Conoscere da vicino la grandiosità della Roma imperiale senza spendere un euro: è l’opportunità unica offerta per domenica 8 novembre dalla Villa di Livia, la meravigliosa dimora a Prima Porta appartenuta alla moglie dell’imperatore Augusto. Dalle 10.00 alle 14.00, il complesso archeologico aprirà a ingresso del tutto gratuito, regalando a cittadini e turisti la possibilità di passeggiare tra i luoghi del potere e del mito di duemila anni fa.
Domenica a Villa di Livia, la residenza della moglie dell’imperatore Augusto: visite guidate e ingresso gratuito
Situata nel cuore del parco comunale di Prima Porta, in via Villa di Livia 187, la residenza potrà essere scoperta in autonomia o attraverso due visite guidate senza obbligo di prenotazione, previste con partenza alle 10.30 e alle 11.30.
Nota nell’antichità con l’evocativo nome di Villa ad Gallinas Albas, la struttura rappresentava la lussuosa dimora suburbana di Livia Drusilla, carismatica moglie dell’imperatore Augusto.
Scorgerne l’architettura oggi significa comprendere la grandiosità dell’edilizia romana: il complesso fu infatti eretto su una serie di spettacolari terrazzamenti affacciati sulla valle del Tevere, concepiti per unire la solennità della rappresentanza alla riservatezza della vita privata.

Gli spazi si articolavano armoniosamente tra un maestoso quartiere ufficiale incentrato sul portico principale con vasche e decorazioni in marmo, un settore privato dotato di un sofisticato impianto termale riscaldato a ipocausto e un immenso parco verde circondato da portici e filari d’alloro.
Il Ninfeo
Tra le meraviglie che hanno reso il sito celebre in tutto il mondo spicca il Ninfeo Ipogeo, una sala sotterranea studiata dagli ingegneri dell’epoca per offrire un piacevole refrigerio durante le afose estati romane.
È proprio tra queste pareti che nacque uno dei più grandi capolavori della pittura antica: un ciclo pittorico continuo e senza interruzioni ad angolo,capace di trasformare la stanza in un giardino illusorio infinito. Osservando il dipinto, lo sguardo viene prima catturato da una staccionata in canne e da una balaustra in marmo, per poi perdersi in una vegetazione rigogliosa dove sono state censite 23 specie vegetali e ben 69 specie di uccelli, ritratti con uno scientifico realismo che anticipa di secoli le intuizioni della prospettiva aerea rinascimentale.
Oltre ai capolavori artistici – compresa la celebre statua dell’Augusto di Prima Porta ritrovala qui nell’Ottocento – la villa deve la sua aura leggendaria al mito legato al suo antico nome.

Gli storici Svetonio e Plinio il Vecchio raccontano infatti che un’aquila lasciò cadere nel grembo di Livia una gallina bianca che recava nel becco un rametto d’alloro. Piantato nel giardino della villa, quel piccolo ramo diede vita a un bosco fittissimo da cui, per generazioni, vennero colti i frondosi rami destinati a incoronare gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia durante i loro trionfi a Roma.
La storia del sito
Dalla fine dell’Impero, il complesso fu abbandonato e divenne inevitabilmente oggetto di spoliazioni e saccheggi. Nella seconda metà dell’Ottocento la villa balzò agli onori della cronaca quando una fortunata campagna di scavi, all’epoca ancora privi di un metodo scientifico di indagine e più finalizzati al recupero di oggetti, portò al ritrovamento di una splendida statua di marmo bianco che ritraeva Augusto con indosso corazza e mantello, il famoso Augusto di Prima Porta ora ai Musei Vaticani, e poi di una stanza semi-interrata con le pareti elegantemente affrescate, da interpretarsi probabilmente come un triclinio estivo. Le pitture, che raffiguravano un giardino popolato di uccelli e disseminato di fiori e arbusti, furono staccate nel 1951 per preservarle e si possono oggi ammirare a Palazzo Massimo alle Terme.
Buona parte delle strutture antiche è nel frattempo tornata alla luce e oggi si possono per esempio visitare, negli ambienti privati, le camere da letto di Livia e dell’imperatore, con un atrio e un piccolo giardino interno, e le grandi stanze della zona di rappresentanza, affacciate su un peristilio e decorate con pavimenti a mosaico o in marmi policromi e pareti affrescate. Un grande complesso termale occupa il settore nord della villa e qui le indagini archeologiche hanno rivelato diverse fasi dopo quella di epoca giulio-claudia: due piscinae calidae e una natatio risalgono agli inizi dell’età flavia mentre nel periodo dei Severi fu eseguita una radicale ristrutturazione dell’impianto.
Una grande terrazza porticata con giardino, probabilmente il boschetto di allori ricordato dalle fonti, ornava il lato orientale della residenza, e da qui si poteva ammirare il Tevere. Il giardino è stato ripristinato con la messa a coltura di oltre 60 piante alte 3 metri in altrettante olle d’argilla. Nell’Antiquarium, posto presso l’ingresso attuale dell’area archeologica, sono infine esposti i reperti più significativi rinvenuti nel sito.


















