Villa Borghese “sequestrata” dai privati per cinque mesi di manifestazioni: le proteste (FOTO)

L'allarme degli Amici di Villa Borghese contro le concessioni ai privati: «La villa è vincolata perpetuamente ad uso pubblico improduttivo della cittadinanza»

Piazza di Siena e il Galoppatoio sbarrati per mesi, trasformati in spazi privati a pagamento. Il cuore verde di Roma viene recintato e consegnato al profitto aziendale, violando un vincolo storico e giuridico perpetuo e negando ai cittadini la libera fruizione del loro parco. A fare la denuncia gli “Amici di Villa Borghese”, che  lanciano l’allarme e diffidano il Comune.

L’allarme degli Amici di Villa Borghese contro le concessioni ai privati: «La villa è vincolata perpetuamente ad uso pubblico improduttivo della cittadinanza»

L’associazione Amici di Villa Borghese scende sul piede di guerra: Villa Borghese non è un polo fieristico né un’arena per eventi commerciali. La sua natura giuridica è scolpita nelle leggi dello Stato: «la Villa Borghese non ha valore tassabile perché vincolata PERPETUAMENTE AD USO PUBBLICO IMPRODUTTIVO DELLA CITTADINANZA ROMANA E NAZIONALE», come sancito dal Regio Decreto del 1903 e confermato dalla Corte di Cassazione.

Sottrarre questi spazi alla collettività per recintarli e consentirvi l’accesso soltanto previo pagamento di un biglietto ad esclusivo profitto di enti privati costituisce un fatto gravissimo. Un’aggressione al patrimonio storico che, secondo i denuncianti, travalica il buonsenso per scardinare le tutele del Codice dei Beni Culturali e del Regolamento del Verde.

Piazza di Siena sequestrata: l’invasione di Vinòforum e dei concerti

Gli attivisti denunciano un calendario di concessioni devastante per l’Ovale di Piazza di Siena. Dal 26 agosto al 10 ottobre, la storica piazza settecentesca viene sbarrata per Vinòforum: un mese e mezzo di inaccessibilità totale per permettere il montaggio delle strutture, lo svolgimento della fiera alcolica a scopo di lucro, lo smontaggio e la risemina.

Dopo appena sette giorni, l’area verrà di nuovo occupata per i sette concerti di Claudio Baglioni. Un’autorizzazione che calpesta la promessa del Campidoglio che, dopo i danni del passato, aveva assunto il «solenne impegno a non autorizzare più manifestazioni nella fragile piazza Settecentesca, fatto salvo il Concorso Ippico». Un impegno tradito dopo ben sedici anni.

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Gli allestimenti a Villa Borghese

Decibel fuori controllo e la devastazione ciclica del manto erboso

Oltre al danno dell’inaccessibilità, l’associazione sottolinea come l’impatto ambientale rischi di compromettere la struttura stessa del parco. L’assegnazione di un’area decretata dal Comune stesso come «Zona silenziosa, dov’è ammesso un valore massimo di 50 decibel» a spettacoli musicali ad altissimo impianto acustico viola apertamente le norme europee.

A questo si aggiunge la devastazione fisica del terreno, come sottolineano: pedane, palchi e gazebo distruggeranno il manto erboso «riconquistato finalmente dai Romani dopo un decennio». Il prato andrà riseminato due volte, con ulteriori chiusure al pubblico per tre settimane ciascuna, privando i cittadini della fruizione del verde nei mesi migliori dell’anno.

Il Galoppatoio regalato al privato: le ombre del business natalizio

Ma la denuncia degli Amici di Villa Borghese punta il dito anche sulla gestione del Galoppatoio. Per oltre tre mesi consecutivi, da ottobre a gennaio, l’area verrà asservita a “Christmas World”, il villaggio natalizio giunto alla quarta edizione.

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Uno degli spazi occupati dal villaggio natalizio

Un’operazione che ora rilancia con una richiesta di concessione quinquennale e un «dimezzamento del canone OSP con evidente finalità speculative del privato e possibile danno erariale». Una agevolazione che la giunta capitolina giustifica definendo la proposta come un’iniziativa «di interesse pubblico», ma che gli Amici di Villa Borghese denunciano come una mossa con «evidente finalità speculative del privato e possibile danno erariale»

L’allarme dell’associazione: «Abbiamo diffidato le autorità, pronti al ricorso»

Per tutti questi motivi, gli Amici di Villa Borghese hanno deciso di passare «dalle proteste agli atti» e hanno indirizzato una formale diffida alle autorità per chiedere di impedire l’attuazione delle manifestazioni: «In caso di inottemperanza, ricorreremo alla Magistratura in tutte le sedi più opportune».

L’avvertimento indirizzato dal comitato al Campidoglio è chiarissimo: «Questa grave e reiterata violazione potrebbe comportare l’obbligo di restituzione, da parte di Roma Capitale allo Stato, della Villa Borghese». Per l’associazione è ormai giunta «l’ora di agire» per arginare l’assalto ai diritti della cittadinanza.