La piscina comunale di via Como apre con prezzi da nababbo dopo 16 anni di lavori. Tanto ci è voluto tra continui rinvii, mancati collaudi e lungaggini amministrative per concludere il restyling dello storico Centro sportivo dotato ora anche di campi da tennis in erba sintetica, al posto di quelli in terra risalenti al Novecento.
La piscina Comunale di via Como apre grazie alla concessione in project financing ma i costi fanno pensare di essere alle Bahamas
Di quel Circolo che è stato acquistato dal Comune di Roma nel 2006 non resta più nulla. L’oasi verde su cui si allungava l’ombra di grandi pini mediterranei è scomparsa insieme al ricordo dei campioni di tennis che vi giocarono da Lea Pericoli a Nicola Pietrangeli, da Gianni Clerici a Silvana Lazzarino.
La struttura venne demolita per far spazio a un parcheggio da 300 posti auto coperti realizzato da una società privata che, in cambio della costruzione dell’area di sosta prevista nell’ambito del Piano Urbano Parcheggi (Pup) dall’amministrazione capitolina, si è aggiudicata una concessione di sfruttamento della durata di 99 anni.
Molto più complicata, anche perché meno remunerativa per i soggetti chiamati a gestirla, la sistemazione dell’area sovrastante ai posteggi. Area destinata ad attività sportive comunque assoggettate all’egida delle finalità pubbliche connesse alla natura stessa della proprietà del terreno.
Tanto pubblica che, in base a quanto richiesto dalla Soprintendenza Archeologica, la zona interna è caratterizzata dalla presenza di un ipogeo in cui sono conservati i resti di cave in pietra tufacea risalenti al periodo di Servio Tullio, sesto Re di Roma, monarca della città eterna nel VI secolo avanti Cristo.
La situazione di stallo che ha condizionato per così tanto tempo il rilancio dell’ex Centro sportivo si è sbloccata solo recentemente, dopo che il II Municipio ha chiesto e ottenuto dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, i poteri sostitutivi per concludere le procedure di collaudo.
La concessione in project financing della nuova infrastruttura sportiva
Un passaggio tecnico indispensabile per consentire a M45, la società sportiva dilettantistica che ha vinto il bando per la concessione, di aprire la struttura al pubblico, a iniziare dalla piscina lunga 25 metri e profonda da 1.20 e 2,55 metri.
Un evento molto atteso dai residenti di una zona dove una vasca di colore azzurro, delimitata da edifici di vari piani eretti all’epoca del Ventennio e dalle abitazioni di inizio Novecento del periodo appartenente al cosiddetto ‘barocchetto romano’, costituisce una vera rarità nonostante la presenza di altri impianti sportivi privati.
Tutte aspettative andate deluse dopo la pubblicazione del listino prezzi contenente varie offerte e modalità di ingresso per la stagione estiva ormai alle porte.
La concessione assegnata a M45 si basa sì sul classico schema della finanza di progetto, in base alla quale il privato ha diritto di gestire il bene in cambio della remunerazione del capitale investito ma, pur sempre, nell’ambito delle finalità di carattere pubblico connesse alla proprietà del bene stesso.
Per rendersene conto basti osservare che il listino prezzi prevede, tra l’altro, una ‘formula completa’ modello famiglia da capogiro. Un ombrellone e due lettini nei giorni feriali sono affittati a 40 euro che salgono a 55 euro di sabato, domenica e festivi. L’ingresso a pagamento è obbligatorio anche per i bambini da 5 a 12 anni che, nel weekend, pagano un biglietto di 12 euro a testa.
Costo totale di una giornata in piscina tra i palazzi del quartiere Italia per una famigliola di quattro persone: 64 euro. Un prezzo che non sembra tenere in considerazione le finalità sociali sottese ai permessi rilasciati ai privati dal Campidoglio per una porzione di terreno che appartiene a tutti i cittadini romani.


















