Borselli trasformati in depositi improvvisati, auto usate come casseforti e dosi di crack e cocaina nascoste tra i sassi o nei tubi di scarico. Al Casilino la lotta allo spaccio svela la disperata ingegnosità dei pusher, ma i blitz della Polizia di Stato hanno interrotto la catena: sette persone sono finite in manette.
Centinaia di dosi di crack e cocaina, tra tubi di scarico e marmitte imbottite di droga: bloccata la staffetta dei pusher in una delle più grandi piazze di spaccio d’Italia
Il quartiere Casilino si conferma una delle quinte più complesse per il contrasto al traffico di stupefacenti a Roma. Tra i palazzoni e le vie ad alto scorrimento, gli uomini della Polizia di Stato appartenenti al VI Distretto Casilino hanno portato a termine una fitta serie di interventi focalizzati in particolare lungo via dell’Archeologia.
Gli agenti si sono mimetizzati tra il tessuto urbano per osservare da vicino la rete dei pusher, ricostruendo le dinamiche di uno spaccio al dettaglio sempre più rapido, frammentato e privo di scrupoli. Appostati nei punti nevralgici, i poliziotti hanno documentato gli scambi lampo in strada, il continuo passaggio di banconote stropicciate e i movimenti sospetti e reiterati dei pusher verso luoghi precisi, usati come veri e propri magazzini a cielo aperto dove attingere la merce un po’ alla volta per ridurre i rischi in caso di fermo.
La fuga a piedi del quarantenne e il magazzino sotto il sasso
Durante il primo dei blitz pianificati lungo via dell’Archeologia, l’attenzione degli investigatori si è concentrata su un 40enne di origine egiziana. L’uomo è stato notato durante un contatto fugace con un acquirente: pochi secondi, qualche parola scambiata a mezza voce e il classico passaggio di mano.
Quando il pusher si è accorto della presenza delle pattuglie in avvicinamento, ha tentato la fuga disperata a piedi lungo la strada. Nel corso della corsa ha cercato di disfarsi del materiale incriminato lanciando via il proprio borsello. I poliziotti lo hanno bloccato e hanno recuperato il contenitore: all’interno c’erano 87 involucri di crack e cocaina, affiancati da altri 4 involucri di eroina. Con sé l’uomo aveva anche 80 euro in contanti, ritenuti l’incasso della giornata, elemento che ha fatto scattare l’arresto immediato.
Pochi giorni dopo, e sempre nel medesimo quadrante del Casilino, gli agenti hanno scoperto un altro e singolare metodo per occultare la merce. Questa volta la droga era stata nascosta sotto un semplice sasso a bordo strada. Le ombre degli agenti hanno seguito per ore i passi di un 19enne di nazionalità tunisina. Il giovane faceva continuamente avanti e indietro tra i clienti e quella pietra a margine del marciapiede, da cui ogni volta estraeva un borsello con la dose precisa da consegnare. Al momento del blitz, dentro quel nascondiglio sono stati conteggiati 39 involucri di cocaina per un peso complessivo di poco superiore ai 10 grammi. Per il diciannovenne la giornata si è conclusa con le manette ai polsi.
Le auto-casseforti e la droga nel tubo di scarico
La creatività nell’eludere le forze dell’ordine non si è fermata qui. Nel corso di un’ulteriore operazione in via dell’Archeologia, la Polizia ha sorpreso due giovani che operavano in stretta sinergia con compiti ben divisi. Uno si occupava unicamente di agganciare i compratori e consegnare lo stupefacente, l’altro invece gestiva il flusso di denaro.
Quest’ultimo incassava i contanti e si premurava di depositarli all’interno del vano portaoggetti di un’automobile parcheggiata lì vicino, convertita in una vera e propria cassaforte su ruote per custodire i guadagni al sicuro da sguardi indiscreti.
Il blitz coordinato ha permesso di interrompere l’attività, portando al sequestro di 63 involucri tra crack e cocaina e al recupero di oltre 600 euro in contanti. Entrambi i giovani sono stati tratti in arresto per detenzione ai fini di spaccio.
Nello stesso quadrante è stato poi individuato un altro nascondiglio d’emergenza: il tubo di scarico di un furgone in sosta. Un ragazzo si spostava continuamente tra gli acquirenti e il retro del mezzo pesante. I controlli mirati hanno consentito di rinvenire dentro la marmitta un borsello con oltre 50 involucri di cocaina e crack, oltre a 300 euro in contanti trovati addosso al pusher.
Lo spaccio a ‘Le Palme’ e la convalida dei fermi
A chiudere la drammatica sequenza degli interventi è stato il blitz condotto nella nota piazza di spaccio denominata ‘Le Palme’. Qui la Polizia ha messo fine al lavoro di due giovanissimi che si alternavano nel servire i clienti, attingendo a piene mani da una piccola area limitrofa utilizzata come una sorta di retrobottega a cielo aperto.
La staffetta tra la piazza e il nascondiglio si è interrotta con l’arrivo degli agenti, che hanno recuperato 37 involucri di cocaina e oltre 700 euro in contanti, arrestando entrambi i ragazzi. In totale sono state sequestrati 280 involucri di droga. Tutti i sette arresti eseguiti nelle complesse operazioni del Casilino sono stati successivamente convalidati dall’autorità giudiziaria.




















