Papa Leone, il chirurgo: «Due giorni dopo l’intervento sistemava le sedie in cappella»

Il Papa dimesso. Il chirurgo racconta l’operazione al Gemelli e la grinta del pontefice

«Santo Padre, ci siamo noi». Ma Leone XIV non si era fermato: «Non importa, riesco a farlo, lo faccio». A raccontare l’episodio è Stefano Margaritora, il chirurgo che ha operato il Pontefice al Policlinico Gemelli da dove il pontefice è stato dimesso oggi. Era il secondo giorno dopo l’intervento e, anziché limitarsi al riposo, Papa Leone XIV si è messo a sistemare le sedie nella cappella.

Il Papa dimesso. Il chirurgo racconta l’operazione al Gemelli e la grinta del pontefice

Un dettaglio che, secondo il medico, restituisce bene il comportamento del Pontefice durante il ricovero, durato cinque giorni. «È stato un paziente ideale», ha spiegato Margaritora ai media vaticani. «Non lo dico per piaggeria: non ha dato il minimo problema all’équipe che si occupava di lui».

Sempre sereno, sempre sorridente e poco incline a lamentarsi, nonostante il dolore che può accompagnare un intervento di questo tipo.

Il Papa, ha aggiunto il chirurgo, ha seguito con scrupolo tutte le indicazioni, sia sul piano alimentare sia durante la fisioterapia. E spesso ha fatto persino più di quanto gli venisse richiesto.

Il tumore scoperto per caso

La diagnosi è arrivata in modo del tutto inatteso. Il tumore maligno al polmone è stato individuato durante alcuni esami radiologici di routine all’addome, che avevano consentito di visualizzare anche le basi polmonari.

«È stata una scoperta assolutamente casuale, come purtroppo succede frequentemente», ha spiegato Margaritora. La lesione era una piccola macchia nella parte inferiore del polmone. Se si fosse trovata più in alto, ha osservato il medico, avrebbe potuto non essere rilevata nel corso di quegli accertamenti.

L’intervento, eseguito martedì 13 ottobre, ha previsto l’asportazione del lobo inferiore del polmone destro, la parte in cui era localizzato il tumore.

Il chirurgo ha precisato che non si è trattato di un’operazione eccezionalmente complessa.

«Sarei disonesto a dire che era molto complicata, per fare gesti eroici. In realtà, l’intervento sul Santo Padre è stato un intervento di routine». In presenza di un tumore polmonare di determinate dimensioni, ha spiegato, la procedura prevede infatti la rimozione dell’intero lobo interessato.

«Ha messo anima e corpo nel recupero»

A soddisfare particolarmente l’équipe è stata la ripresa dopo l’intervento. Il Pontefice, ha raccontato Margaritora, ha affrontato la riabilitazione con grande determinazione, mostrando una forte motivazione a tornare rapidamente alle proprie attività.

«Ha messo veramente anima e corpo come le persone più motivate dopo questo genere di operazioni», ha detto il chirurgo, sottolineando come l’assistenza necessaria sia stata limitata proprio grazie alla collaborazione del paziente.

Per il pieno recupero fisico, tuttavia, servirà ancora un po’ di tempo. Secondo le stime del medico, Leone XIV dovrebbe aver bisogno di una decina di giorni per ritrovare pienamente le energie.

«Un paio di settimane per una ripresa fisica veramente completa ci vogliono», ha precisato Margaritora, osservando che una parte del periodo di convalescenza è già trascorsa.

Il viaggio in America Latina resta possibile

Il recupero del Papa è importante anche in vista degli impegni internazionali in programma. Interpellato sulla trasferta in America Latina prevista dal 6 al 17 novembre, il chirurgo ha dichiarato che, dal punto di vista medico, non emergono ragioni per cui il viaggio debba essere annullato.

«Direi che non ci sono motivi clinici per cui il viaggio del Papa in America Latina non venga fatto», ha affermato Margaritora. Una valutazione che riguarda il quadro clinico e il decorso post-operatorio, mentre la ripresa proseguirà durante la convalescenza.

La vicinanza della Cei

Alla notizia delle dimissioni dal Gemelli è arrivato anche il messaggio della Conferenza episcopale italiana. La presidenza della Cei ha espresso «gioia e gratitudine al Signore», ricordando le preghiere che, durante i giorni del ricovero, si sono levate dalle parrocchie, dalle comunità religiose e dai fedeli.

I vescovi hanno inoltre ringraziato il personale medico e sanitario per la dedizione e la competenza dimostrate nell’assistenza al Pontefice, assicurandogli la propria vicinanza spirituale.

Nel messaggio, la Cei ha richiamato anche le parole di sant’Agostino sulla forza che il Signore dona nella debolezza, rinnovando a Papa Leone l’augurio di una «serena convalescenza e di un pronto e completo ristabilimento».