Neonato abbandonato in chiesa a Roma: si chiamerà Gregorio. Come sta e l’ombra della donna incappucciata

Sta bene ed è sotto osservazione il piccolo Gregorio, il neonato abbandonato in una chiesa a Magliana. I carabinieri analizzano i filmati per identificare la persona che lo ha lasciato

Foto di archivio

Un sonno sereno, qualche stiracchiata e le labbra ancora sporche di latte. Sta bene – ed è questa la notizia più bella – il neonato abbandonato nel pomeriggio di ieri all’interno della chiesa di San Gregorio Magno in piazza Certaldo, nel cuore della Magliana.

Sta bene ed è sotto osservazione il piccolo Gregorio, il neonato abbandonato in una chiesa a Magliana. I carabinieri analizzano i filmati per identificare la persona che lo ha lasciato

Mentre i carabinieri sono al lavoro per risalire all’identità della madre o di chi lo ha lasciato ai piedi dell’altare, il piccolo muove i suoi primi passi nel mondo protetto dai medici e infermiere.

Il nome del riscatto: si chiamerà Gregorio

Neonato abbandonato in chiesa a Roma: si chiamerà Gregorio. Come sta e l'ombra della donna incappucciata 1
Foto di archivio

Un nome scelto sul campo, quasi d’istinto, da chi lo ha soccorso per primo. I soccorritori dell’Ares 118 intervenuti sul posto lo hanno battezzato affettuosamente Gregorio, proprio in omaggio alla parrocchia che lo ha accolto e gli ha fatto da culla. Un nome che per il quartiere e per il parroco, don Giacomo Pavanello, suona come un simbolo di rinascita: «In questa chiesa è come se avesse ritrovato la vita», racconta il sacerdote con gli occhi lucidi.

Le condizioni del bambino: «Un’emozione, sta bene»

Il piccolo, che ha soltanto due o tre giorni di vita (sarebbe nato tra mercoledì e giovedì), è stato trasportato al neonatale del vicino ospedale San Camillo per essere tenuto sotto osservazione in terapia intensiva neonatale. Un passaggio precauzionale, perché il bambino è in ottime condizioni di salute.

Chi lo ha lasciato si è assicurato di proteggerlo: è stato trovato ben pulito, avvolto in una coperta e con indosso una tutina nuova.

Aveva persino appena finito di mangiare. A confermarlo il medico dell’automedica giunto nella chiesa insieme al team del 118. Lo stesso don Giacomo ha ricordato la compostezza del piccolo: «Ci ha colpito la sua serenità, dormiva. Stava ‘una pace’, come diciamo qui a Roma».

Il giallo della donna incappucciata

Sullo sfondo resta l’enigma di chi abbia compiuto il gesto. Probabilmente una mamma disperata, che avrebbe bisogno di aiuto.

Le telecamere di videosorveglianza della parrocchia, sia interne che esterne, hanno ripreso la scena intorno alle 17:00. Nei fotogrammi si vede una figura – quasi certamente una donna con il volto coperto dal cappuccio di una felpa – salire la scalinata ed entrare dall’ingresso principale con un fagottino tra le braccia.

La donna si è spinta fino alla navata deserta, ha depositato la busta di plastica con il piccolo sotto il crocefisso ed è fuggita via di corsa pochi istanti dopo. Nessun biglietto, nessun messaggio lasciato accanto al figlio.

Forse nato in casa

I carabinieri della compagnia Eur, della stazione Villa Bonelli e del nucleo Radiomobile stanno passando al setaccio le immagini di zona e incrociando i registri di cliniche e ospedali.

L’ipotesi più probabile è che il parto sia avvenuto in casa senza assistenza ufficiale, anche se non si esclude del tutto che il neonato sia venuto alla luce in una struttura sanitaria prima della decisione di lasciarlo in chiesa.