I chioschi appena realizzati o in via di costruzione sulle spiagge libere urbane di Ostia vanno smontati immediatamente. L’ha ordinato per le vie brevi il Dipartimento comunale al Patrimonio dopo che è trapelata l’indiscrezione secondo la quale la Guardia di Finanza avrebbe aperto un fascicolo che ipotizza il reato di violazione del Codice degli Appalti.
L’ipotesi del reato di violazione del Codice degli Appalti convince il Campidoglio a ordinare lo smontaggio e il blocco della costruzione dei chioschi delle spiagge libere urbane appena realizzati
Da poco circa un mese sulla spiaggia libera di piazza Scipione l’Africano (spiaggia Rosa e Sabbia), su quella Verde (ex Faber Beach), davanti alla ex Colonia (spiaggia Gialla) e in piazza Sirio (spiaggia Grigio) sono comparsi chioschi di legno mentre sulla spiaggia libera di piazzale Amerigo Vespucci (Spqr) il casotto è in via di allestimento. Sono le strutture previste dalla convenzione legata alla gara d’appalto per l’affidamento dei servizi sulle spiagge libere urbane.
Quella gara d’appalto e relativa convenzione, prevedevano, però, che le strutture venissero smontate alla fine della stagione balneare per poi essere rimontate con l’inizio della successiva, quindi al 1° maggio 2026. Curiosamente, i chioschi alla data del 31 ottobre scorso non sono stati smontati come d’obbligo.

La denuncia pubblica di Forza Italia
Forza Italia ha denunciato pubblicamente la singolare vicenda. “Voglio chiarire – sottolinea Renzo Pallotta, coordinatore Fi X Municipio – che la nostra denuncia pubblica non è nè contro gli interessi della comunità di Ostia nè contro gli operatori economici, rimasti invischiati nel malgoverno delle spiagge in Campidoglio, e neppure è contro la destagionalizzazione delle attività turistiche a Ostia. Noi abbiamo invocato il rispetto delle regole, la legalità che tano sbandiera la Giunta Gualtieri e che invece sembrerebbe la prima a violare. Autorizzando la permanenza dei chioschi anche oltre la stagione balneare secondo noi ha penalizzato quei partecipanti alla gara, ben 52, e tutti coloro che non vi hanno preso parte perché hanno reputato antieconomico lo smontaggio e il rimontaggio delle strutture. Insomma, un cambio di regole ad appalti affidati”.
L’ordinanza nel mirino della Guardia di Finanza
La Guardia di Finanza, già protagonista la scorsa estate del sequestro di stabilimenti balneari risultati abusivi, ha acceso i riflettori sull’ordinanza del Sindaco firmata dall’assessore Tobia Zevi e dal direttore di Dipartimento Tommaso Antonucci nella quale, in ragione di una presunta destagionalizzazione delle attività turistiche a Ostia, si legge che “le strutture di facile rimozione presenti sull’area demaniale marittima, utilizzate per finalità turistiche e ricreative, possono essere autorizzate dal Comune, su istanza dell’operatore, a permanere installate“. Tutto questo il 31 ottobre scorso. Insomma, una sorta di “sanatoria” invernale per chioschi che, autorizzati da una convenzione specifica, potevano restare in piedi solo fino al 31 ottobre.
Da evidenziare anche che quei chioschi che hanno funzionato come punti ristoro dal 1° novembre, erano privi dei servizi igienici, come imposto dalle norme igienico-sanitarie per quelle attività commerciali ma non risultano ispezioni e sanzioni elevate da parte degli organi competenti.
Il caso dell’ex Spiaggetta

Il chiosco di piazza Sirio, alla ex Spiaggetta, era ancora in fase di completamento quando da Roma è arrivato l’ordine di rimozione. Nel frattempo, però, è successo un fatto che richiederebbe una spiegazione. La parte di fabbricato esistente da decenni, quella che una volta ospitava i servizi igienici, venne dichiarata abusiva e quindi non utilizzabile dal Campidoglio nell’epoca della sindaca Virginia Raggi. Quell’ala, dunque, non potrebbe essere usata, a meno che nel frattempo non siano state trovate carte che ne autorizzarono la costruzione all’epoca.
Il fatto singolare è che tutte le porte, originariamente in ferro, sono state sostituite da nuovi modelli in legno. Questo prefigurerebbe un possibile impiego di quei locali?




















