Diffida per le manifestazioni a Villa Borghese: “Il parco pubblico trasformato in un luna park”

La concessione di Villa Borghese rischia di cadere. Notificata la diffida, esplode la protesta dei cittadini: "Hanno tolto l'identità alla città"

Il Campidoglio rischia di perdere la gestione di Villa Borghese e di dover riconsegnare le chiavi al Demanio. L’associazione Amici di Villa Borghese ha inviato una formale diffida a Sindaco, Regione e Ministero della Cultura: il fitto calendario di manifestazioni a pagamento, viola la concessione perpetua del parco pubblico.

La concessione di Villa Borghese rischia di cadere. Notificata la diffida, esplode la protesta dei cittadini: “Hanno tolto l’identità alla città”

Con un atto notificato dall’avvocata Isabella Maria Stoppani per conto dell’associazione Amici di Villa Borghese, il Campidoglio è stato ufficialmente diffidato dal proseguire nell’assegnazione di ampie porzioni della villa a eventi privati e commerciali. Un’azione legale formale, che riapre uno scontro storico e alza il livello della tensione sul patrimonio verde della Capitale.

La missiva, indirizzata al sindaco, al governatore della regione Lazio e al MiC, invita le istituzioni «a provvedere in modo da impedire l’attuazione delle diverse manifestazioni, anche mediante revoca in autotutela dei relativi illegittimi provvedimenti».

Al centro del contendere c’è una tutela giuridica considerata «insuperabile». Quando l’area fu ceduta al Comune tra fine ‘800 e inizio ‘900, venne stabilito un vincolo chiarissimo: la villa deve rimanere ad uso pubblico, libero e «perpetuo».

Come ricordato dai legali, il Regio Decreto del 1903 definisce il parco vincolato «PERPETUAMENTE AD USO PUBBLICO IMPRODUTTIVO DELLA CITTADINANZA ROMANA E NAZIONALE». Il mancato rispetto di queste norme potrebbe comportare l’obbligo di restituzione dell’area allo Stato.

L’invasione a scopo di lucro: da Vinòforum al Natale

Ed è proprio il calendario di occupazione commerciale approvato dalle amministrazioni fino a gennaio 2027, che rischia di mutare radicalmente la fruizione del parco. Si parte con Vinòforum a Piazza di Siena, che comporterà un mese e mezzo di inaccessibilità totale per la sistemazione di strutture, lo svolgimento della fiera commerciale, e la successiva risemina del prato.

Subito dopo seguiranno i sette concerti di Baglioni, una scelta che calpesta la promessa del Campidoglio che, dopo i danni registrati 16 anni fa per i grandi eventi musicali, aveva assunto il «l’impegno a non autorizzare più manifestazioni nella fragile piazza Settecentesca, fatto salvo il Concorso Ippico».

Non va meglio al Galoppatoio, che verrà asservito per oltre tre mesi consecutivi a “Christmas World”. L’associazione Amici di Villa Borghese sottolinea con forza l’illogicità di un’operazione che rilancia con una richiesta di concessione quinquennale e un «dimezzamento del canone OSP con evidente finalità speculative del privato e possibile danno erariale», celata sotto la dicitura di iniziativa «di interesse pubblico».

Decibel, degrado e l’impatto sul verde

Oltre al blocco totale per gli amanti della villa, la diffida solleva pesanti riserve di carattere ambientale e acustico. L’area interessata è classificata dalle tabelle comunali come «Zona silenziosa, dov’è ammesso un valore massimo di 50 decibel», soglia sistematicamente infranta da concerti ed eventi musicali dotati di impianti ad alta potenza sonora.

A ciò si somma la devastazione fisica del terreno: la posa di gazebi, spalti e pedane distruggerà il manto erboso «riconquistato finalmente dai Romani dopo un decennio». Il terreno richiederà molteplici interventi di risemina e ulteriori settimane di chiusura coatta al pubblico proprio nei periodi dell’anno climaticamente più favorevoli alle passeggiate nel verde.

La rabbia dei romani: «I concerti si facciano nei palazzetti»

La reazione della cittadinanza non si è fatta attendere e corre sui social, con centinaia di messaggi d’indignazione per la progressiva privatizzazione del parco. I commenti dei residenti rispecchiano lo sconcerto di chi vede il bene comune sottratto per logiche di profitto e propone alternative concrete per gli eventi di spettacolo. «Speriamo che trasferiscano questi eventi altrove. I concerti si possono fare anche nei palazzetti dello sport… ci ho visto tanti cantanti negli anni 80… mica si andava a rovinare le ville storiche», denuncia una cittadina sui social network.

Le fa eco S. B.: «Si devono vergognare, Roma è diventata un luna park. Roma è una città storica, antica, gli avete tolto la sua identità». E il malcontento resta generale: altri utenti, come A. B., mettono in luce lo stato di abbandono generale della Villa a fronte delle concessioni ai privati: «Sporco e sembra un accampamento, per non parlare dei famosi giardini segreti in abbandono… adesso però non si può più sopportare, per non parlare degli alberi tagliati e quelli piantati sotto gli alberi già presenti. Nessuno controlla…».

Pronti al ricorso al TAR

Di fronte a questa escalation, l’associazione Amici di Villa Borghese ha chiarito di non voler arretrare. Se la diffida inoltrata al Sindaco e ai ministeri competenti dovesse rimanere inascoltata, il passaggio successivo sarà l’impugnazione degli atti di concessione davanti alla magistratura amministrativa, chiedendo l’intervento del Tar per ripristinare la legalità ed evitare che la città perda per sempre la libera fruizione della sua Villa più cara.