Completata la posa della scogliera: come cambia il belvedere dalla Rotonda di Ostia (VIDEO)

Dopo la sistemazione della nuova scogliera sul Lido di Levante stravolto il panorama visibile dalla Rotonda

Oltre trecento metri di scogliera per un’altezza di due e una sequenza di grandi massi poggiati gli uni sugli altri ad appena quindici metri dalla sede stradale.

Dopo la sistemazione della nuova scogliera sul Lido di Levante stravolto il panorama visibile dalla Rotonda

E’ questo il nuovo panorama visibile dalla Rotonda che si affaccia sul Tirreno sul piazzale dove termina la Cristoforo Colombo, arteria di collegamento tra Roma e il Lido di Ostia.

Niente più soste sulla spiaggia sottostante, niente tramonti romantici a beneficio di curiosi e abitanti. Alla costruzione di una barriera che evitasse il pericolo imminente di un crollo della rotonda e della Fontana dello Zodiaco minacciati dalle onde non c’era alternativa.

Per arginare il peggio è dovuta scendere in campo la Regione Lazio con un progetto elaborato e attuato a tambur battente per rinforzare un terrapieno ora circondato da ruderi che galleggiano in mezzo al mare anziché dalla fisionomia in stile africano, fatta con legno proveniente dal Kenya, del bar e delle strutture dello Shilling progressivamente distrutte dalle mareggiate.

Completata la posa della scogliera: come cambia il belvedere dalla Rotonda di Ostia (VIDEO) 1

Cambia, dunque anche il paesaggio circostante in primo luogo perché quella spiaggia non sarà più balneabile perché ormai coperta da scogli destinati ad arginare il gioco delle correnti.

Neppure la posa della sabbia che rientra nel programma di ripascimento già pronto a partire su un tratto più ampio di arenile a partire dalla scogliera verso nord consentirà di cambiare un destino ormai scritto.

Un destino tutt’altro che ineluttabile, nonostante il tempestivo intervento della Regione Lazio per salvare i lembi di costa rimasti con gli scogli addossati alla Rotonda dove si sono alternati i camion carichi di massi e i potenti bracci delle macchine movimento terra attraverso cui sono stati addossati alle strutture murarie da proteggere.

Se gli uffici di via della Pisana hanno fatto il possibile il Comune di Roma è rimasto immobile in relazione alla necessità di rimuovere le macerie prodotte dal crollo delle cabine e delle strutture spazzate via dalle maree.

Senza la rimozione dei detriti lo spettacolo che si potrà apprezzare oltre la scogliera continuerà a essere, per lo meno, inquietante. Ma quest’ulteriore operazione, indispensabile per portare via calcinacci, pezzi di legno, impianti elettrici e idraulici, tubi di metallo e coperture plastiche non è neanche all’orizzonte.

Si tratta, infatti, di un intervento di competenza del Campidoglio che ha già rispedito al mittente un oneroso preventivo richiesto ad Ama, la società che gestisce il ciclo della raccolta differenziata nella capitale.

Non solo. La Giunta presieduta dal sindaco Roberto Gualtieri non ha neppure avviato l’iter per la dichiarazione dello stato di calamità naturale che consentirebbe di accedere ai fondi speciali utilizzabili anche per queste finalità dalla Regione Lazio e dal Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio.

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