Il giovane alla guida della BMW Serie 1 che, venerdì scorso 24 ottobre, ha tamponato la Mini Cooper finita contro un pino uccidendo Beatrice Bellucci e ferendo gravemente l’amica Silvia, è risultato negativo ai test tossicologici sull’assunzione di alcol e droga.
Il tragico scontro costato la vita a Beatrice Bellucci, la ventenne dell’Infernetto, è al centro delle indagini della Procura che indaga per il reato di omicidio stradale
Un elemento che va ad aggiungersi alle indagini condotte dalla polizia locale di Roma Capitale e coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma.
Tessera che, pur escludendo lo stato di alterazione psicofisica immediata del giovane rimasto ferito nell’impatto e indagato per il reato di omicidio stradale, non sminuisce in alcun modo la gravità della condotta ipotizzata proprio per la velocità spropositata con cui l’auto di marca tedesca ha colpito l’utilitaria delle due ragazze.
L’ombra della velocità folle e di una potenziale gara clandestina rimane, infatti, al centro dell’inchiesta in corso che si sta concentrando sull’acquisizione di video e tracciati GPS.
La violenza dell’impatto con la BMW, con a bordo due ragazzi originari di Anzio, è stata tale da catapultare la Mini contro il tronco di un pino nei pressi di piazza dei Navigatori, mentre l’auto che l’ha tamponata ha perso tre delle quattro ruote, ribaltandosi e strisciando per circa ottanta metri lungo la corsia laterale in direzione centro. L’energia cinetica liberata nell’urto, secondo gli esperti, è stata micidiale.
Le verifiche sulla velocità della Bmw e le ipotesi sulla gara clandestina
È proprio l’entità dei danni a confermare le prime sconcertanti testimonianze raccolte dagli agenti della polizia locale: “quell’auto andava almeno a 150 chilometri all’ora“, ha riferito un motociclista che ha assisto al terribile scontro. L’eccesso di velocità, se confermato, aggraverebbe la posizione di chi ha causato il sinistro.
Il problema è che il quadro investigativo si sta complicando con l’emergere dell’ipotesi di una vera e propria gara clandestina di cui le due ragazze sarebbero state le inconsapevoli vittime.
Ecco perché gli inquirenti si stanno focalizzando sui numerosi filmati delle telecamere di sicurezza presenti lungo l’arteria di collegamento tra la capitale e il mare: sia quelle agli impianti fissi, sia quelle ai semafori per la rilevazione del passaggio con il rosso, per ricostruire la dinamica non solo al momento dell’impatto ma anche nei minuti precedenti.
L’attenzione è rivolta anche ai video amatoriali: non si esclude, infatti, che alcuni filmati pubblicati sui social network o catturati dalle dashcam di bordo possano aver ripreso la Bmw ad altissima velocità in compagnia di una o addirittura due altre vetture. In particolare, si cerca una seconda auto, forse della stessa marca ma di colore scuro, che si sarebbe subito dileguata dopo lo schianto, insieme ad una terza vettura.
Sequestrato un secondo cellulare
Parallelamente all’analisi dei tracciati GPS dei veicoli e dei filmati di sorveglianza, gli investigatori hanno allargato il fronte dell’inchiesta ai contenuti dei dispositivi elettronici in possesso delle persone coinvolte nell’incidente.
Dopo aver sequestrato il telefono cellulare del guidatore della Bmw in qualità di indagato per l’ipotesi di reato che grava nei suoi confronti, gli agenti hanno, infatti, preso possesso di un secondo cellulare ritrovato nell’auto e appartenente al secondo passeggero.
Un dettaglio non secondario che potrebbe fornire elementi cruciali sulle comunicazioni intercorse tra i due ragazzi o, potenzialmente, con gli occupanti delle altre auto sospettate di aver partecipato alla corsa.
La difesa della famiglia
“Leggo in giro che andava a 150 all’ora. Per me è fantascienza” ha dichiarato il padre del ragazzo indagato che difende il figlio a spada tratta: “E’ un ragazzo senza grilli per la testa, ci tiene alla macchina e non si sogna di commettere certe bravate“.
Una difesa comprensibile, che sarà però messa a confronto con i dati tecnici, i tracciati GPS e l’evidenza sui reperti del devastante scontro che ha strappato Beatrice Bellucci alla vita e gettato la sua famiglia un’intera comunità nel lutto.
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