Incendio al cantiere di Fiumicino: si fa largo l’ipotesi del dolo (FOTO)

Incendio al cantiere di Fiumicino, si fa largo l’ipotesi del dolo: trovati tre inneschi vicino al deposito distrutto

Ciò che resta dello stabilimento Maris di Fiumara Grande andato a fuoco il 16 agosto 2025 -canaledieci.it

Incendio al cantiere di Fiumicino, si fa largo l’ipotesi del dolo. Durante un sopralluogo effettuato dalle forze dell’ordine dopo che i vigili del fuoco, con l’ausilio di due elicotteri sono riusciti a spegnere le fiamme, sono stati trovati tre inneschi due dei quali ancora intatti, mentre il terzo situato proprio di fronte alle strutture del Maris, completamente distrutto dalle fiamme, è andato a segno.

Incendio al cantiere di Fiumicino, si fa largo l’ipotesi del dolo: trovati tre inneschi vicino al deposito distrutto

La miccia, fatta di materiale combustibile ad alto potenziale, era posizionata nell’area prospiciente il rimessaggio di via Monte Cengio di cui ora restano solo tizzoni anneriti e scafi devastati dal rogo. Uno scenario spettrale frutto, con ogni probabilità, di una mano che ha operato in virtù di un movente ben preciso.

L’incuria e lo stato di abbandono delle sterpaglie e dei canneti che costeggiano la strada, anche su via Falzarego, sono stati il veicolo dell’incendio ma il vero scopo, secondo Massimo Cimini di Confapi Nautica Fiumicino (Confederazione europea professionisti e imprese) “sembrerebbe chiaro. L’innesco da cui è scaturita tutta questa distruzione aveva dato origine a un primo tentativo andato a male la sera precedente agli eventi”.

Il movente che avrebbe armato la mano dell’incendiario

“E guarda caso l’innesco si trovava proprio di fronte al ‘Maris’, posto sotto amministrazione controllata, dopo un sequestro per mafia e affidato dal tribunale di Civitavecchia a un custode giudiziario che corrispondeva un canone e teneva in piedi l’attività di rimessaggio, stazionamento e manutenzione pagando regolarmente del personale che ora ha perso tutto”.

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Credo che l’intenzione di chi ha acceso quella miccia sia di intimidire qualsiasi concorrente per evitare che, quando il demanio golenale tornerà in possesso della Regione Lazio, nessuno abbia coraggio di presentarsi ai bandi di riassegnazione di quei terreni per evidenti fini speculativi, entrando così senza ostacoli nella loro gestione diretta”.

La zona colpita dall’incendio, del resto, è un anello di congiunzione lungo il quale operano strutture che presentano diversi profili di irregolarità e sono state poste sotto sequestro dalle amministrazioni competenti.

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C’è il Med One Marina con cantieri chiusi e revocati e anch’esso sotto amministrazione controllata sebbene sia autorizzato alla produzione di tubolari per gommoni. Un terzo è chiuso, ma non è stato mai riassegnato per scelta del tribunale stesso, e un quarto è da tempo sbarrato per abusivismo edilizio e dovrà essere abbattuto.

A mio parere -aggiunge Cimini- occorre sollecitare tutti gli enti coinvolti affinché quanto prima si si arrivi alla predisposizione, redazione e pubblicazione delle gare per l’affidamento delle concessioni che gli operatori del settore aspettano ormai da troppi anni”.

“Un mancato ricorso ai bandi –sottolinea Cimini-che, è bene ricordarlo non trova giustificazione soprattutto alla luce dei principi fissati dalla direttiva europea ‘Bolkestein’ per la liberalizzazione dei servizi pubblici. Ed è proprio dove c’è carenza di norme, leggi e regolamenti che si insinuano la criminalità e il malaffare”.

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La sequenza di quelle terribili ore

L’incendio divampato sabato 16 agosto scorso intorno alle 11.30 aveva alzato una colonna di fumo nera e densa che ricordava, fatte le debite proporzioni, il rogo che distrusse la pineta di Ostia nel 2000.

Immediate le proteste dei residenti, che avevano accusato i cantieri di essere all’origine dei numerosi incendi che colpiscono l’area anche se diverse strutture sono, come nel caso del cantiere Maris devastato dal rogo, poste sotto sequestro.

I precedenti che in qualche caso hanno fatto pensare a un gesto volontario

Sull’origine di tanti altri incendi non ci sono certezze, ma il loro alto numero desta più di una perplessità.

Il 12 agosto scorso era stata aggredita dalle fiamme una struttura situata in via delle Orcadi sempre in zona Fiumara Grande e i tecnici non hanno escluso che potesse trattarsi di un fatto di origini dolose.

Un’altra densa colonna di fumo si era alzata sulla cittadina tirrenica martedì 17 giugno scorso, a causa di un vasto rogo divampato all’ingresso dell’abitato in un terreno situato a ridosso di via Foce Micina che venne temporaneamente chiusa al traffico.

Il 9 giugno antecedente da un articolo di canaledieci.it era partito un invito a provvedere alla gestione della vegetazione abbandonata a se stessa, proprio in via Monte Cengio e via Falzarego, e alla rimozione delle sterpaglie nel mezzo di cespugli e canneti impenetrabili. Tutti fonte di pericolo per l’alto potenziale di combustione che li caratterizza soprattutto quando le temperature estive giungono al culmine.

E qualcuno, evidentemente, almeno questa volta sembrerebbe essersene approfittato.

La situazione attuale cantiere per cantiere

Dalle fotografie aeree tratte da Google Maps si può ricavare un’analisi dettagliata relativa alla situazione dei cantieri di Fiumara Grande che non sono a norma.

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Corrieri ha avuto la revoca della concessione ed è stato posto sotto sequestro per morosità e irregolarità amministrativa e urbanistica.

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Marina bianca, ex Tornado è operativo ed è stato acquistato otto anni fa in pre asta fallimentare.

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Il Med One è oggetto di una revoca della concessione e di un provvedimento di sequestro emesso dal Comune di Fiumicino che ne ha decretato l’abbattimento.

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La concessione del Dock è stata revocata e il cantiere confiscato per vicende legate alla criminalità organizzata ma non è mai stato affidato ad interim dal tribunale competente di Civitavecchia.

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Nuova ArtigiNautica è operativo e in regola con la concessione idrico golenale della Regione Lazio.

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Balena Yachting Service, è operativo in regime di indennità di occupazione ma non di concessione che è scaduta anni fa.

 

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Balena, concessione revocata e sequestro per morosità e problematiche amministrative oltre che urbanistiche.

 

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