Aveva trovato rifugio in uno stabilimento posto sotto sequestro a Ostia, ma è stato arrestato dai militari della Guardia di Finanza, durante uno degli abituali controlli effettuati sui manufatti e sulle strutture balneari del litorale romano chiusi in conseguenza dell’apposizione di sigilli da parte dell’autorità giudiziaria.
Trova rifugio in uno stabilimento posto sotto sequestro a Ostia e finisce in manette durante un controllo delle Fiamme Gialle
I fatti si sono svolti presso La Caletta Beach Club, sul lungomare Amerigo Vespucci 64, dove una pattuglia del Comando Provinciale di Roma ha tratto in arresto un cittadino francese di 33 anni che, insieme a una 49enne di nazionalità italiana, aveva trovato rifugio nei locali abbandonati dello stabilimento in cui la coppia aveva allestito un giaciglio di fortuna.

Dagli accertamenti eseguiti in banca dati è, inoltre, risultato che l’uomo era destinatario di un divieto di avvicinamento alla stessa donna con cui si accompagnava per il reato di maltrattamenti in famiglia oltre ad avere altri precedenti per detenzione abusiva di armi, estorsione e ricettazione.
Codice rosso e Daspo urbano
Nei confronti del 39enne era stata spiccata da parte del Tribunale di Roma un’ordinanza di applicazione del divieto di avvicinamento a meno di mille metri dalla donna. Le manette sono scattate anche in virtù di un ulteriore Daspo urbano, con divieto di dimora nel Comune di Roma, per una precedente violazione delle misure restrittive emesse nei suoi confronti.
L’intervento testimonia l’efficacia oltre che la necessità delle operazioni di contrasto all’illegalità che affligge anche il litorale romano e si inserisce nel più ampio dispositivo di presidio economico-finanziario attuato dal Comando Provinciale di Roma a tutela della sicurezza dei cittadini.
E’ opportuno ricordare che qualsiasi persona fermata, denunciata, arrestata, indagata o rinviata a giudizio in ogni stato e grado del procedimento penale deve essere considerata innocente sino alla pronuncia di una sentenza di condanna definitiva nei suoi confronti.
Il sequestro de La Caletta
Il sequestro dello stabilimento La Caletta risale al 15 aprile scorso quando la Guardia di Finanza insieme alla polizia locale di Roma Capitale e ai militari della Capitaneria di porto di Roma-Fiumicino avevano apposto i sigilli all’intera struttura incluse le attività di bar e ristorazione.
Secondo quanto riportato nel verbale ufficiale affisso all’ingresso della struttura, il manufatto era stato sequestrato per alcune violazioni di legge inerenti le fattispecie di reato contemplate dagli articoli 1161 e 54 del Codice della Navigazione, che puniscono l’occupazione arbitraria di spazio demaniale e le innovazioni non autorizzate.
Sul provvedimento di chiusura grava anche il mancato rispetto delle prescrizioni contenute nell’art. 44 lett. C del DPR 380/01 (Testo Unico dell’Edilizia), riguardante lavori eseguiti in totale assenza o difformità dal permesso di costruire in zone sottoposte a vincolo. Per questi motivi l’autorità giudiziaria ha disposto anche la nomina di un custode giudiziario dello stabilimento sequestrato segnalando che l’area non potrà essere utilizzata fino a nuova disposizione.
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