Cresce ogni ora che passa, il cordoglio sui social per la morte di Beatrice Bellucci, la 20enne dell’Infernetto deceduta nello schianto di venerdì scorso. E tra le parole di vicinanza alla famiglia della studentessa, irrompono sul web come il suo dolore che ritorna, quelle della madre di Amedeo Cimarelli, il 19enne vittima della stessa strada nel 2014.
Sul web le parole toccanti ai genitori della 20enne dalla madre di Amedeo Cimarelli, morto sulla Colombo: “So cosa state provando”
Commozione, dolore ma soprattutto incredulità, sono i sentimenti che stanno riempiendo il web per Beatrice Bellucci, con messaggi, immagini e video che come tante mani stanno sollevano il ricordo della giovane, morta tragicamente sulla Colombo, da tutto quell’effimero del mondo digitale, silenziato, anche se per poco.
Sui social, amici, conoscenti e semplici cittadini stanno condividendo messaggi di affetto e cordoglio per la ragazza, descritta da tutti come solare, generosa e piena di sogni, tra i quali quelli di una carriera come avvocato, per cui si stava formando alla Facoltà di Giurisprudenza, all’Università Roma Tre, che ha voluto esprimere pubblicamente la propria vicinanza:
“In un momento di profonda tristezza, l’Università Roma Tre si unisce al dolore della famiglia e degli amici di Beatrice Bellucci, la studentessa di Giurisprudenza che ha tragicamente perso la vita il 24 ottobre”.
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La lettera della madre di Amedeo: “So cosa stanno provando”
Tra i tanti messaggi, uno in particolare ha colpito e commosso tutti: quello di Anna, la madre di Amedeo Cimarelli, il ragazzo di 19 anni morto anche lui sulla Colombo nel 2014, dopo che l’auto su cui viaggiava si schiantò contro un albero.
Nel suo lungo post, la donna rivive il proprio dolore e lo trasforma in parole di empatia per i genitori di Beatrice:
“Stasera voglio ricordare Beatrice,morta senza colpa per mano di qualcuno che ha pensato di essere il padrone della strada. Ho visto le immagini dell’impatto e ho provato lo stesso dolore di quando ho perso mio figlio,19 anni, nella stessa maniera, finito contro un albero, sulla Colombo, senza scampo per la sua giovane vita. So cosa stanno provando i suoi genitori, sento il dolore, l’incredulità, l’assurdo! Il dolore ti annienta ti spegne ti rende un automa. Ti verrà detto che il corpo “di tuo figlio“ ti sarà restituito il giorno del funerale. Nel frattempo “tu” scegli la sua bara, i suoi vestiti per l’ultimo viaggio, cerchi nella cameretta il suo oggetto preferito che metterai accanto al suo corpo inerme.
Io l’ho fatto, ho obbedito a quello che in quel momento era assurdo solamente pensare.
Non esiste coraggio per affrontare un figlio nella bara, questa è la verità. Chiunque ha provato questo dolore è immune da qualsiasi altra sofferenza. Sono vicina ai genitori di Bibbi perché so cosa stanno vivendo, non ci sono parole, non ne avrò, perché so benissimo che non serviranno a nulla. Con infinito affetto. Anna la mamma di Amedeo, 22 aprile 2014 incidente mortale via Cristoforo Colombo”.
Indagini sull’incidente mortale della Colombo: nuovi video al vaglio
Sul fronte investigativo, proseguono senza sosta le indagini della Polizia Locale di Roma Capitale per ricostruire la dinamica dello schianto costato la vita a Beatrice.
Gli agenti stanno acquisendo nuovi filmati delle telecamere di sorveglianza non solo nella zona dell’impatto, all’altezza di piazza dei Navigatori, ma anche lungo i tratti precedenti e successivi, per comprendere cosa sia accaduto nei minuti che hanno preceduto la collisione.
Sono in corso i test tossicologici e alcolemici sui giovani coinvolti, i cui risultati saranno fondamentali per chiarire le responsabilità.
L’ipotesi della gara clandestina e i sequestri
Secondo le prime ricostruzioni, potrebbero essere state coinvolte altre auto, forse impegnate in una gara clandestina. I conducenti si sarebbero allontanati senza prestare soccorso. Se confermato, il reato configurerebbe omicidio stradale con fuga, che prevede l’arresto immediato. Gli agenti hanno intanto sequestrato un cellulare trovato nella Bmw, mentre la Procura di Roma ha disposto l’autopsia sul corpo della giovane vittima.
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Una ferita che non si chiude
La morte di Beatrice riapre una ferita profonda per la città e per tutti coloro che percorrono quotidianamente la Colombo. Le parole della madre di Amedeo ricordano che dietro ogni incidente ci sono vite spezzate, famiglie distrutte e dolori che non passano mai.
Una tragedia che impone, ancora una volta, una riflessione sul rispetto delle regole, sulla sicurezza stradale e sulla necessità di evitare che quelle due croci, lungo la stessa strada, diventino solo un’altra statistica.


















