In pieno giorno e con la galleria del centro commerciale Happio affollata, un’azione fulminea e violenta ha sconvolto e terrorizzato i clienti impegnati negli acquisti. All’improvviso, alcuni soggetti con il volto completamente travisato e armati di pesanti arnesi da scasso, si sono introdotte all’interno dei locali di una gioielleria per saccheggiarla e hanno creato il panico.
Volti travisati e arnesi puntati per imporre la resa al direttore della gioielleria prima della devastazione: sottratto un bottino da 152 mila euro
La violenta irruzione è avvenuta all’interno dell’esercizio “Blue Spirit”, situato all’interno del Centro Commerciale “Happio” lungo via Appia Nuova, impugnando martelli e strumenti di scasso. Uno degli episodi più violenti registrati nell’estate del 2024: la banda scelse di colpire l’attività in pieno orario di apertura al pubblico, cogliendo di sorpresa il personale e i clienti presenti nell’area dello shopping.
Con atteggiamento intimidatorio e violento, la banda aveva affrontato il direttore del punto vendita, minacciandolo direttamente e costringendolo ad allontanarsi rapidamente se non voleva subire gravi conseguenze fisiche. Una volta libero il campo da ogni potenziale ostacolo, i rapinatori hanno poi sfogato la loro furia contro i banconi.
Il bottino da 152 mila euro
I colpi ripetuti dei martelli hanno mandato in frantumi i cristalli delle vetrine espositive della gioielleria, spargendo schegge e detriti lungo la superficie del negozio.
I banditi si sono appropriati a mani basse di un ingente quantitativo di preziosi e gioielli, per un valore commerciale complessivo stimato in circa 152mila euro.
Completato il raid in pochissimi minuti, il gruppo ha guadagnato l’uscita della struttura commerciale e si è dato a una precipitosa fuga a bordo di un’autovettura pronta all’esterno, per far perdere le proprie tracce.
Le tracce ematiche sui cristalli
La violenza dell’azione e la spietatezza nell’infrangere i vetri sono tuttavia costate un errore decisivo a uno degli esecutori materiali. Durante la concitata fase di prelievo dei preziosi tra le teche sfondate, uno dei malviventi si è ferito.
L’analisi approfondita delle immagini registrate dagli impianti di videosorveglianza dell’esercizio e della galleria commerciale ha evidenziato chiaramente un dettaglio che potrebbe rivelare l’identità del criminale: l’uomo muoveva le mani all’interno delle teche con un guanto visibilmente macchiato di sangue, rilasciando involontariamente sostanza biologica sugli arredi e sui frammenti di cristallo della scena del crimine.
Le indagini tecniche e i riscontri scientifici
Sulla vicenda sono scattate immediatamente le indagini condotte dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Roma Piazza Dante, sotto il coordinamento dei magistrati della Procura della Repubblica di Roma appartenenti al dipartimento criminalità diffusa e grave.
Gli investigatori dell’Arma hanno eseguito un meticoloso lavoro di repertazione sul luogo del delitto, riuscendo a isolare il profilo genetico dalla traccia ematica lasciata dal rapinatore. Attraverso l’acquisizione dei tabulati, i rilievi tecnici e l’attivazione dei canali di cooperazione internazionale, il DNA estratto a Roma ha trovato un riscontro positivo nelle banche dati europee con analoghi reati commessi all’estero, consentendo di identificare con certezza l’autore.
L’identificazione e il provvedimento restrittivo
L’attività investigativa ha permesso di attribuire le responsabilità dell’assalto al centro commerciale a un 35enne di nazionalità cilena, riconosciuto anche attraverso la comparazione somatica delle sue caratteristiche fisiche con i fotogrammi dei filmati di sicurezza.
Sulla base degli elementi raccolti, il G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica, ha emesso un’ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere nei confronti del 35enne con l’accusa di rapina aggravata in concorso.
Il provvedimento restrittivo è stato notificato dai Carabinieri direttamente presso un istituto penitenziario, dove l’uomo si trovava recluso per altre cause. Intanto è caccia ai complici che potrebbero tornare ad agire con la stessa violenta dinamica.




















