, che lavorava da McDonald’s, stavano tornando a casa dopo aver preso il figlio a fine turno dal Centro commerciale Roma Est, quando ieri sera sono stati travolti e uccisi sulla loro auto da un’altra lanciata a tutta velocità da banda di ladri in fuga dalla Polizia.

Un gesto quotidiano, carico di affetto e di normalità. Invece è bastato un attimo per cancellare tutto, per cancellare le loro vite mentre tornavano a casa, a Casetta Mistica, a Torre Angela.

Giovanni e Patrizia avevano sempre vissuto per gli altri, con una generosità che raramente si incontra. Giovanni, come infermiere, ha dedicato la sua vita ad aiutare chi aveva bisogno, in ospedale ma anche, all’occorrenza, entrando nelle case degli altri con discrezione e professionalità per dare conforto e aiuto.

Patrizia, che con le sue mani creava piccoli lavori, era un’anima sensibile e solidale, che nel periodo del Covid ha cucito e distribuito mascherine fatte a mano a chi ne aveva bisogno, contribuendo in modo umile ma concreto a superare la crisi sanitaria.

Alessio, il figlio, aveva 41 anni. Lavorava al McDonald’s, con il sorriso di chi, pur in un lavoro che spesso viene dato per scontato, dava il massimo per fare bene. Il destino gli aveva già riservato delle prove dure – era uscito da una lunga malattia – ma stava cercando di rimettersi in piedi, di affrontare la vita con un passo più sicuro, di tornare a casa dai suoi genitori dopo il turno.

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Giovanni Battista Ardovini e il figlio Alessio

Ora i colleghi sembrano increduli. “Siamo profondamente addolorati per la tragica perdita del collega del ristorante di Roma Est e dei suoi genitori. Ci stringiamo alla famiglia in questo momento terribile“, hanno scritto in una nota firmata McDonald’s.

Pochi minuti prima di quella tragedia, tutto sembrava normale: una serata tranquilla, la fine di una giornata di lavoro, un ritorno a casa. Invece, quella Fiat Punto che li trasportava verso casa sulla Collatina è stata travolta dalla furia di una Yaris in fuga. Un impatto devastante che ha ucciso sul colpo i genitori, Giovanni e Patrizia, e ha strappato Alessio dalla vita, che è morto poco dopo all’ospedale Umberto I.

Il fratello

E adesso, il figlio superstite di quella famiglia distrutta, Danilo, residente a Guidonia, non ce la fa nemmeno a parlare, schiacciato da un dolore troppo grande. A parlare per la famiglia è una cugina: “Chi ha sbagliato paghi. Paghi davvero. Meritano la massima pena per ciò che hanno fatto. Hanno sterminato una famiglia”.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo: si procede per omicidio con dolo eventuale.