Spaccio in monopattino al Quarticciolo: durante una perquisizione risolto un enigma di quindici anni fa

Spaccio in monopattino al Quarticciolo all’origine di una perquisizione domiciliare con una scoperta inattesa da parte della polizia di Stato

Spaccio in monopattino al Quarticciolo. Durante un appostamento nella nota piazza di spaccio situata nel quartiere periferico della capitale sono entrati in azione quattro equipaggi del Secondo Nucleo Volanti della Polizia di Stato dopo aver osservato un passaggio sospetto di involucri tra un’abitazione e un uomo di origini magrebine che attendeva su strada con un mezzo a trazione elettrica.

Spaccio in monopattino al Quarticciolo all’origine di una perquisizione domiciliare con una scoperta inattesa da parte della polizia di Stato

E’ accaduto venerdì scorso 16 ottobre intorno alle ore 7.15 in via Ostuni quando i poliziotti avendo visto il lancio dalla finestra di piccoli sacchetti bianchi hanno fatto irruzione nell’abitazione per eseguire una perquisizione domiciliare d’urgenza.

All’interno dell’appartamento, in condizioni igienico-sanitarie di forte degrado, gli agenti hanno identificato due uomini di circa 50 anni, uno italiano e l’altro di nazionalità polacca. Mentre le operazioni di ricerca, condotte anche con l’ausilio delle unità cinofile, hanno permesso di trovare una pistola carica e pronta all’uso.

Occultata in uno zaino nascosto dietro un armadio, i poliziotti hanno scoperto una pistola Glock Modello 26 calibro 9×21. L’arma non solo aveva il caricatore pieno, ma presentava il meccanismo di scatto già armato, pronto all’uso immediato. Dai successivi riscontri della Polizia Scientifica è emerso che la pistola era stata rubata durante un furto in appartamento consumato nel lontano 2011.

Colpo in canna e decine di proiettili

Nello stesso zaino sono state sequestrate 93 cartucce sfuse di vario calibro, idonee sia per la Glock sia per altre tipologie di armi da fuoco. A completare il quadro delle attività illecite, gli agenti hanno posto sotto sequestro sei telefoni cellulari di dubbia provenienza, un bilancino di precisione e due fogli di calendario su cui erano annotate cifre e nomi legati alla gestione economica dello spaccio.

I due uomini sono stati tratti in arresto per detenzione abusiva di armi e munizioni e denunciati per ricettazione. L’intervento ha permesso di togliere dalla strada un pericolo imminente, assestando un duro colpo alla criminalità locale.

In un quartiere costretto a fare i conti con l’ombra costante delle piazze di spaccio e con una strisciante sensazione di insicurezza, l’operazione rappresenta un segnale fondamentale. Tra le tapparelle abbassate e la paura quotidiana, la parte sana della comunità continua a chiedere tutela e risposte concrete: la presenza dello Stato resta l’unico presidio per restituire legalità e vivibilità ai cittadini.

E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona denunciata, fermata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza definitiva di condanna nei suoi confronti.

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