Lo stabilimento balneare “Il Capanno”, ad Ostia si prepara a voltare pagina, ma senza interrompere la propria attività. Il lido di piazzale Magellano annuncia infatti che presto dirà addio alla struttura che gli ha dato il nome: un elemento riconoscibile del litorale, legato ai ricordi di chi frequenta questa parte della spiaggia da molti anni.
Una parte importante dell’identità dello stabilimento “Il Capanno” sta per scomparire. I gestori annunciano il cambiamento e raccontano il legame con un luogo che ha segnato intere generazioni
La notizia è accompagnata da un messaggio personale, nel quale il titolare Cristiano Giacometti, conosciuto come Chicco, racconta il rapporto costruito con quel luogo fin dall’infanzia. Un legame che non riguarda soltanto la storia della sua famiglia, ma anche quella di tanti frequentatori del Beach Club.
Il cambiamento, viene precisato, non segnerà la fine dell’attività. I gestori continueranno ad accogliere i clienti e a occuparsi dello stabilimento, mantenendo il nome e il rapporto con la clientela. Nel messaggio non vengono però indicati né una data precisa né i dettagli tecnici dell’intervento sulla struttura.
Dallo stabilimento Duilio al Capanno: la storia del lido di Ostia
Per comprendere il peso di questo annuncio bisogna guardare alla storia del luogo. La struttura originaria era conosciuta come Duilio ed é legata al nome dell’architetto Luigi Moretti, figura importante dell’architettura italiana del Novecento. Nel tempo, accanto allo stabilimento, è stato realizzato il grande chiosco che ha contribuito a definire l’identità del posto e a farlo conoscere come Capanno.
Non si tratta quindi soltanto della perdita di una costruzione. Per molti residenti e habitué, quella struttura rappresenta un punto di riferimento visivo e affettivo, presente nei ricordi di estati trascorse sul litorale.

È proprio questo aspetto a emergere dalle parole di Giacometti, che ripercorre una storia personale intrecciata in modo strettissimo a quella del lido.
“Caro Capanno, i miei genitori venivano qui prima ancora che nascessi. Sotto la tua ombra ho trovato riparo dal sole, conosciuto i primi amici, vissuto i primi amori e le prime delusioni. Qui sono cresciuto, sono diventato uomo e mi sono formato come imprenditore.”
Un racconto che si allarga poi a una dimensione collettiva. “E quello che provo oggi lo provano in tanti. Sotto la tua paglia si sono incontrate generazioni, sono nate amicizie e si sono condivise estati che ancora ci raccontiamo.”
Il riferimento é a un luogo che, nel corso degli anni, ha accompagnato la vita di tante persone. La struttura che sta per essere lasciata alle spalle é diventata parte del paesaggio e della memoria di Ostia, ben oltre la sua funzione all’interno dello stabilimento.

I precedenti sequestri e le rassicurazioni dei gestori
L’annuncio arriva dopo una stagione segnata da vicende giudiziarie e provvedimenti che avevano già portato il lido al centro dell’attenzione. Il 26 giugno 2025 lo stabilimento era stato interessato da un sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza e dalla Polizia Locale, come ricostruito nell’articolo sul sequestro dello stabilimento balneare di Ostia.
Il 24 luglio 2025 era arrivato il dissequestro parziale, che aveva consentito la riapertura di diversi spazi e la ripresa dell’attività. I due pergolati erano rimasti invece sotto sequestro: la riapertura del Capanno e la rimozione parziale dei sigilli.
Un nuovo provvedimento era poi arrivato il 10 aprile 2026, quando erano stati apposti i sigilli nell’area destinata al bar e alla ristorazione. Al centro degli accertamenti, secondo quanto riportato, c’erano difformità tra la struttura realizzata e i titoli edilizi: i nuovi sigilli al bar del Capanno di Ostia.
In quelle occasioni, i gestori avevano rassicurato i clienti sulla prosecuzione dell’attività, sottolineando che i provvedimenti riguardavano aree circoscritte e che il servizio sarebbe continuato.
Il messaggio di oggi ha un tono diverso: non si concentra soltanto sull’operatività del Beach Club, ma annuncia un cambiamento concreto e riconosce il valore simbolico della struttura destinata a essere lasciata.
È importante, tuttavia, distinguere i diversi passaggi: l’annuncio dell’addio alla struttura non specifica che cosa abbia determinato questa decisione, né stabilisce un collegamento diretto con i precedenti sequestri. I gestori esprimono comunque amarezza per gli ostacoli burocratici e per quella che considerano una scarsa attenzione al valore affettivo dei luoghi.
“Vederti andare giù fa male. Resta l’amarezza per una burocrazia che troppo spesso sembra non trovare spazio per il valore affettivo dei luoghi e per ciò che rappresentano per un territorio.”
“Il Capanno va avanti”: il futuro dello stabilimento
La conclusione del messaggio guarda però al futuro. La struttura che ha dato il nome al lido sarà salutata, ma il Beach Club continuerà ad accogliere i clienti e a portare avanti la propria attività.
Giacometti, su questo punto precisa: “Le persone, i legami e la voglia di stare insieme rimangono. Noi continueremo a prenderci cura di questo posto, a migliorarlo e a farvi sentire a casa.”
E ancora: “Il Capanno va avanti. Con il nome che ci hai lasciato, con chi c’è da sempre e con chi deve ancora arrivare.”
È questo il punto centrale dell’annuncio che regala un filo di speranza ai tanti frequentatori di questo lido storico: cambia una parte riconoscibile dello stabilimento, non il progetto dei gestori di continuare a tenerlo vivo. Per chi ha trascorso tante estati sotto quella copertura, l’addio avrà inevitabilmente un significato particolare. Il paesaggio sarà diverso, ma il nome, i ricordi e il rapporto con il litorale resteranno parte indissolubile della storia del Capanno di Ostia.

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