Daniele Conforti muore sulla Flaminia. Petizione per fermare la strage: “Ogni giorno si rischia la vita”

"Flaminia come una roulette russa": i cittadini chiedono autovelox, dissuasori e presidi da Sant'Oreste a Roma

Il 26 agosto scorso la Via Flaminia ha registrato l’ennesimo incidente mortale. Alle 7 del mattino, al chilometro 17,600, Daniele Conforti ha perso la vita a 44 anni in sella alla sua Honda Hornet. Una tragedia annunciata che spinge i residenti a gridare con forza: basta morti, servono controlli da Sant’Oreste a Roma.

“Flaminia come una roulette russa”: i cittadini chiedono autovelox, dissuasori e presidi da Sant’Oreste a Roma

La mattina del 26 agosto scorso, intorno alle 7, la Via Flaminia è stata teatro dell’ennesimo dramma che ha strappato alla vita Daniele Conforti, un uomo di 44 anni. L’incidente è avvenuto nel tratto compreso tra Malborghetto e Prima Porta, precisamente al chilometro 17,600, all’altezza del civico 1805.

La dinamica dell’impatto, violento e fatale, ha visto coinvolte la moto Honda Hornet guidata dalla vittima e un autocarro Isuzu al cui volante c’era un uomo di 59 anni. Sul luogo del sinistro è intervenuto tempestivamente un elisoccorso, ma per il 44enne purtroppo non c’è stato nulla da fare.

Il conducente del mezzo pesante è stato invece trasportato all’ospedale Sant’Andrea per gli accertamenti di rito. Gli agenti del gruppo Cassia della Polizia Locale di Roma Capitale hanno eseguito i rilievi per ricostruire le cause ancora in fase di accertamento, mentre le squadre Anas e le forze dell’ordine si sono occupate della gestione della circolazione e delle deviazioni necessarie a seguito del blocco temporaneo del traffico.

Una strada trasformata in una quotidiana roulette russa

Per noi abitanti di Sacrofano e dei comuni limitrofi, che percorriamo questa arteria anche più volte al giorno, quanto accaduto non può essere archiviato come una semplice fatalità. «Siamo preoccupatissimi, perché la Via Flaminia si conferma un’infrastruttura ad altissimo flusso di traffico totalmente priva delle necessarie condizioni di sicurezza”.

Il tratto che va da Sant’Oreste fino all’ingresso di Roma è da anni una vera e propria trappola costellata di insidie strutturali.

Chiunque si metta alla guida si trova ad affrontare curve cieche che azzerano completamente la visibilità, unite a una sequenza continua di incroci e immissioni dirette da strade secondarie.

A rendere il quadro ancora più critico vi è la presenza costante di accessi ad attività commerciali, distributori di carburante e supermercati, i quali generano improvvisi rallentamenti e svolte estremamente pericolose: “Se a questi fattori si aggiungono la velocità eccessiva di molti guidatori e i sorpassi azzardati, l’intero tragitto quotidiano di pendolari, famiglie e studenti si trasforma in una spaventosa roulette russa”.

Le richieste concrete delle comunità locali alle istituzioni

Di fronte a questa scia ininterrotta di sangue, le comunità locali hanno deciso di mobilitarsi e promuovere una petizione popolare per esigere un intervento immediato, concreto e non più rinviabile. “Non si può attendere la prossima tragedia per mettere in sicurezza un’arteria vitale per la provincia di Roma”

Con questa iniziativa i cittadini chiedono l’installazione di autovelox fissi nei punti più critici e segnalati lungo tutto il percorso tra Sant’Oreste e Roma, con l’obiettivo di scoraggiare in modo permanente e punire le condotte di alta velocità.

“Chiediamo inoltre l’applicazione immediata di dissuasori di velocità e il potenziamento della segnaletica luminosa in prossimità degli accessi più frequentati, come supermercati ed esercizi commerciali. È poi indispensabile garantire una maggiore presenza e frequenza nei controlli da parte delle forze dell’ordine, focalizzandosi in particolar modo nelle ore di punta del mattino e del pomeriggio”.

La mobilitazione dei cittadini e l’urgenza di un tavolo tecnico

“La vita umana non può sottostare ai tempi lunghi della burocrazia” – hanno aggiunto. Per questo motivo la petizione esige anche la convocazione urgente di un tavolo tecnico che veda seduti insieme l’Anas, la Prefettura e tutti i Comuni interessati dal tracciato.

Questo tavolo avrà il compito prioritario di programmare ed effettuare interventi infrastrutturali risolutivi per la messa in sicurezza degli incroci più rischiosi. «Ogni giorno di ritardo significa mettere a rischio un’altra vita umana».

“Per evitare che altre famiglie debbano piangere i propri cari lungo questo nastro d’asfalto, occorre un’azione coesa e determinata. Invitiamo tutti i cittadini, i residenti di Sacrofano, di Prima Porta, di Malborghetto e dei paesi vicini a firmare e condividere capillarmente questa petizione. Far sentire la nostra voce è l’unico modo per costringere le istituzioni competenti ad agire subito. La sicurezza stradale è un diritto, difendiamolo insieme” – conclude la nota della petizione cittadina.