Alberi abbattuti e non ripiantati, pinete malate: il patrimonio verde di Roma sta scomparendo

Roma al collasso verde: 18mila alberi abbattuti a fronte di sole 2mila 400 piantumazioni. L'emergenza silenziosa delle piante 

Roma, la città con il più vasto patrimonio verde d’Europa, sta vivendo un’emergenza silenziosa. Alberi abbattuti, mancate piantumazioni e un parassita letale che sta divorando le sue storiche pinete, il verde urbano di Roma è al collasso. Un grido d’allarme che si leva da Ecoitaliasolidale, che chiede un intervento immediato e concreto.

Roma al collasso verde: 18mila alberi abbattuti a fronte di sole 2mila 400 piantumazioni. L’emergenza silenziosa delle piante

I numeri parlano chiaro e sono impietosi: secondo i dati sugli interventi di manutenzione, quasi 18mila alberi sono stati abbattuti a Roma tra il 2021 e il 2023. A fronte di questa ecatombe, le nuove piantumazioni ammontano a sole 2mila e 400.

Un divario sconcertante che mina la salute ambientale della città e il benessere dei suoi abitanti. Le segnalazioni di cittadini e associazioni si moltiplicano. Denunciano l’abbattimento di alberi di grosso fusto, spesso ancora sani e con chiome rigogliose, senza che vengano rispettati i tempi di sostituzione previsti dal Regolamento del Verde.

Piergiorgio Benvenuti, presidente Nazionale del Movimento Ecologista Ecoitaliasolidale, non usa mezzi termini: “Da anni esprimiamo preoccupazione e denunciamo la grave mancanza di attenzione nella gestione degli alberi e del verde urbano nella Capitale. È necessario un immediato e concreto piano di cura, monitoraggio e potatura”.

Le pinete di Roma sotto assedio: la duplice minaccia di incendi e cocciniglia

La situazione è ancora più drammatica nelle grandi pinete storiche di Roma. Castel Fusano e Castel Porziano, polmoni verdi della città, sono devastate non solo dagli incendi dolosi che le hanno ciclicamente colpite, ma anche da un nemico invisibile quanto letale: la cocciniglia tartaruga.

Questo parassita, apparso a Roma nel 2018, si è diffuso in modo esponenziale a causa della mancanza di adeguati trattamenti fitoterapici.

Oggi, come evidenziato da Ecoitaliasolidale, la cocciniglia interessa l’80% dei circa 120mila Pinus pinea della Capitale, mettendo a rischio un terzo del totale delle alberature romane. Alberi compromessi, destinati all’abbattimento, che lasciano dietro di sé un paesaggio sempre più spoglio e vulnerabile.

La Pineta di Castel Fusano, con i suoi 916 ettari, ha già perso ampie sezioni a causa degli incendi, come quello devastante del 2017. A Castel Porziano, la stessa sorte è toccata a migliaia di pini.

Un approccio inadeguato: servono cura, monitoraggio e più verde fruibile

La logica del solo “abbattimento e ripiantumazione” si è dimostrata fallimentare. Il pofessor Luigi Campanella, scienziato di fama internazionale, già preside della Facoltà di Chimica  all’Università La Sapienza di Roma, è categorico: Non basta piantare nuovi alberi: è necessario un piano concreto di cura, monitoraggio e potatura, con interventi tempestivi ogni 5 anni, come suggerito dalle linee guida di buona gestione.”

Inoltre, Roma sconta una grave carenza di verde fruibile per i suoi cittadini: con soli 17 metri quadrati per abitante, la Capitale è ben al di sotto della media nazionale di 20 mq. Un dato che evidenzia l’urgente necessità di ampliare gli spazi verdi accessibili e di rafforzare gli ecosistemi naturali a disposizione dei romani.

Gli alberi: un investimento per la vita

Gli alberi non sono un lusso, ma una necessità vitale. Non solo migliorano la qualità dell’aria e contrastano l’inquinamento, ma possono letteralmente salvare vite.

Come ricordato dal prof. Campanella, uno studio su The Lancet ha dimostrato che aumentare del 30% la copertura arborea in 50 città europee ridurrebbe del 40% i decessi legati all’afa.

Un dato che dovrebbe spingere a una riflessione profonda sulla necessità di investire seriamente nel patrimonio arboreo.

La visione di una “fitopoli”, una città dove lo spazio riservato alle piante sia predominante, e principi come la formula 3-30-300 del ricercatore olandese Cecil Konijnenijk – che suggerisce di vedere almeno 3 alberi dalla finestra, avere il 30% del quartiere ricoperto da verde e trovarsi a non più di 300 metri da un parco – non sono utopie, ma obiettivi raggiungibili e necessari per una città come Roma.

“Roma ha un’opportunità unica, grazie alla sua estensione verde e agricola, di diventare un modello di sostenibilità urbana –  ha concluso Benvenuti – Tuttavia, ciò richiede un impegno serio da parte delle istituzioni e un cambiamento radicale nella gestione del verde urbano”.