Non l’accusa di rito di omicidio stradale. La procura di Roma indaga per omicidio con dolo eventuale per la famiglia uccisa ieri sera nello scontro su via Collatina con un’auto in fuga da una volante della Polizia.
La procura contesta l’omicidio con dolo eventuale e una serie di reati. Lo scontro ripreso dalla dashcam sulla Volante della polizia
Ai tre sudamericani arrestati, tra cui un cubano e un argentino, fuggiti poco prima dall’alt della polizia al Quarticciolo, la pm Giulia Guccione contesta anche i reati di resistenza a pubblico ufficiale, installazione di apparecchiature volte a intercettare o impedire comunicazioni telefoniche, possesso ingiustificato di grimaldelli e la violazione dell’articolo 192 del Codice della strada introdotto dal dl sicurezza per chi non si ferma all’alt delle forze dell’ordine.
L’impatto in cui hanno perso la vita Alessio Ardovini, 41 anni, il padre Giovanni Battista Ardovini, di 70 anni, e la madre Patrizia Capraro di 64 anni, è stato ripreso da una dashcam installata sull’auto della polizia che ha immortalato le fasi finali dell’inseguimento e lo scontro tra l’auto dei sudamericani, che procedevano a zig zag invadendo la corsia opposta, e l’auto delle vittime, di ritorno dal centro commerciale Roma est.

Oltre alle immagini, c’è anche un testimone oculare che ha confermato la dinamica dell’incidente.
Domani la pm titolare dell’inchiesta conferirà l’incarico per le autopsie mentre sono attesi i risultati dei test tossicologici sul conducente sudamericano.
L’auto in fuga era stata presa a noleggio
Intanto gli agenti della Polizia Locale hanno accertato che la Toyota Yaris sulla quale viaggiavano i tre sudamericani e sulla quale sono stati trovati attrezzi da scasso era stata presa a noleggio.
A chiedere giustizia una nipote delle vittime: “Chi ha sbagliato paghi tutto. Hanno annientato una famiglia. E’ stata una strage folle, insensata”.

















